Dopo aver toccato un massimo intraday di 22.591 punti, il FtseMib di Piazza Affari ha tirato il freno verso il termine della seduta chiudendo in rialzo dello 0,08% a quota 22.416 punti, sostenuto principalmente dall'entusiasmo attorno alle banche.
In quest'ultima seduta settimanale il settore bancario, già da tempo sotto i riflettori, ha attirato in particolar modo l'attenzione degli investitori in seguito ad alcune indiscrezioni di stampa secondo le quali nelle ultime bozze delle nuove direttive per l'industria bancaria, la Crr2 e la Crd5, sarebbe prevista la sterilizzazione automatica degli effetti sui requisiti di capitale in caso di cessioni massicce di crediti deteriorati, intese come "le operazioni implementate dalle singole banche nell'ambito di un programma pluriennale che mira a ridurre significativamente l'ammontare delle esposizioni in sofferenza dai propri bilanci". Ssi tratterebbe di un punto fondamentale in quanto le grandi manovre di vendita a sconto di Npl vanno a incidere sulla serie storica della Loss Given Default (Lgd), ossia la stima di perdita in caso di insolvenza del debitore, che costringe le banche a dotarsi di ulteriore capitale di vigilanza.
Per Mediobanca Securities questo provvedimento, se confermato, rappresenterebbe "un incentivo consistente per le banche ad accelerare la cessione dei Non performing loan". Mentre Equita Sim ha evidenziato che, ad oggi, "le banche che realizzano vendite di Npl e utilizzano i modelli Irb per il calcolo dei coefficienti patrimoniali sono chiamate ad aggiornare i dati di Loss Given Default sul portafoglio in bonis sulla base di quanto è implicito nei prezzi di vendita dei portafogli. Questo automatismo", hanno proseguito gli analisti, "determina un'inflazione degli attivi ponderati che penalizza il Cet1: le banche possono chiedere eccezioni alla Bce (il waiver, ndr), che ha la discrezione di concedere l'esenzione parziale o totale dell'aggiornamento delle Lgd".
In Germania, invece, il Dax30 di Francoforte ha chiuso in rialzo dello 0,39% a 13.060 punti sospinto dalle novità sul fronte politico. La prossima settimana il leader della Spd, Martin Schulz, e il Cancelliere, Angela Merkel, si recheranno dal Presidente federale Frank-Walter Steinmeier. Appare dunque più probabile la possibilità di giungere verso un remake della Grande coalizione. Secondo un analista, le tensioni politiche non hanno avuto impatti rilevanti sull'equity.
Il mercato è stato sostenuto anche dalla pubblicazione dell'indice Ifo relativo al mese di novembre sulla fiducia delle imprese tedesche, che si è attestato a un massimo storico di 117,5 punti, battendo il consenso degli economisti che si aspettavano un valore di 116,6 punti. L'indicatore, particolarmente seguito sul mercato valutario in quanto considerato un importante market mover, ha contribuito all'apprezzamento dell'euro nei confronti della valuta statunitense, che ha sfondato la barriera degli 1,19 dollari.
Tra gli altri dati macroeconomici previsti oggi, l'Istat ha rilevato che a settembre il fatturato e gli ordinativi industriali hanno subito, rispettivamente, una flessione congiunturale dell'1,2% e del 3,9%. Negli Stati Uniti, invece, secondo la lettura preliminare di novembre il Pmi manifatturiero è calato a 53,8 punti dai 54,6 di ottobre portandosi sui minimi da due mesi. Inoltre il Pmi servizi Usa, sempre nella lettura preliminare, è sceso a 54,7 punti dai 55,3 di ottobre, attestandosi sui minimi da 4 mesi.
Tra i titoli di Piazza Affari, dunque, bene il comparto bancario: Bper +5,86%, Banco Bpm +4,81%, Ubi B. +2,51%, Unicredit +1,48% e Intesa Sanpaolo +0,07%.
Ondata di acquisti anche su Mediaset (+4,1% a 3,202 euro), con la stampa che continua a focalizzarsi sul possibile accordo con Vivendi sul fronte Premium.
Su A2A (+0,91% a 1,551 euro) Banca Imi ha alzato il rating da hold a add, con prezzo obiettivo che passa da 1,55 a 1,73 euro, citando la maggiore visibilitá sul 2018.
Poco mossa Telecom I. (+0,07% a 0,723 euro) dopo i rialzi della vigilia. Gli analisti continuano a ragionare sui possibili benefici legati al probabile spin-off della rete, elemento che il gruppo potrebbe trattare nel cda di inizio dicembre.
Sul resto del listino, Equita G. ha messo a segno un +4,18% a 3,094 euro. Il titolo, che ha debuttato ieri sull'Aim Italia a quota 2,9 euro, si è portato molto vicino al livello massimo della forchetta di prezzo indicata nell'Ipo, compresa tra 2,4 e 3,1 euro.
Dall'altra parte dell'oceano, nell'euforia generale dovuta al Black Friday, a Wall Street la giornata di contrattazioni terminerà in anticipo alle 13 (le 19 ore italiane). A circa un'ora dalla chiusura ufficiale dei mercati, il Dow Jones, dopo aver toccato un massimo giornaliero di 23.599,18 punti, viaggia in rialzo dello 0,23% a quota 23.580,86 punti, mentre il Nasdaq prosegue in rialzo dello 0,28% a 6.886,60 punti.
Gli investitori restano concentrati sulla prossima settimana, quando il neo-nominato presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, terrà un primo discorso davanti al Congresso americano, dal quale sono attesi indizi su quello che potrà essere il percorso della politica monetaria attuata dall’Istituto centrale statunitense.
Il focus del mercato è anche sul iter della riforma fiscale voluta dall'amministrazione Trump. Al termine della scorsa settimana la bozza ha avuto l'ok del Finance Committee del Senato. Al momento, i leader repubblicani in Senato hanno intenzione di portare la riforma fiscale in Aula per votarla già giovedì prossimo.