Nel risiko bancario italiano finora a guadagnarci sono soprattutto due protagonisti: i soci, che hanno cavalcato l’onda dei rialzi in borsa e dei dividendi generosi, e gli avvocati, chiamati a orchestrare operazioni complesse e a fronteggiare le crescenti tensioni legali. Uno dei fronti più caldi è oggi l’ops di Unicredit su Banco Bpm, al centro di un acceso confronto regolamentare e politico
La Consob ha disposto mercoledì 21 una sospensione di trenta giorni per permettere al mercato di acquisire piena consapevolezza dei termini dell’operazione, anche alla luce delle condizioni imposte dal decreto sul golden power emesso dalla Presidenza del Consiglio venerdi 18 aprile.
Il presidente dell’authority Paolo Savona ha difeso la mossa definendola una decisione «collegiale visto che la Consob è un organo collegiale». E le sue parole venerdì 23 hanno reso evidenti le tensioni sull’argomento: «Io sono sempre pronto ad andarmene, io vado via quando, ad un certo punto non sono più gradito, questo in tutte le istituzioni». Una sottolineatura nata da un commento proprio sul tema dello stop concesso a Unicredit sull’offerta.
Dal canto suo l’istituto guidato da Andrea Orcel ha annunciato un ricorso in forma accelerata al Tar del Lazio per provare a smontare i rimedi golden power. In più potrebbe sfruttare il procedimento Eu Pilot avviato in primavera da Bruxelles per fare chiarezza sull’uso dei poteri speciali.
Con Piazza Gae Aulenti lavorano diversi studi che affiancano la squadra interna guidata da Rita Izzo, head of group legal. Da un lato c’è Crccd con un team coordinato da Roberto Cappelli e Michele Crisostomo e dall’altro lato lo studio Gatti Pavesi Bianchi Ludovici con l’avvocato Carlo Pavesi in prima fila. Su diversi aspetti dell’ops si stanno concentrando anche la boutique Cintioli & Associati e Freshfields, con il partner Gian Luca Zampa incaricato di seguire gli aspetti antitrust dell’operazione.
Finora Banco Bpm ha risposto colpo su colpo alle mosse di Unicredit. Oltre all’opa vittoriosa su Anima e a un’agguerrita campagna di comunicazione, l’istituto guidato da Giuseppe Castagna ha inviato un esposto a Consob e uno all’Antitrust. La tesi di fondo è che l’ops di Unicredit sarebbe una «killer acquisition», cioè un’operazione volta a togliere di mezzo un competitor a danno dei consumatori. È un’accusa simile a quella che nella primavera del 2020 il vertice di Ubi rivolse a Intesa Sanpaolo dopo il lancio dell’offerta di scambio.
Anche Piazza Meda potrebbe poi bussare al Tar, in questo caso per contestare la sospensione dell’offerta di Unicredit: «Che qui ci sia un fatto nuovo o non noto è da dimostrare. Il via libera del golden power era stato annunciato come condizione dell’offerta sin dal lancio a novembre», è l’argomentazione in Piazza Meda, dove si fa notare che c’è stato un solo caso dal 2018 a oggi in cui la Consob ha effettivamente sospeso i termini dell’offerta.
Su gran parte di queste partite Banco Bpm è affiancata dallo studio Legance con un team multidisciplinare guidato da Filippo Troisi, mentre gli aspetti regolamentari sono seguiti da Federico Vezzani. Le strutture interne invece sono sotto il coordinamento della general counsel Antonia Cosenz.
Parecchio lavoro per gli avvocati sta dando anche quella che una volta era identificata come «Galassia del Nord», dopo l’assalto di Mps a Mediobanca e indirettamente a Generali. Il Leone ha inviato a Consob e Ivass una segnalazione sull'ipotesi di un concerto tra i suoi azionisti Caltagirone e Delfin. Nella city milanese si mormora peraltro che anche l’avvocato Sergio Erede si sia attivato sulla partita in corso nella Galassia, specie alla luce dello storico rapporto istituito con la famiglia Del Vecchio.
Anche Piazzetta Cuccia ha sottoposto il tema di un eventuale concerto tra Caltagirone e Delfin alla Bce come tassello della strategia difensiva decisa con gli studi Chiomenti e Marchetti, che sono anche al lavoro sull’ops di Mediobanca su Banca Generali, la quale a sua volta si è affidata a PedersoliGattai oltre che al suo general counsel Carmelo Reale con nel team Giorgia Gentilini e Armando Occhicone.
Sul fronte opposto Montepaschi, con Riccardo Quagliana nel ruolo di group general counsel, ha assoldato Gianni & Origoni e White & Case. Il team di Siena ha già incassato il via libera del governo sul golden power e dell’Ivass e attende il verdetto della Bce per poi sottoporre il prospetto al vaglio della Consob prima di poter partire con l’offerta sul mercato.
Meno tumultuose ma comunque affollate di legali sono le altre offerte pubbliche lanciate sulle banche di Piazza Affari. Chiomenti è l'advisor legale di Bper per l’ops lanciata sulla Popolare di Sondrio, che invece ha assoldato Clifford Chance e Gatti Pavesi Bianchi Ludovici. Quest'ultimo è presente anche con Crccd e Andrea Zoppini al fianco di Illimity per l’opas lanciata da Banca Ifis che invece ha scelto di farsi affiancare da Bonelli Erede. (riproduzione riservata)