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Edoardo Gamberini, Maxus Italia
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Il gruppo cinese Saic Motor punta sui veicoli commerciali in Italia e lancia il marchio Maxus

15 gennaio 2026, 17:16 Ultimo aggiornamento: 17:29

Gamma diesel ed elettrica e garanzia cinque anni. L’obiettivo è una quota del 5% del mercato entro il 2028

Saic Motor Italy amplia il proprio raggio d’azione e inaugura ufficialmente il business dei veicoli commerciali leggeri in Italia con il marchio Maxus. Un passaggio strategico che segna l’ingresso diretto del gruppo cinese nel segmento dei light commercial vehicle (Lcv) attraverso la filiale italiana, già protagonista dal 2021 nel mercato auto con il marchio MG. L’Italia diventa così il primo mercato europeo in cui Saic Motor opera direttamente anche nei veicoli commerciali.

Maxus porta in dote numeri che certificano una crescita globale solida: presenza in oltre 100 Paesi, più di 2 milioni di veicoli venduti negli ultimi dieci anni e oltre 100 mila consegne nel solo 2025. Risultati che hanno contribuito in modo significativo allo sviluppo internazionale del gruppo, oggi tra i primi dieci costruttori mondiali secondo Fortune Global 500.

L’Italia al centro della strategia europea

La scelta di partire dall’Italia non è casuale. Saic Motor Italy ha chiuso il 2025 con 50.064 immatricolazioni e una quota di mercato del 3,3%, confermando il nostro Paese come secondo mercato europeo del gruppo dopo il Regno Unito. Una crescita rapida, accompagnata dalla fiducia dei clienti, che ha spinto la casa madre ad affidare proprio alla filiale italiana il lancio del nuovo progetto Lcv.

«Sono orgoglioso di avviare questo nuovo capitolo», spiega Edoardo Gamberini, responsabile Maxus per l’Italia. «Dopo cinque anni intensi con MG, oggi Saic Motor Italy amplia il proprio portafoglio. Con Maxus entriamo nel cuore del business di chi lavora ogni giorno su strada, offrendo soluzioni affidabili, competitive e innovative».

Un mercato stabile e strategico

Il mercato italiano dei veicoli commerciali leggeri si attesta intorno alle 180 mila unità annue: un settore di sostituzione, storicamente profittevole, che genera un impatto macroeconomico pari al 4,9% del pil e occupa oltre 1,5 milioni di addetti. In questo contesto Maxus punta a costruire una presenza strutturata, con un team dedicato e una rete commerciale in rapida espansione.

Attualmente i partner operativi del marchio sono già 17, con 35 punti vendita e assistenza. L’obiettivo è arrivare a 40 dealer entro fine 2026 e superare i 50 punti complessivi su tutto il territorio nazionale, isole comprese.

Sinergie e aftersales come leva competitiva

Il modello organizzativo di Maxus Italy prevede una struttura dedicata ma integrata nella piattaforma Saic Motor Italy. Questo consente di unire focus operativo e velocità di esecuzione alla solidità di processi già rodati, in particolare nell’aftersales, considerato un asset chiave per la soddisfazione dei clienti professionali.

La gestione dei ricambi beneficia del magazzino di Tortona (Alessandria), che ha già raggiunto un fill rate del 93%, mentre le pratiche di garanzia possono contare su procedure collaudate. Nel corso del 2026 è inoltre previsto un forte investimento sulla formazione della rete.

La gamma: cinque modelli, diesel ed elettrico

Il debutto sul mercato italiano avviene con una gamma completa, costruita su quattro pilastri: credibilità, rete commerciale, ampiezza di offerta e qualità del servizio. Cinque i modelli disponibili - un pick-up e quattro van - con due motorizzazioni, diesel ed elettrica, equipaggiamenti di alto livello e una garanzia best in class di 5 anni o 160.000 km.

Tra i diesel spicca il pick-up T60 MAX, 2.0 biturbo 4x4, pensato per coniugare robustezza, comfort e versatilità. Nei van, Deliver 7 e Deliver 9 coprono le esigenze di logistica di media e grande capacità, con versioni sia endotermiche sia 100% elettriche. Completano l’offerta gli eDeliver 3 ed eDeliver 5, dedicati alla mobilità urbana e all’ultimo miglio.

L’obiettivo è il 5% del mercato entro il 2028

Guardando al futuro, Maxus introdurrà anche la motorizzazione full hybrid entro l’inizio del 2027, rafforzando l’approccio multi-energy. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: conquistare una quota di mercato del 5% entro il 2028 e ritagliarsi un ruolo da protagonista nel panorama italiano dei veicoli commerciali leggeri. (riproduzione riservata)



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