Il titolo Maire Tecnimont vola a Piazza Affari dopo che nella pubblicazione del progetto di bilancio di esercizio del 2020 il management ha annunciato la volontà di distribuire agli azionisti un dividendo di 0,116 euro per azione. La notizia ha letteralmente fatto schizzare il titolo, anche e sopratutto alla luce del fatto che nell'esercizio appena concluso non erano stati erogati utili. Attualmente, le azioni di Maire scambiano in fortissimo rialzo, con una performance dell'11,32% a 2,62 euro.
Per ciò che riguarda i conti del 2020, i ricavi del gruppo sono ammontati a 2,631 miliardi (-21%), mentre l’ebitda è stato pari a 172,2 milioni (quasi -27%), nonostante il positivo contributo delle iniziative di risparmio costi. Il margine si è attestato al 6,5%, in sensibile incremento rispetto a quanto già consuntivato nei primi tre trimestri del 2020, mentre il risultato operativo è stato pari a 123,7 milioni. L'utile netto consolidato è stato pari a 54,2 milioni (-52%), e la posizione finanziaria netta adjusted al 31 dicembre 2020 ha mostrato un indebitamento netto pari a 116,9 milioni, rispetto a disponibilità nette adjusted pari a 78,9 milioni del 2019.
Secondo gli analisti di Banca Akros, i risultati della società sono "stati in linea con le nostre stime, anche se l'indebitamento netto della società è sceso di ben 110 milioni di euro nel quarto trimestre". In particolare, gli esperti di Banca Akros si aspettavano ricavi pari a 2,631 miliardi, con un ebitda di 172 milioni, un risultato operativo di 124 milioni e un net profit di 58 milioni. Per quanto riguarda la parte finanziaria, gli analisti stimavano un debito netto di 273 milioni di euro (largamente superiore a quanto si è attestato il risultato), con un rapporto debito/ebitda visto a 1,6 volte. "Dopo il roll-over del modello e tenendo conto della molteplice espansione degli ultimi mesi, aumentiamo il nostro prezzo obiettivo a 2,4 euro ad azione e confermiamo la nostra raccomandazione neutral sul titolo", hanno concluso a Banca Akros.
Per gli analisti di Intesa Sanpaolo, i risultati sono "ampiamente in linea con le nostre stime e il consenso Bloomberg per il 2020, anche se le indicazioni per il 2021 indicano dei ricavi e un ebitda leggermente inferiori alle nostre attuali stime. Tuttavia, gli orientamenti sull'indebitamento netto si sono rivelati sostanzialmente migliori dell'attuale ipotesi di 226 milioni di euro per quest'anno". Gli analisti della banca d'affari hanno messo in revisione le stime e il target price sul titolo (rating hold). Nello specifico, Intesa si aspettava ricavi pari a 2,631 miliardi di euro, con un ebitda di 172 milioni e un ebit di 124, numeri identici a quelli di Banca Akros.
Meno ottimisti gli analisti di Mediobanca Securities (target price a 1,80 euro e giudizio underperform), i quali hanno riconosciuto che sebbene l'indebitamento netto sia stato ben al di sotto del consenso, supportato dal miglioramento del capitale circolante netto nonché dai pagamenti anticipati e dalla generazione di cassa derivanti da progetti recenti, "questo esclude eventuali aggiustamenti, che riteniamo spingerebbero l'indebitamento netto a 315 milioni di euro, comunque ancora ben al di sotto dei 622 milioni di euro registrati nel terzo trimestre del 2020". (riproduzione riservata)