Sono settimane di intenso lavoro al vertice di Illimity. Dopo il recente riassetto della prima linea manageriale, l’istituto milanese fondato da Corrado Passera deve far fronte all’opas da quasi 300 milioni presentata a gennaio dal competitor Banca Ifis e predisporre un nuovo piano industriale.
Ma c’è un altro aspetto delicato che negli ultimi giorni si sarebbe imposto all’attenzione del cda: riclassificare una posta di bilancio il cui valore non risulta più allineato alle valutazioni fatte dalla banca.
Mercoledì 5 il tema sarebbe stato al centro di una serie di riunioni al vertice di Illimity. Come anticipato da MF-Milano Finanza, la banca è venuta a conoscenza di nuove informazioni sul possibile esito di un procedimento legale che incide sul valore di un’operazione finanziaria.
In particolare l’esame ha riguardato una specifica senior note derivante da una cartolarizzazione di asset non performing effettuata all'inizio del 2024.
La nota della banca fa riferimento a una sentenza di appello (attesa nel corso del 2025) che, diversamente da quella di primo grado, potrebbe incidere negativamente sulle prospettive di recupero, determinando la riclassificazione dell’intera senior note, con un impatto sulla complessiva operazione di cartolarizzazione in termini di perdita attesa.
Pertanto – continua la nota – è stata riconosciuta una rettifica di valore aggiuntiva per un importo lordo complessivo di circa 53,5 milioni di euro. Sulla base di questo aggiornamento, il risultato consolidato al 31 dicembre 2024 ammonta a 316 mila euro (al lordo della svalutazione dell'avviamento già comunicata) e il risultato netto consolidato è negativo per 38,4 milioni, con un Cet1 del 13,9% e un Total Capital del 17,8%, «confermando la solida posizione patrimoniale della banca», spiega la nota.
I bilanci economico-finanziari sono in fase di aggiornamento, anche ai fini della predisposizione del progetto di bilancio 2024, la cui approvazione da parte del cda è prevista per il 12 marzo.
Occorre peraltro ricordare che i conti 2024 di Illimity contenevano già alcune sostanziali azioni di pulizia: svalutazioni di avviamenti per 39 milioni di euro, accantonamenti per rischi e oneri da 20 milioni e rettifiche su note di cartolarizzazione e quote di fondi per 59 milioni.
Quest’ultima iniziativa sarebbe stata imposta dagli ispettori della Vigilanza che, in sostanza, l’anno scorso hanno chiesto a Illimity di sterilizzare gli effetti sui componenti patrimoniali di una cartolarizzazione, contabilizzando l’incasso di vendita solo man mano che i crediti sottostanti sarebbero stati effettivamente recuperati.
Queste iniziative cadono in una fase industrialmente delicata per la banca di Passera che sta provando a cambiare passo: degli oltre 8 miliardi di attivi, solo un miliardo circa è ancora investito in crediti deteriorati, e l’istituto punta a rifocalizzarsi sul credito alle piccole e medie imprese e per i turnaround aziendali.
Le nuove azioni di pulizia dell’istituto saranno rilevanti non solo per i soci ma anche per Banca Ifis che ha lanciato un’opas da quasi 200 milioni su Illimity. L’istituto veneziano controllato dalla famiglia Fürstenberg attraverso la holding La Scogliera, offre 0,10 azioni Banca Ifis di nuova emissione e 1,414 euro in contanti e punta a raggiungere sinergie per 75 milioni (50 milioni da costi e 25 milioni da ricavi) a fronte di oneri di integrazione per 110 milioni.
La proposta è piaciuta al mercato che vede delle complementarietà nei modelli di business delle due banche: Ifis è ben posizionata nel factoring, nel leasing & rental e nei crediti alle farmacie, mentre Illimity ha sviluppato una robusta struttura di corporate & investment banking e di turnaround & special situations. Anche i grandi soci di Illimity hanno dato chiari segnali di gradimento, a partire da Banca Sella Holding che ha in mano il 10% del capitale. Ma ora il mercato si chiederà se le ultime azioni di pulizia della target avranno effetti sulla partita in corso. (riproduzione riservata)