Asia al tappeto, alle ore 7:20 italiane il Nikkei cede il 2,16%, l'Hang Seng lo 0,5% e Shanghai l'1,8%. L'oro scambia a 1.737 dollari l'oncia, il petrolio Wti americano cede l'1,5% a 74,19 dollari il barile, mentre le valute si muovono laterali, l'euro a 1,1687, lo yen a 111,42, la sterlina a 1,3547. Il rendimento del T bond Usa fa una pausa e scende dall'1,54% iniziale all'1,523%, mentre i futures su Wall Street sono tutti ben intonati, oggi, dopo lo scivolone di ieri (+0,5%). Il selloff sui bond delle ultime ore, con il tasso a 5 anni salito sopra l'1% per la prima volta da febbraio 2020 per i timori che la la Fed inizierà presto a ridurre gli stimoli, ha fatto agitare i mercati. La causa è la corsa delle materie prime, con quelle energetiche (gas, petrolio) che continuano a salire per un deficit sul mercato che ha portato la Cina ad un cosiddetto power crunch e a un rialzo generale dell'inflazione. A questo si aggiunge la paura per il collasso di Evergrande e come verrà gestito dal governo.
Lo Shanghai Composite è sceso oggi ai minimi dell'ultimo mese proprio a causa delle preoccupazioni che la Cina sia nella morsa di una crisi energetica a causa della carenza di forniture di carbone e dell'inasprimento degli standard di emissione. Nel frattempo, Goldman Sachs ha ridotto le sue proiezioni per la crescita economica del Paese quest'anno al 7,8% da una stima precedente dell'8,2%, citando i vincoli sul consumo di energia.
Oggi scade il pagamento di una cedola obbligazionaria di 47,5 milioni di dollari per Evergrande che sta spaventando gli investitori esteri. Infatti non è stato pagato il dividendo del 23 settembre. Il titolo, però, complice un'altra iniezione di liquidità da parte della Banca popolare cinese per altri 15,5 miliardi di dollari (100 miliardi di yuan), balza del 9% a 2,91 dollari locali alla borsa di Hong Kong. E' il nono giorno consecutivo di iniezioni di liquidità, anche in vista delle festività per la Giornata Nazionale.
Intanto Evergrande prevede di vendere una quota di 9,99 miliardi di yuan (1,5 miliardi di dollari) che possiede in Shengjing Bank Co Ltd a una società di gestione patrimoniale di proprietà statale, ha detto oggi il colosso immobiliare appensatito da 305 miliardi di dollari di debito in una nota. La mossa sottolinea come Evergrande, che ora dovrebbe essere una delle più grandi ristrutturazioni di sempre nel Paese, stia dando la priorità ai creditori nazionali rispetto agli obbligazionisti esteri. Oggi la società dovrebbe pagare una cedola di 47,5 milioni sul suo bond dollari del 9,5%, con scadenza a marzo 2024.
Dal lato della pandemia, il Giappone chiuderà domani lo stato di emergenza a causa del Covid in tutte le regioni, la prima volta in quasi sei mesi, dato che il numero di nuovi casi diminuisce e la tensione sul sistema sanitario si sta attenuando. Fra le notizie politiche, i membri del Partito Liberal Democratico al governo voteranno per Taro Kono o Fumio Kishida per diventare il presidente del partito e, successivamente, il primo ministro del Paese. (riproduzione riservata)