Nel primo trimestre del 2021 il prodotto interno lordo dell’Italia, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è diminuito dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell’1,4% in termini tendenziali. Secondo quanto reso noto dalla stima preliminare diffusa dall'Istat, nei primi tre mesi dell'anno l’economia italiana ha subito una nuova contrazione, anche se di entità più contenuta rispetto a quella registrata nel quarto trimestre del 2020. La variazione acquisita per il 2021, invece, è pari a +1,9%.
La variazione congiunturale è la sintesi di un aumento del valore aggiunto sia nel comparto dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, sia in quello dell’industria, mentre i servizi nel loro complesso hanno registrato ancora una diminuzione. Dal lato della domanda, vi è un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto negativo della componente estera netta. L'Istat ha ricordato anche che il primo trimestre del 2021 ha avuto due giornate lavorative in meno rispetto al trimestre precedente e una giornata lavorativa in meno rispetto ai primi tre mesi del 2020.
Secondo l’Istituto, il risultato risente, in particolare per il settore terziario, degli effetti economici delle misure adottate a contrasto dell’emergenza sanitaria. Nonostante il dato negativo, l’Istat ha sottolineato che era importante ridurre “l’intensità del calo tendenziale del pil, passato dal 6,6% del trimestre precedente all’1,4%”. La stima preliminare ha, come di consueto, natura provvisoria e si basa sulla valutazione dell’andamento delle componenti di offerta che indica un’espansione dell’agricoltura e dell’attività industriale e una contrazione dei servizi.
Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, ha commentato il dato come "peggiore del previsto”, ricordando che, secondo il Governo e il ministro dell'Economia, Daniele Franco, il calo avrebbe dovuto essere dell'1,2% e non dell'1,4%. “In ogni caso”, prosegue Dona, “quello che conta davvero è il futuro, ossia la capacità che avremo di accelerare con la crescita dal termine del lockdown alla fine dell'anno. È questa la vera chiave di volta per uscire dalla crisi" conclude Dona.
Per Confindustria, "il pil è più vicino al rimbalzo. In Italia sono iniziati da aprile i primi allentamenti delle restrizioni anti-Covid, e questo condurrà nel secondo trimestre a un piccolo segno positivo del pil, dopo la lieve contrazione nel primo. Si conferma lo scenario in cui un forte rimbalzo si avrà nel terzo trimestre, grazie al crescere delle vaccinazioni; riguardo al loro ritmo, che ha accelerato, restano però rischi al ribasso", si legge nella Congiuntura Flash diramata dal centro Studi di Confindustria.
È bene ricordare che il Governo italiano stima una crescita quest'anno del 4,5%, come indicato precedentemente nel Def, dopo la flessione dell'8,9% registrata dal Pil nel 2020 e dovuta ovviamente ai disastrosi effetti della pandemia. Per Banca d'Italia, che stimava un pil stazionario nel primo trimestre, una crescita di oltre il 4% nel 2021 resta comunque plausibile. Secondo il Ref, infine, il pil registrerà incrementi superiori al 4% sia quest'anno che il prossimo. Entro oggi, inoltre, l'Italia presenterà a Bruxelles il suo Recovery Plan, che prevede investimenti per oltre 220 miliardi di euro e da cui secondo il premier Mario Draghi dipenderà "il destino del Paese".
A livello europeo, il prodotto interno lordo dell'Eurozona, sempre secondo la prima lettura preliminare del primo trimestre, è calato dello 0,6% su base trimestrale e dell'1,8% su base annua, dati comunque migliori rispetto alle attese degli economisti, a -0,9% su base trimestrale e -2,0% su base annua. Per quanto riguarda i singoli Paesi, il prodotto interno lordo della Germania è sceso dell'1,7% su base trimestrale e del 3% su base annua. Il dato congiunturale è leggermente peggiore delle attese degli economisti, a -1,5%. Secondo quanto riferito dall'agenzia statistica tedesca Destatis, la crisi sanitaria del coronavirus "ha causato un altro calo della performance economica all'inizio del 2021. Ciò ha colpito in particolare i consumi delle famiglie, mentre le esportazioni di beni hanno sostenuto l'economia".
“Il calo non è stato così ampio come temevamo e i dati passati sono stati rivisti al rialzo, motivo per cui vediamo rischi al rialzo sulla nostra previsione per l'intero anno del 3,5%”, afferma Joerg Kraemer, capo economista di Commerzbank, secondo cui “ci sono anche segnali crescenti del fatto che il picco della pandemia sia alle nostre spalle. È probabile che le restrizioni legate al coronavirus vengano allentate in sempre più regioni nel corso di maggio, e ci aspettiamo una forte ripresa economica", conclude Kraemer.
Per quanto riguarda la Francia, il prodotto interno lordo è aumentato dello 0,4% nel primo trimestre dopo il meno 1,4% del quarto trimestre 2020, ma su un anno il calo è risultato pari al 4,4%. La domanda interna ha contribuito positivamente con un +0,9% rispetto al -3,0% nel trimestre precedente, con una ripresa dei consumi (+0,3%) che fa seguito al forte calo del trimestre precedente (-5,7%). Il commercio estero, invece, ha contribuito negativamente (-0,4% da +1,2%), mentre le variazioni delle scorte sono state nulle (+0,4% nel quarto trimestre 2020).
L'economia spagnola, infine, si è anch'essa contratta nel primo trimestre, con un calo del pil dello 0,5% rispetto agli ultimi tre mesi del 2020, periodo in cui era cresciuto dello 0,4%. Secondo i dati dell'istituto di statistica spagnolo, il pil è diminuito del 4,3% annuo nel periodo da gennaio a marzo, dopo il meno 8,9% dei tre mesi precedenti. (riproduzione riservata)