Il segreto dell’hotel sulle Dolomiti dove gli ospiti tornano da tre generazioni: «È una seconda casa»
Sessant’anni di storia, cinque stelle e un’atmosfera familiare: gli ingredienti per una vacanza nel cuore della Val Gardena all’Hotel Tyrol
A braccia aperte: se si dovesse sintetizzare in un’unica espressione lo stile dell’accoglienza riservata agli ospiti dell’Hotel Tyrol, struttura storica di Selva di Val Gardena (Bolzano) che lo scorso febbraio ha conquistato cinque stelle, mentre a giugno ha festeggiato 60 anni di attività, questa sarebbe la più adatta.

Sì, perché Bibiana Dirler, suo marito Maurizio Micheli e loro figlio Emanuele, proprietari del Tyrol, considerano empatia, simpatia, attenzione e devozione ai clienti la firma esclusiva del loro hotel. Ci tengono più che alla sua reputazione di resort esclusivo. Non perché non lo sia.

Basta dare un’occhiata a hall e lounge per rendersi conto dell’elegante atmosfera alpina dal tocco contemporaneo e sofisticato in cui si è immersi. Tuttavia, se design, gusto e raffinatezza degli ambienti possono essere ritrovati anche altrove in Alto Adige, è più difficile imbattersi in una famiglia come questa, che porta servizio, rispetto e ospitalità scritti nel Dna da generazioni e ne fa una bandiera.

«Sono cresciuta tra queste mura e ho imparato il mestiere copiando mia madre Resy e mia zia Frida, due dei 20 figli dei miei nonni Joseph e Marianna Kasslatter. Sono stati loro a investire nell’ospitalità e a intuirne le potenzialità molto prima che si intravvedessero realmente all’orizzonte», racconta Bibiana, con lo sguardo che brilla.

«L’ospitalità per noi è da sempre un modo di essere. Negli anni il nostro hotel è cambiato, ma non il desiderio di far sentire gli ospiti a casa. La nostra maggiore soddisfazione? Ricevere clienti che tornano da noi ogni stagione da innumerevoli anni e oggi vengono accompagnati dai loro figli e nipoti. Per tutti il nostro Tyrol non è un albergo: è una seconda abitazione».

Che tiri un’aria speciale lo si percepisce subito, perché c’è modo e modo di offrire rinfreschi per alleviare le fatiche del viaggio, indicare zone in cui rilassarsi o essere accompagnati in camera: bollicine, taglieri di speck, frutta secca e molto altro vengono messi subito a disposizione, ma se si ha fame e si desidera qualcosa di più solido, non si deve che dirlo, qualsiasi ora sia.

Le 46 camere dell’hotel (sopra la Junior suite) e la penthouse di 70 metri quadrati con vista panoramica sulle Dolomiti (talmente grandi e vicine che sembra di poterle toccare con le dita) sono state completamente rinnovate. «Sentivamo il bisogno di trasformare le nostre stanze in piccole Stuben che replicassero l’atmosfera dell’hotel», racconta Emanuele Dirler Micheli.

«Nel restyling firmato dallo Studio Insam Ardovini, il legno è dominante (abete invecchiato, intarsiato a mano con i tipici rosoni), ma vengono ripresi pure i velluti pregiati della reception in diversi colori, dal beige al rosso al petrolio, così come i fiori dipinti a mano del bancone all’ingresso, che, stampati su tessuto, decorano la testata dei letti».
I balconi di cui sono provviste le camere dominano gli spazi esterni, dove una piscina spicca sul prato all’inglese, circondata da camminamenti in doghe di legno ed elementi in pietra a spacco, allusione alle montagne circostanti.

Non è l’unica al Tyrol: ce n’è un’altra, grande, al piano seminterrato, riscaldata a 30° C, contornata da un pavimento in lastre di dolomia e sovrastata da pannelli e soffitti di stucco e roccia, attraversati da travature di antico legno massiccio. Fa parte della Spa, che offre saune, bagni turchi, sala relax al sale himalayano e trattamenti classici e particolari: come la Wine Experience, durante la quale ci si immerge in tinozze di legno, per poi godersi un massaggio all’olio di vinacciolo e una degustazione di vino, speck e formaggi locali (qui sotto).

Last but not least, l’offerta enogastronomica del Tyrol, perfettamente in linea con l’attenzione alla qualità e al dettaglio che contraddistingue tutta la gestione dell’hotel: ne è responsabile lo chef maremmano Alessandro Martellini, una stella Michelin. Negli spazi esclusivi del TyRestaurant, del TyBistro e dell’esclusivo Ristorante Suinsom (1 stella Michelin, sotto) del Tyrol, Martellini mette a disposizione dei palati più esigenti il proprio straordinario talento creativo, rivisitando e bilanciando ricette gardenesi e anche toscane.

Il risultato è un mix sorprendente di modernità e fedeltà al passato, in cui convivono originalità e tradizione, leggerezza e consistenza. I piatti sono originali, delicati e nello stesso tempo gustosi. Sempre esteticamente affascinanti e sostenibili, sono basati su prodotti locali a filiera corta e fatti apposta per accontentare l’occhio, lo spirito e pure la gola. (Riproduzione riservata)
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