Nel frattempo la crisi ha inoltre messo in difficoltà molti dei cosiddetti tenant, cioè gli inquilini di uffici, spazi commerciali e industriali, con effetti molto negativi in termini di flessione dei canoni e di aumento della percentuale di immobili sfitti. «Da qui le performance così negative», prosegue Dondi, «frutto dei minori introiti derivanti da locazioni e dal deprezzamento degli asset».
La crisi non è comunque l'unica ragione alla base delle performance deludenti dei fondi. Negli ultimi anni il real estate ha subito profondi cambiamenti che in molti casi hanno reso obsoleti gli asset nei portafogli dei fondi. La nascita di nuovi poli direzionali, per esempio Porta Nuova e CityLife a Milano, hanno buttato fuor mercato immobili in altre zone. Stesso discorso per la logistica che, con lo sviluppo boom dell'ecommerce, oggi richiede edifici di nuova generazione, con niente a che vedere con i vecchi capannoni, e il discorso vale anche per gli immobili industriali. «Insomma sarebbe stata necessaria un'analisi più attenta della natura della crisi in atto», osserva Dondi, «unita a una maggiore rotazione e valorizzazione degli asset immobiliari in portafoglio».
In un quadro così difficile qualche notizia confortante comunque c'è. La prima è che, nonostante le diffuse performance negative registrate nel 2015, quelle complessive, cioè dall'inizio della vita del fondo a oggi più i dividendi distribuiti, restano anche se di poco positive. Niente a che vedere con il 5-5,5% promesso da molti fondi al momento del collocamento, ma non così male considerando che oggi alcuni strumenti finanziari offrono rendimenti addirittura negativi. In secondo luogo, l'aumento del numero delle siiq tricolore (per ora arrivate a quattro ma con potenzialità di ulteriore crescita) potrebbe offrire un mercato di sbocco per gli immobili ancora in portafoglio ai fondi in scadenza. Infine, il terzo elemento positivo è che le sgr immobiliari che gestiscono i fondi sono interessate da operazioni di m&a che dovrebbero portare a un deciso rafforzamento del comparto. Il futuro probabilmente vedrà un mercato con fondi immobiliari solo riservati, cioè accessibili solo a investitori qualificati, e accanto un numero consistente di siiq, inclusa quella degli immobili pubblici, tra cui il risparmiatore potrà scegliere. Lo strumento siiq è caratterizzato da maggiore liquidità e garantisce inoltre un pay-off elevato, pari all'85% degli utili dell'anno. (riproduzione riservata)