Sul Nasdaq potrebbero essere in arrivo regole più stringenti sulle quotazioni, soprattutto per le società di piccole dimensioni molto attive in Cina. L’obiettivo per la borsa statunitense è di rafforzare l’impegno nella formazione di capitale, garantendo al contempo la tutela degli investitori e l’integrità del mercato e ostacolando le attività di pump-and-dump.
Nello specifico, la proposta imporrebbe un valore minimo di mercato di 15 milioni di dollari di flottante per le nuove quotazioni sul Nasdaq secondo gli standard del redditto netto, un requisito minimo di 25 milioni di dollari per la raccolta dell’offerta pubblica iniziale (ipo) per le nuove quotazioni di società che operano principalmente in Cina e un processo accelerato per la sospensione o il delisting delle società con carenze nei requisiti di quotazione che abbiano anche un valore di mercato inferiore a 5 milioni di dollari.
«La protezione degli investitori e l’integrità del mercato sono centrali nella missione del Nasdaq», ha spiegato Giovanni Zecca, vice-presidente esecutivo e responsabile globale legale, rischi e regolamentare del Nasdaq. «Questi miglioramenti riflettono il nostro impegno a far evolvere i nostri standard al passo con le realtà del mercato. Aumentando i nostri standard per il flottante minimo e l’aumento dell’offerta pubblica di alcune nuove quotazioni, forniamo un profilo di liquidità più sano per gli investitori pubblici, pur continuando a rendere le società emergenti accessibili agli investitori attraverso la nostra borsa».
La mossa arriva mentre le tensioni tra Stati Uniti e Cina si acuiscono e il Nasdaq si trova ad affrontare problemi più ampi sui mercati finanziari. La nuova normativa è una reazione diretta ai casi di ipo pump and dump che si sono verificate negli Stati Uniti e dovute al basso flottante. Le ipo pump and dump sono offerte pubbliche iniziali che vengono utilizzate in modo fraudolento o manipolativo per gonfiare artificialmente il prezzo delle azioni e poi scaricarle (dump) sugli investitori ignari.
Nel 2024 sono state 35 le piccole società con sede in Cina si sono quotate a New York, circa il doppio delle 17 società a microcapitalizzazione con sede negli Stati Uniti. «Come parte di questi cambiamenti, il Nasdaq sta reintroducendo un requisito minimo di proventi dell’offerta pubblica specificamente per le società che operano principalmente in Cina, basandosi su standard precedenti stabiliti per i mercati restrittivi», hanno spiegato dalla borsa Usa. «Oltre agli standard di quotazione migliorati, il Nasdaq continuerà a segnalare attivamente alla Sec e all’Autorità di regolamentazione del settore finanziario i casi di attività di trading potenzialmente manipolative, rafforzando al contempo la nostra cooperazione con gli enti regolatori nazionali e internazionali per rafforzare una supervisione efficace e mantenere elevati standard in tutti i mercati». (riproduzione riservata)