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Marina Corina Machado
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Il Nobel per la Pace non va a Trump. Vince la venezuelana Maria Corina Machado

10 ottobre 2025, 11:00 Ultimo aggiornamento: 14:05

Leader delle forze democratiche e di opposizione in Venezuela, Machado mantiene viva la fiamma della democrazia in mezzo a un’oscurità crescente, spiega il comitato norvegese. La Casa Bianca assicura: Trump continuerà a stringere accordi di pace e a salvare vite

Non è Donald Trump il vincitore del premio Nobel per la Pace 2025. Il Comitato norvegese ha scelto infatti tra i 338 candidati di quest’anno - un numero record, superato soltanto dall'edizione 2016 – Maria Corina Machado, leader delle forze democratiche e di opposizione del Venezuela. 

Le motivazioni del premio 

Una «coraggiosa e impegnata paladina della pace, una donna che una donna che mantiene viva la fiamma della democrazia in mezzo a un’oscurità crescente» che viene premiata «per il suo instancabile lavoro nella promozione dei diritti democratici del popolo venezuelano e per la sua lotta per raggiungere una transizione giusta e pacifica dalla dittatura alla democrazia». Questa la motivazione letta dal presidente del Comitato norvegese per il Nobel, Jorgen Watne Frydnes, in diretta da Oslo.

Machado è «uno dei più straordinari esempi di coraggio civile in America Latina negli ultimi tempi» ed è stata «una figura chiave e unificante in un’opposizione politica che un tempo era profondamente divisa - un’opposizione che ha trovato un terreno comune nella richiesta di elezioni libere e di governo rappresentativo».

D’altronde la democrazia, si legge ancora nella nota del Comitato, «è una condizione preliminare per una pace duratura. Tuttavia, viviamo in un mondo in cui la democrazia è in declino, dove sempre più regimi autoritari sfidano le norme e ricorrono alla violenza» mentre Machado «ha dedicato anni alla lotta per la libertà del popolo venezuelano» combattendo «la rigida presa del potere da parte del regime venezuelano e la sua repressione della popolazione», che «non sono un caso isolato al mondo». Nel 2024 «si sono tenute più elezioni che mai, ma sempre meno sono libere ed eque» dove Machado si è presentata come principale sfidante di Nicolas Maduro alle presidenziali di luglio, ma è stata esclusa dalla competizione, guidando la campagna per il candidato Edmundo Gonzalez Urrutia.

Da quando le principali autorità venezuelane hanno comunicato la vittoria di Maduro, senza fornire prove, Machado ha perseverato nell’impegno in una campagna per «riportare la democrazia» e in una lotta per la difesa della democrazia e i diritti umani, denunciando gli abusi commessi dal governo Maduro e le numerose incarcerazioni arbitrarie degli oppositori politici. Basti pensare che «quasi otto milioni di persone hanno lasciato il Paese» ha concluso Frydnes.

Restano 4 i presidenti Usa insigniti del Nobel

Non ha spostato l’ago della bilancia a favore di Trump neanche il sostegno del Cremlino alla candidatura del tycoon per il prestigioso premio. Anche perché il comitato Nobel ha preso la sua decisione nella riunione di lunedì 6 ottobre, quindi prima dell’annuncio dell’accordo tra Israele e Hamas, grazie all’intervento del tycoon. E la scelta è frutto di mesi di valutazione sull’operato dei candidati nel corso di tutto l’anno. Trump non è quindi riuscito nel suo intento di entrare nel novero dei presidenti degli Stati Uniti insigniti del premio Nobel per la Pace prima di lui: Barack Obama nel 2009, Jimmy Carter nel 2002 («per l’impegno instancabile e decennale nel trovare soluzioni pacifiche ai conflitti internazionali e nel far avanzare democrazia e diritti umani»), Woodrow Wilson nel 1919 (dopo aver creato la Società delle nazioni) e Theodore Roosevelt nel 1906 (per aver contribuito alla fine della guerra russo-giapponese). Tutti, tranne Carter, hanno vinto il premio mentre erano in carica, mentre Obama è stato nominato vincitore meno di otto mesi dopo l'insediamento, la stessa posizione in cui si sarebbe stato Trump ora.

La Casa Bianca ha commentato la non scelta del suo inquilino innanzitutto sottolineando che «il Comitato per il Nobel ha dimostrato di anteporre la politica alla pace». Per poi assicurare: «Il presidente Trump continuerà a stringere accordi di pace, a porre fine alle guerre e a salvare vite umane. Ha un cuore umanitario e non ci sarà mai nessuno come lui in grado di spostare montagne con la sola forza di volontà».

Non sono tardate ad arrivare neanche le reazioni delle forze politiche italiane per sottolineare che l’appuntamento a Oslo per Trump è solo rimandato, pur apprezzando la scelta di Machado. La Lega si espone apertamente: «Nobel per la Pace a Donald Trump. È la proposta in Parlamento e a Bruxelles, auspicando che il piano di pace in Medio Oriente prosegua senza intoppi». 

Per il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, è innegabile che Trump ha permesso di raggiungere una tregua «dopo 700 giorni di combattimenti tra Israele e Hamas, la fine della sofferenza del popolo palestinese, la fine della sofferenza degli ostaggi israeliani, è un fatto storico». Quindi «i titoli per avere la prossima volta il Nobel lui li ha».

In cosa consiste il premio Nobel

Oltre al riconoscimento dell’importanza del proprio operato per la pace, Machado in quanto il vincitrice del premio Nobel riceve anche un premio economico. Per il 2024 e il 2025 il premio stanziato consiste in 9 milioni di corone svedesi, equivalenti a circa 800-900mila euro, a seconda del tasso di cambio, che provengono dagli interessi sul capitale donato da Alfred Nobel. Dal 2012 l'importo è stato ridotto, in passato era superiore a quota 10 milioni di corone, pari a circa un milione di euro.

Al premio in denaro vanno aggiunti un diploma e una medaglia d'oro, che saranno consegnati a Machado durante la cerimonia prevista per il prossimo 10 dicembre, il giorno dell'anniversario della morte di Alfred Nobel. (riproduzione riservata)



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