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Per la prima volta in provincia anche dagli immobili non residenziali cominciano ad arrivare segnali incoraggianti. Come segnala l'Osservatorio Immobiliare di Nomisma, all'incremento del 2014 ha fatto seguito la stabilità del numero di contratti stipulati nell'anno successivo (44.319 compravendite) nel segmento degli immobili destinati alle attività economiche. Le componenti che contribuiscono a un'inversione di rotta nel non residenziale sono i negozi, e in parte i capannoni per l'industria. Per il resto il segmento terziario soffre ancora di scarso interesse, sia nei mercati maggiori che in quelli minori, oltre ad essere caratterizzato da una domanda molto selettiva interessata quasi esclusivamente ad alcuni mercati metropolitani, in particolare Milano, Roma e, in misura minore, Torino e Firenze. La tendenziale ripresa del mercato è stata sostenuta dall'ulteriore calo dei prezzi, seppure in progressiva riduzione rispetto al passato. A questo proposito, come si legge dal rapporto, i valori dei mercati intermedi presentano una minore resistenza all'innesco della ripresa. L'ultima variazione annuale dei prezzi (2016-2015) è risultata compresa tra il -3,5% dei capannoni industriali e le flessioni del 2,1 e del 2,3% registrate rispettivamente dal comparto degli uffici e da quello dei negozi.