Forte dei 33 investimenti di aprile, in crescita del 37,5% rispetto allo scorso anno, il private equity italiano archivia il primo quadrimestre dell’anno a quota 141 operazioni: si tratta di un incremento del 10% rispetto al 2024 e addirittura del 16% rispetto al 2022.
I dati emergono dall’osservatorio Pem di Liuc Business School, realizzato in collaborazione con Aifi e con il contributo di Advant Nctm, Deloitte, Di Luccia & Partners, Equita, Equity Factory, Fondo Italiano d’Investimento sgr, Riello Investimenti sgr e Valori Am. «L’Italia si conferma il Paese europeo con la crescita più rapida nel private equity», commenta Luca Bonifazi, ad di Valori Am. «Fattori esogeni come l’allentamento monetario in atto, migliori condizioni di finanziamento e una ripresa delle exit, uniti a peculiarità del nostro tessuto imprenditoriale, con tante pmi alla ricerca di un saldo dimensionale o alle prese con il passaggio generazionale, contribuiscono a determinare un habitat ideale per operazioni di questa natura».
Guardando ad aprile, le operazioni di buy out hanno rappresentato l’85% del totale, con gli add-on (cioè le aggregazioni aziendali) al 48%. Al contempo gli operatori di private equity internazionali sono stati protagonisti del 64% dei deal: un dato superiore rispetto alla media, già elevata, degli ultimi anni.
Tra gli investimenti rilevanti del mese degna di nota l’operazione con cui Italmobiliare, la holding che fa capo a Carlo Pesenti, ha rilevato tramite Casa della Salute la piemontese Ecoscan, specializzata in diagnostica per immagini. Ancora, l’osservatorio Pem mappa il deal tramite cui i cinesi di Nuo Capital hanno scalato Bialetti, acquisendo una quota del 79%. A seguito del closing la società produttrice dell’iconica moka lascerà Piazza Affari. (riproduzione riservata)