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Il prezzo del green

di Teresa Campo
Milano Finanza - Numero 098 pag. 53 del 20/05/2023

Le norme Ue spingono in questo senso: tutte le case dovranno essere almeno in classe energetica D entro il 2035, e almeno in E entro il 2030. E il forte interesse per le nuove costruzioni, ormai sempre in classe A e A+, alla peggio B, sembra confermare l'interesse degli acquirenti per le abitazioni più green, spinti dalla necessità di risparmiare sulla bolletta energetica e di mantenere il valore dell'abitazione nel tempo. Ma qual è l sovrapprezzo che gli italiani sono davvero disposti a pagare per aggiudicarsele? In generale, a seconda delle città) si parla di premi dal 10% addirittura al 30% e oltre quando si parla di nuove costruzioni, ma in quel caso a incidere non sono solo le prestazioni energetiche ma anche struttura, finiture e una serie di servizi che rendono la casa più moderna e al passo coi tempi. Diverso è invece il discorso nel caso dell'usato.dove la classe energetica può spaziare dalla A fino alla G, fermo restando che la maggior parte delle abitazioni in Italia si attesta proprio nelle classi meno efficienti ovvero F e G. Un'indagine commissionata dal gruppo Gabetti e condotta dal Politecnico di Milano e dal Politecnico di Torino è in grado di rispondere più in dettaglio su quanto le performance energetico-ambientali delle abitazioni influiscono sui prezzi di compravendita, fornendo anche alcune risposte a sorpresa. Il tutto sulla base di un ampio dataset di offerte immobiliari residenziali. Analizzate le città di Milano, Roma, Torino, Padova e Firenze. «Siamo stati tra i primi a investire nell'ambito della riqualificazione», spiega Roberto Busso, amministratore delegato del gruppo Gabetti, «e inoltre il 74% del patrimonio residenziale italiano, ovvero circa 9 milioni di edifici, è stato costruito prima degli anni '80. È quindi fondamentale intervenire immediatamente con opere di riqualificazione, anche alla luce delle nuove normative europee in tema di efficientamento energetico. Tutto ciò apre anche a grandi opportunità di business per gli operatori, a patto di individuare le esigenze di questo mercato così da poter orientare la progettazione dei nuovi edifici. Infine, ci permette di supportare al meglio i grandi portafogli immobiliari residenziali ottimizzando l'asset management».

Dallo studio emerge i primo luogo che la relazione tra la prestazione energetica degli edifici e i prezzi immobiliari cambia a seconda della città, ma anche della posizione dell'immobile (centro, semicentro o periferia).Le variazioni sono calcolate rispetto al prezzo di un appartamento medio da 100 metri quadrati, il cui valore ovviamente cambia da città a città, dai 490 mila euro di Milano ai 312 mila di Torino. In generale comunque in tutte le città analizzate la prestazione energetica dell'edificio conta poco nelle zona centrali o comunque di pregio, dove i prezzi sono alti e dove a guidare la scelta degli acquirenti sono evidentemente altre caratteristiche come l'ubicazione, o il valore storico e le qualità architettoniche degli edifici. Il discorso vale sicuramente a Milano, dove il contributo della classe energetica al prezzo dell'immobile aumenta via via che ci si allontana dal centro: nelle zone semicentrali gli immobili in classe A e B sono arrivando anche a un premio del 17%, cioè per una casa in classe A si è disposti a sborsare anche 32.977 euro in più, 24.108 euro per una in classe B.

Discorso analogo a Roma, e cioè in centro e nei quartieri top poco incide la classe energetica sul prezzo. Al di fuori però i romani prendono in considerazione anche la classe C per la quale sono disposti a pagare un premio dell'11,58% (366,08/mq), mentre a sorpresa per la classe energetica A il contributo è inferiore, di solo di 169,04/mq, con un premio del 4,34%. Anche i romani si mostrano in genere sensibili all'efficientamento energetico, ma con disponibilità economiche più basse rispetto ai milanesi.

Scenario ancora diverso a Torino. Qui, il contributo della classe energetica è percepito in tutte le classi energetiche, anche per quelle più basse come la F. In altre parole gli acquirenti sono disposti a pagare un premio anche a fronte di un piccolo miglioramento della classe energetica, senza per forza arrivare a quelle più alte, peraltro diffuse solo negli immobili di nuova costruzione. Per la classe energetica A comunque le famiglie sono disposte a pagare fino al 17% in più, pari a 49.851 euro, su appartamento di 100 metri quadri. In generale inoltre i torinesi, rispetto ad esempio ai romani, sono disposti a spendere di più per assicurarsi un immobile di buona classe energetica. A fronte, infatti, di prezzi medi inferiori per le abitazioni, il premio che sono disposti a pagare è in percentuale più alto.

A Firenze, la scelta delle famiglie ricade su immobili almeno in classe D. Tuttavia, l'analisi evidenzia che non esiste una vera e propria differenza di prezzo tra le prime quattro classi energetiche. La disponibilità a pagare stimata per la classe energetica A o B è di 118,94 /mq. Considerando un tipico appartamento di 100 metri quadri, l'importo è di 11.894 euro.

A Padova, la classe energetica risulta una variabile importante, con un premio per tutti i salti di classe energetica dalla F (106,38/mq) alla A (233,29/mq). Tuttavia, il premio non è legato sempre alle prestazioni energetiche, in quanto le classi B, C e D, ottengono da parte delle famiglie una disponibilità a pagare maggiore rispetto alla classe energetica A. La disponibilità a pagare delle famiglie è maggiore per la classe energetica D a cui assegna un premio del 20% (406,25/mq), seguono la classe B con un premio del 16,43% (389,96/mq) e la classe C con un premio del 16,37% (350,55/mq). Padova è l'unica delle cinque città analizzate dalla ricerca in cui le famiglie percepiscono il contributo della classe energetica anche il centro.

L'indagine evidenzia in generale un aumento del divario tra il patrimonio riqualificato, che vedrà una domanda in costante crescita e un relativo aumento del valore, e il patrimonio non riqualificato che invece subirà un calo costante della domanda con conseguente deprezzamento. Nelle aree suburbane, la domanda di abitazione si concentrerà sempre di più su immobili con classe energetica elevata e si prospettano, inoltre, ulteriori massivi interventi di riqualificazione energetica degli immobili con classe energetica più bassa rispetto a quelli già realizzati grazie all'Ecobonus. Vi sarà una tendenza degli istituti di credito ad ampliare l'offerta di mutui green per acquisto e ristrutturazione a tassi maggiormente sostenibili, stimolando l'interesse perle case più green. (riproduzione riservata)



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