Prosegue ancora il trend positivo dei prezzi delle abitazioni usate: l’ultima rilevazione del portale immobiliare Idealista indica un incremento mese su mese dello 0,2%, a 1.750 euro per metro quadro.
L’aumento su base annua, invece, sarebbe dell’1,7%: una conferma della rapida ascesa della domanda nel settore immobiliare dopo la fine del lockdown e in queste prime, difficili fasi della ripresa.
Salgono i prezzi delle case in vendita in Valle d’Aosta (3,1%) che guida il trend positivo davanti a Molise (1%), Emilia-Romagna e Lazio, entrambe con un incremento dello 0,7%. All’opposto, le Marche (-0,8%) segnano il calo maggiore assieme a Basilicata (-0,7%) e Friuli Venezia Giulia (-0,6%). In termini di prezzo, comprare casa costa di più in Liguria (2.471 euro al metro quadrato), seguita da Trentino-Alto Adige (2.466 euro) e Valle d'Aosta (2.458 euro). Le richieste più economiche da parte dei proprietari si riscontrano invece in Calabria (909 euro), seguita da Molise (916 euro) e in Sicilia, con 1.066 euro al metro quadro. Salgono anche le quotazioni dei canoni in Italia, in aumento del 9% rispetto al periodo di lockdown, con una media di 10,6 euro al metro quadro.
Se da un lato vanno bene sia le compravendite che gli affitti di interi immobili, dall’altro crolla la domanda di singole stanze in affitto: -17% in un anno. La pandemia ha imposto infatti uno stop alle richieste di studenti e lavoratori fuori sede, calata del 17% «C’è stato un controesodo, con molti ragazzi del Sud che studiavano al Nord rientrati a casa lasciando libera la stanza in affitto», dice Vincenzo De Tommaso, responsabile dell’Ufficio Studi di Idealista. «In tanti hanno rinunciato a spostarsi o hanno semplicemente ritardato la decisione in attesa di capire come si sarebbe orientata la didattica del loro ateneo prima di decidere se iniziare a pagare un affitto da fuorisede. L’offerta di posti letto è schizzata in alto durante i mesi estivi, ma al back to school l’interesse è risalito anche al Nord e così quest’anno l’affitto stanza è un affare last minute».
Di pari passo l’incremento dello stock di stanze disponibili per l’affitto è salito al 22,3% a livello nazionale, con picchi del 63% a Milano, del 62% a Bologna e del 59% a Padova. Più contenuto l’aumento di stanze sfitte a Roma (16%) e Torino (14%), mentre Napoli (-2%) e Catania (-5%) segnano addirittura una riduzione dell’offerta.
Aumentano dunque le opportunità di scelta per chi cerca, eppure le richieste dei proprietari sono sempre più alte, come dimostrano gli aumenti di prezzo del 4,9% rispetto a un anno fa, a una media nazionale di 344 euro per una singola in un appartamento condiviso.
A eccezione di Firenze (-0,8%), Genova (-5%) e soprattutto Trieste (-9,2%), la carrellata delle principali città a vocazione universitaria vede solo variazioni verso l’alto, con Napoli (6,5%), Pavia (4,8%) e Bologna (3,2%) a mettere a segno gli incrementi maggiori. Tengono i prezzi anche a Roma (1,8%) e Milano (1,3%), le più care per i fuorisede rispettivamente con 415 e 475 euro al mese.
«Richieste che alla luce della mancanza di lavoro e della crisi economica appaiono irrealistiche», continua De Tommaso, «e a queste condizioni i giovani non potranno più permettersi una stanza in un’altra città. Anche per questo le stanze restano vuote».
Tra gli effetti collaterali sul mercato immobiliare, la pandemia ha rilanciato la domanda di case in campagna, rustici e casali nelle aree provinciali, nei borghi e nei piccoli comuni con un incremento delle ricerche pari al 29% rispetto al periodo pre-Covid, un dato che indica chiaramente una nuova tendenza di mercato.
«Il ricorso sempre più massiccio allo smart working sta spingendo molte persone a ripensare le proprie esigenze abitative post lockdown», commenta De Tommaso, «e così le proprietà rurali hanno registrato un'impennata. I piccoli centri potrebbero costituire una valida alternativa per garantirsi un ambiente di elevato standard di vivibilità grazie a spazi ampi e aperti, a prezzi decisamente più contenuti delle grandi città». Le campagne del bresciano e dell’alessandrino, dove le richieste sono addirittura triplicate, sono fra le zone più ambite.
Più che raddoppiata anche la domanda in provincia di Asti (136%), Verona (129%), Viterbo (123%) e Brindisi (100%). I prezzi? «Restano stabili, a una media di 1.456 euro al metro quadrato», conclude De Tommaso, «con valori che restano anche sotto i mille euro in un comune su tre. (riproduzione
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