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Il successo di AlUla parla italiano

Tra le destinazioni più desiderate, questa piccola regione desertica dell’Arabia Saudita è un successo turistico anche grazie a firme italiane come Poltrona Frau 

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In poco tempo AlUla si è imposta come una delle destinazioni più ricercate e desiderate del mondo. Costringendo tutto il mondo a imparare le coordinate di questa piccola regione desertica dell’Arabia Saudita, famosa per le sue formazioni rocciose dalle forme uniche e per il suo inestimabile patrimonio culturale di 200mila anni di storia.

L'edificio simbolo di AlUla in cui si specchia il panorama circostante.
L'edificio simbolo di AlUla in cui si specchia il panorama circostante.

Questo successo esotico parla anche molto italiano, in molti campi dall’archeologia alla gastronomia, dall’accordo con Slow Food al gemellaggio con Matera. Il legame si fa ancora più stretto nel mondo dell’architettura e del design, come aveva dimostrato anche la visita a gennaio del presidente del Consiglio Giorgia Meloni che, nella sua fitta agenda di incontri per rinsaldare i rapporti economici italo-sauditi, aveva trovato il tempo per inserire alcuni luoghi di interesse culturale con tappa fondamentale all’edificio a specchi di AlUla, che riflette il paesaggio naturale circostante ed è diventato il simbolo stesso della destinazione.

L'interno del Maraya Concert Hall con le sedute Pitagora di Poltrona Frau.
L'interno del Maraya Concert Hall con le sedute Pitagora di Poltrona Frau.

Entrato nel Guinness dei primati come l’edificio a specchi più grande al mondo, il Maraya Concert Hall vanta firme italiane dentro e fuori: il progetto è dello studio milanese Giò Forma e sono firmati Poltrona Frau gli arredi per la sala interna. Stessa doppietta per un altro edificio della località è The Chedi Hegra, l’hotel che sorge vicino alsito patrimonio mondiale dell’Unesco.

Gli interni dell’auditorium, caratterizzati da un’estetica sobria ed elegante, sono impreziositi da 550 sedute Pitagora realizzate su misura da Poltrona Frau. Originariamente disegnato nel 1982 da Lella e Massimo Vignelli, il modello è apprezzato per la sua geometria essenziale, il comfort ergonomico e soprattutto le eccellenti prestazioni acustiche che lo rendendo ideale per la destinazione finale. Per il Maraya Concert Hall sono state scelte delle poltrone in pelle sostenibile Impact Less nella tonalità Carrubo della palette ColorSphere®, che si sposa alla perfezione con i toni caldi del deserto.

The Chedi Hegra è un progetto è dello studio milanese Giò Forma.
The Chedi Hegra è un progetto è dello studio milanese Giò Forma.

Il progetto per The Chedi Hegra, location unica che sposa lusso contemporaneo e cultura nabatea, è stato sviluppato sempre dallo studio Giò Forma in collaborazione con Black Engineering e sviluppato con il supporto operativo di GHM Hotels. Le 35 camere e vile dell’albergo si integrano armoniosamente nel paesaggio desertico, con un approccio progettuale in stretta collaborazione con Unesco, fatto di piccoli intereventi leggeri e conservativi.

Il successo di AlUla parla italiano

Tra gli elementi distintivi spiccano la Locomotiva 964, restaurata e oggi parte integrante dello spazio dining Prima Classe, e la Shadow Canopy (Lamellae), una scultorea installazione di 700 metri che collega i diversi edifici del complesso. Un progetto che lo caratterizza come destination hotel, che attira i turisti per non solo per i suoi servizi ma anche per la sua posizione e unicità.

The Chedi Hegra gli interni con arredi su misura di Poltrona Frau.
The Chedi Hegra gli interni con arredi su misura di Poltrona Frau.

Proprio per questo lo studio Giò Forma ha chiesto a Poltrona Frau con la sua maestria artigianale e la capacità di interpretare il contesto di elaborare delle soluzioni su misura per arredi che sappiano riflettere l’identità del posto. Un luogo da esplorare, vivere e godere. (Riproduzione riservata) 

Orario di pubblicazione: 05/06/2025 12:43
Ultimo aggiornamento: 05/06/2025 12:43
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