Il Liberty più affascinante d’Italia? È in mostra a Brescia (e vale il viaggio)
Fiori, libellule, dive e capolavori: il Liberty italiano incanta Brescia con una grande mostra a Palazzo Martinengo. Punto di partenza per un itinerario tra antica Roma, musei straordinari e indirizzi gourmet
Nella raffinata cornice di Palazzo Martinengo, Brescia porta in scena, fino al 14 giugno 2026, Liberty L’arte dell’Italia Moderna, una mostra ricercata, affascinante e piena di curiosità. Un’occasione per riscoprire la Leonessa d’Italia, una città dedita al lavoro, ma nello stesso tempo ricchissima di storia e di arte, in sintonia con il Liberty, il regno dell’armonia e dell’eleganza, lo stile nuovo nato in Italia all’inizio Novecento.

Gli artisti del nostro paese si guardano intorno: dall’ Art Nouveau in Francia e in Belgio, alle Arts and Crafts dell’Inghilterra, allo Jugendstil in Germania, le seduzioni non mancano. In Italia si affermano, come segno distintivo, i temi solari della natura, il giardino luogo dell’anima, le linee morbide di fiori e piante dai colori sfumati, come il glicine e le ninfee, su cui si posano con leggerezza libellule e farfalle. Un argomento che Annamaria Manfredi, la presidente del Garden Club di Brescia, ha colto al volo, impegnandosi a promuovere la mostra in giro per l’Italia, in accordo con Davide Dotti, il direttore di Palazzo Martinengo.

A tanta grazia corrisponde la figura femminile, che incarna i valori estetici del Liberty: sensuale e misteriosa, emancipata o ancora soggetta ai ruoli di sempre. «Da noi i pittori e gli scultori scelgono la natura non solo come un semplice ornamento», precisano i giovani e appassionati curatori della mostra, Davide Dotti, Manuel Carrera e Anna Villari, «ma come risposta all’impatto della modernità, all’avanzare della macchina e alla trasformazione accellerata della vita in città, il fil rouge dell’esposizione».
La Mostra

A far vivere il Liberty e la sua epoca in tutte le declinazioni scorrono oltre 100 capolavori con dipinti di pittori come Cesare Tallone e Vittorio Corcos, sculture di artisti quali Edoardo Rubino e Leonardo Bistolfi, affiches spettacolari di Leonardo Dudovich, 20 ceramiche del fiorentino Galileo Chini (un’occasione da non perdere), i mobili di Eugenio Quarti, fotografie d’epoca di grande interesse, spezzoni cinematografici con Lida Borelli, la diva del Liberty, e, infine, l’elegante moda del tempo, tra echi francesi e italiani.

Al centro dell’esposizione si collocano i ritratti femminili, alcuni per la prima volta in mostra, come Alessandrina Drudi Borsalino, in arte Gea della Garisenda, ritrovato dai curatori in casa Borsalino. Avvolta in un vestito d’oro, immortalata nel 1912 da Cesare Tallone, la cantante si erge in tutto il suo splendore, fiera del successo ottenuto con l’inno patriotico Tripoli Bel Sol d’Amore (qui sopra).

Ancora più affascinante e poco noto, il Ritratto della marchesa Edith Oliver Dusmet (1911) di Vittorio Corcos fa vivere il personaggio attraverso i particolari del quadro. L’abito alla moda di gusto chinoiserie, le mani appoggiate su un importante tavolo antico, la posa teatrale, i numerosi anelli alle dita, lo sguardo distacccato: tutto rivela una donna austera, inavvicinabile, fiera della sua cultura, ritratta come una regina bizantina.
Il dopo Mostra e un giro in città
Se l’entrata di Palazzo Martinengo è in via dei musei 30, l’uscita è sulla piazza del Foro , nel cuore del Parco Archeologico di Brescia, la gloriosa Brixia dei romani, un mondo che ancora oggi le appartiene. Un luogo abitato da bresciani doc, dove s’incontrano signore in bicicletta e ragazzini appena usciti da scuola, di ritorno a casa a due passi dal tempio romano.

Nella piazza, su un praticello verde, dove spuntano violette e papaveri selvatici, svetta il maestoso il tempio Capitolino del 73 d.C., dedicato a Giove, Giunone e Minerva, oggi custode della Vittoria Alata, la statua in bronzo simbolo della città. Un colpo d’occhio indimenticabile a cui corrisponde la visita alla Quarta Cella, una saletta nascosta sotto al tempio, risalente a oltre duemila anni fa. Ci si arriva con visita guidata, pochi per volta, per non turbare la lunga vita dei magnifici affreschi alle pareti, ancora oggi protetti da un sottile velo di cera d’api e olio, che li rende luminosi.
Il Corridoio Unesco e l’immensa area espositiva di Santa Giulia

Ecco un’altra sorpresa interessante e fondamentale per godersi Brescia. A sinistra del Teatro Romano in piazza del Foro, parte il vicolo medievale del Corridoio Unesco: una passeggiata attraverso secoli di storia, che congiunge il Parco Archeologico con il Museo di Santa Giulia, in via dei Musei. Certo non si può pensare di visitare tutti i 14mila mq quadrati dell’area espositiva di Santa Giulia, ma siamo davanti a un museo unico al mondo. I chiostri e i monasteri, ancora oggi ambientati nel loro tempo, meritano da soli una visita. Il museo nasce all’interno del complesso monastico femminile di San Salvatore fondato nel 753 d.c. da Desiderio, il futuro re dei Longobardi.

In questo luogo, Alessandro Manzoni ambienta nell’Adelchi la morte di Ermengarda, figlia di Desiderio, ripudiata da Carlo Magno. A lei dedica il celebre verso «sparse le trecce morbide sull’affannoso petto...», la madeleine proustiana dei liceali di tutti i tempi. Oltre alla straordinaria Croce di Desiderio con le 200 pietre preziose e a San Salvatore, la palma di Santa Giulia va al Chiostro di Santa Maria in Solario e al Coro delle Monache, due luoghi pieni di suggestione.
Ristoranti e bar in centro

Il quartiere dell’arte è ideale per la scelta di ristoranti e bar per l’aperitivo. Al numero 4 della via dei Musei si affaccia il rustico e simpatico Vasco da Gama, che offre piatti locali, dai casoncelli al manzo all’olio di Rovato (sopra, la sala). Per un pranzo alla grande, un ottimo indirizzo è Il Rivale in Città (via Gramsci 10), ambientato in uno storico palazzo del Settecento, con una gastronomia di tradizione di alta qualità. Per un pranzo trendy, c’è il Nineteen 19, una trattoria di lusso con giardino, nella centrale via Pietro Bulloni 19. Conosciuto per l’ottimo pesce, propone una cucina che concilia il mangiar bene con il restare in forma.

Per chi preferisce una location con vista, nella vicina Piazza Paolo VI, si consiglia la Vineria Dolce Vita, di fronte al Duomo Vecchio e al Duomo Nuovo (da vedere). Con il bel tempo ci si può sedere all’aperto per un aperitivo con stuzzichini, pizza o altro. Altrettanto piacevole è il Bar Loggia, affacciato sulla splendida Piazza della Loggia (nella foto sopra), realizzata in stile veneziano nel Quattrocento, quando Brescia era sotto il dominio di Venezia: un must da non perdere. (Riproduzione riservata)
- Genera un report settimanale sulle principali mostre d'arte a tema Liberty in Italia e in Europa.
- Crea un report che approfondisca la storia e l'evoluzione dello stile Liberty in Italia.
- Ci sono altri eventi o mostre d'arte nella regione di Brescia che esplorano periodi storici simili?
Native Content