Pericolo web per chi cerca casa, specie se in affitto. Anche se il comparto immobiliare non è tra quelli più presi di mira dai truffatori online, il numero delle potenziali vittime cresce ed è destinato ad aumentare ulteriormente. «La ragione è semplice oltre che inevitabile», spiega Carlo Giordano, amministratore delegato del portale Immobiliare.it. «Con l'aumentare del numero di utenti che cerca casa online, in costante crescita, si amplia di pari passo il bacino dei potenziali frodabili e di conseguenza anche il numero di vittime effettive. Ma non solo. Guardando al passato, possiamo distinguere due momenti diversi nella storia del mercato immobiliare via web: mentre fino al 2012 le truffe erano quasi assenti, dal 2013 in avanti è iniziata una crescita quasi inarrestabile». Il fenomeno è coinciso col cambiamento del pubblico che cerca casa online: all'inizio si trattava di pochi utenti di cultura medio-alta, non solo informatica, con le idee ben chiare. Poi il boom: in brevissimo tempo il pubblico dei portali immobiliari ha superato quota 4 milioni, una cifra enorme se rapportata ai 500 mila del 2005. «I nuovi arrivi contavano però anche utenti molto più ingenui e impreparati, quindi indifesi», osserva Giordano, «un bacino estremamente ghiotto per i malintenzionati, che ha innescato una effetto moltiplicatorio degli episodi truffaldini».
Ma quanti sono gli annunci fasulli e a quanto ammonta quindi il rischio per i cittadini? Per calcolarlo occorre analizzare in primo luogo quanta parte del mercato immobiliare italiano passa oggi dal web. In media sono 7,2 milioni gli italiani che cercano casa (71% di acquisto e 29% di affitto), e di questi si stima che il 70% (5,1 milioni) si avvalga di internet.
Sull'altro fronte, si stima che l'offerta residenziale in vendita sia nell'ordine di 1,25 milioni di unità, cui si aggiungono 450 mila immobili offerti in affitto. Il 72% del totale è gestito da agenti immobiliari che si avvalgono in blocco dei portali (1,1 milioni di annunci pubblicati, il 90% del totale). A questi si aggiunge il 35% dei 475 mila immobili proposti direttamente dai proprietari. In definitiva basso costo e semplicità degli annunci ha fatto sì che oggi il 75% delle case in vendita o affitto siano pubblicizzate sul web, contro il 40% di 10 anni fa.
«Su questa base stimiamo che già oggi siano più di 1.000 gli annunci di truffe pubblicati nei diversi canali a disposizione», spiega Giordano. «Ma bastano pochi malintenzionati per far lievitare rapidamente il numero, anche perché, secondo la nostra esperienza, ogni truffatore carica più di una decina di annunci finti nello stesso momento, ma riferito a diverse città».
Oltre a quante, è però importante capire anche quali sono le truffe possibili. Per fortuna il bene «casa» è difficile da sfruttare per frodi online. Quasi sempre acquirenti e potenziali inquilini vogliono vedere la casa prima di firmare contratti e versare caparre, il che rende le truffe più difficili e articolate, fatta eccezione solo per le locazioni turistiche per le case-vacanza.
La tipologia di truffa più frequente riguarda oggi la locazione (molto più facile rispetto alla compravendita) e in grandi città, bacino più ampio dove è più difficile che l'utente conosca bene persone e territorio. E segue sempre uno schema fisso. In genere si propone la casa a prezzi molto convenienti (il 30% sotto canoni di mercato), corredando l'annuncio con fotografie dell'immobile molto belle (in fondo tutti inseguiamo il sogno di trovare un casa bella a basso costo). Il contatto con il mediatore (o proprietario) avviene tramite email (il telefono inserito è sempre sbagliato). Nella prima risposta il potenziale inquilino viene rassicurato tramite l'invio di ulteriori informazioni (altre foto, planimetrie, contratto di locazione scritto). Poi però il truffatore avvisa (sempre via email) di un impedimento per la visita alla data prefissata e che non c'è tempo per un rinvio, pena il rischio di perdere l'affare, perché ci sono molte altre richieste per l'immobile. Se il potenziale inquilino ci tiene davvero però possono riservargli l'immobile, e senza dover versare una cauzione (l'immobile neppure è stato visto). Basta dimostrare di avere la disponibilità economica per sottoscrivere successivamente il contratto di locazione. Come? Basta fare un versamento in un money transfer (tipo Western Union) di tre mensilità a proprio nome e mandare poi la scansione del foglio attestante il versamento. A quel punto si riceveranno le chiavi per visitare la casa e, se piace, ci si incontrerà per firmare il contratto. Peccato che di solito, con il numero del conto di trasferimento in mano e un documento falso o uno sportello compiacente, il truffatore riesca a impossessarsi del denaro per poi scomparire, insieme all'agognato appartamento.
Che fare per proteggersi? «La risposta è semplice», risponde Giordano, «mai anticipare soldi! Specialmente quando si pensa “troppo bello per esser vero”. Infatti, non è vero. Sul fronte della prevenzione, in collaborazione con la Polizia di Stato, abbiamo inoltre costruito il portale www.viadellasicurezza.it/ che riepiloga come evitare di inciampare nelle truffe legate agli immobili».
Le case vacanza sono poi un altro capitolo dolente, quelle cioè offerte con contratti di affitto breve a fini turistici. Le case vacanza seguono la logica dei viaggi, e quindi non è possibile un sopralluogo prima dell'arrivo per soggiornarvi. «In questo caso quindi è ancora più delegata al portale la verifica degli inserzionisti», avverte Giordano. «Noi con CaseVacanza.it stiamo spingendo una pubblicazione standard che garantisca tutte le parti ovvero il proprietario come il turista ospite». Per questa ragione l'annuncio con prenotazione online prevede che la caparra richiesta al viaggiatore venga parcheggiata in un conto corrente gestito dal portale e consegnata al proprietario solo all'arrivo dell'ospite. Non è così più possibile per il truffatore incassare e scomparire, quindi decade la motivazione a pubblicare l'annuncio truffa».
Purtroppo non tutti i portali sono attivi nel combattere questa minaccia. Le procedure di Immobiliare.it prevedono che ogni annuncio non professionale venga analizzato dal personale interno oltre che da un algoritmo che lo confronta con i prezzi medi di mercato per segnalare anomalie. Ogni foto viene poi ricercata in automatico in rete per verificare che non esista già in contesti differenti. L'inserzionista inoltre per pubblicare una proposta deve fornire un numero di telefono reale e comunque può pubblicare un solo annuncio. «Abbiamo sviluppato questa procedura in collaborazione con la Polizia Postale e delle Telecomunicazioni, con cui abbiamo anche un costante scambio di informazioni oltre alla gestione congiunta del portale viadellasicurezza.it», conclude Giordano. «In questo modo siamo riusciti a ridurre i tentativi di truffa sul nostro portale a meno di 2 al mese, davvero pochi se si considera che abbiamo 1,1 milioni di annunci attivi». (riproduzione riservata)