Il senso della villeggiatura da riscoprire alla Pensione America di Forte dei Marmi
Dopo anni, ha finalmente riaperto un’icona dell’ospitalità della Versilia. Grazie al gruppo di hôtellerie sartoriale Collezione Em. A raccontarlo, Sara Maestrelli
Il tempo passa, anche Forte dei Marmi cambia, ma, per chi da anni frequenta questo luogo tra mare (Ligure, nonostante sia in Toscana) e le Alpi Apuane, nulla cambia. Il mercoledì, tassativo un giro al mercato: non semplice shopping, ma un rituale sociale.

Un passaggio al Caffè Giardino o da Soldi, anche se la colazione vera si fa a casa, e poi da Giovanni lo zoccolaio che, nel tempo di un pomeriggio, riesce a preparare la scarpa giusta per un aperitivo in Capannina (la comprerà davvero Giorgio Armani?), una focaccina da Orlando, un piatto di spaghetti con le arselle in spiaggia... Per muoversi, tra la pineta e il lungomare, d’obbligo la bicicletta.

Rituali che, nonostante molti cambiamenti, continuano a ripetersi, stagione dopo stagione, attraverso luoghi simbolo. Tra questi, un grande ritorno: la Pensione America. Abbandonata a se stessa per anni, grazie agli imprenditori fiorentini Maestrelli, proprietari del gruppo di ospitalità Collezione Em che vanta nel suo portfolio un’altra icona di Forte dei Marmi, Villa Roma Imperiale, e il Bagno Assunta (oltre, a Firenze, il Grand Hotel Minerva, il Brunelleschi e il Ristorante Santa Elisabetta, e, a Venezia, il Violino d’Oro) ha riaperto le sue porte.

Impossibile non accorgersene: costruita nel 1899, è una delle prime ville di Forte, trasformata in pensione nel 1922, si trova in una delle zone più belle del paese, in via Colombo, a pochi metri dal mare. L’esterno, con la facciata rosa-aranciata originaria, ha mantenuto il fascino di un tempo, ma all’interno è tutto cambiato, senza tradirne l’anima, «perché ogni nostro hotel è pensato come una casa, dove convivono il lusso discreto e gentile e il profondo legame della città che lo ospita», racconta Sara Maestrelli, nipote del fondatore del gruppo di hôtellerie sartoriale Egiziano Maestrelli (Em) e co-proprietaria, insieme alla zia Elena e al cugino Nicolò, del brand.

Laureata in neuroscienze e in psicologia clinica, con una passione per l’arte e il bello, Sara inizia il suo percorso nel commerciale, per poi assumere il ruolo multiforme di direzione creativa e operativa. «Forte dei Marmi è un posto felice, racchiude in sé l’intimità e la condivisione al tempo stesso, il senso dell’estate e della villeggiatura. E la Pensione America vuole trasmettere tutto ciò».

Per farlo, ha chiamato l’architetto Piera Tempesti Benelli, firma di un restauro artigianale; Nicolò Giuliano, per le maioliche siciliane; Elena Carozzi, per gli arredi in bambù e le carte da parati; Loretta Caponi per dettagli come i cuscini ricamati con le cabine del Forte e le divise dello staff.

Nulla è studiato per stupire, ma per accogliere nel pieno spirito della villeggiatura italiana nelle 18 camere e suite, ognuna con terrazza e veranda, affacciate sul giardino con piscina (questa la novità) e sui campi del Tennis Roma.

Per quanto riguarda il ristorante, è stata «prelevata» da Villa Roma Imperiale, la chef fortemarmina Sabrina Pucci, per garantire, anche nei piatti, sapore di mare. (Riproduzione riservata)
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