Case italiane vetuste, energivore, e su cui presto andranno investiti tanti soldi per limitarne l'impatto ambientale. La buona notizia però è che, rispetto agli altri Paesi Ue, non siamo messi poi così male, in linea con gli altri e in alcuni anche meglio. E questo nonostante in Italia, dopo il boom edilizio legato alla forte crescita economica durata dal dopoguerra agli anni '70, di case nuove ne siano state costruite poche e spesso di bassa qualità energetica, E' quanto emerge da un'analisi curata da Simona Costagli, economist di Bnl Bnp Paribas, che fa il punto della situazione. Il dato medio europeo è infatti abbastanza sconfortante: il 35% degli edifici Ue ha più di 50 anni e il 75% del parco immobiliare è insufficiente sotto il profilo energetico, col risultato che l'edilizia è responsabile del 40% dei consumi energetici e del 36% delle emissioni di CO2. Come mostra il grafico in pagina però l'Italia si pone però più o meno a metà strada tra i migliori e i peggiori in Europa sotto il profilo dell'età degli immobili, Come mostra il grafico in pagine, gli edifici ante 1945 sono decisamente meno di quelli di UK, Francia e Germania, tanto per citare i paesi più grandi, e siamo abbastanza in linea per quelli costruiti tra il 1945 e il 1969.
I problemi però sono altri. In primis la direttiva Ue del dicembre 2021 (su cui ancora si dibatte) che impone un percorso di miglioramento della classe energetica degli edifici (almeno F entro il 2030 e almeno E entro il 2033, preceduta entro il 2027 da un percorso analogo per gli edifici pubblici e non residenziali), ma soprattutto che manca uno standard internazionale che equipari le varie classi energetiche a livello internazionale, rendendole perfettamente sovrapponibili. Il secondo problema è che in Italia è molto elevato il numero di proprietari privati, con disponibilità inferiori rispetto alle grandi società immobiliari degli altri paesi che poi affittano i singoli appartamenti. L'ultimo problema è poi dove trovare i soldi per provvedere ai lavori necessari per l'adeguamento tenendo conto che, come sottolinea anche il report di Costagli di Bnl riferendosi a un passaggio della Direttiva Ue, «La decarbonizzazione necessaria del parco immobiliare dell'Unione richiede ristrutturazioni energetiche su larga scala: quasi il 75% del parco Ue è inefficiente in base alle norme edilizie vigenti e l'85-95% degli edifici esistenti oggi sarà ancora in piedi nel 2050. Tuttavia il tasso ponderato annuo di ristrutturazione energetica è persistentemente basso , intorno all'1%. Al ritmo attuale la de carbonizzazione dell'edilizia richiederà secoli». Promuovere e sostenere la ristrutturazione degli edifici, compreso il passaggio a sistemi di riscaldamento a zero emissioni, è pertanto un obiettivo fondamentale della Direttiva europea.
Quanto alla specifica situazione tricolore, secondo i dati Ance, in Italia su 12,2 milioni di edifici, oltre 9 milioni non sono in grado di garantire le performance energetiche indicate dalle nuove direttive e soprattutto nei tempi brevi previsti dalla normativa. L'interesse degli italiani per le abitazioni green inoltre, anche se in crescita, è tuttora tiepido o comunque non prioritario. Come conferma uno studio di Enea e Fiaip, nelle indagini a campione condotte dagli agenti immobiliari, nel 2022 risultava ancora scarso l'appeal dell'abitazione in classe energetica alta a favore per esempio di altre caratteristiche. L'elemento fondamentale resta l'ubicazione, 49% delle risposte, seguita dalle caratteristiche dell'abitazione (29%) e dalla vicinanza a servizi (13%). La qualità energetica è stata indicata solo dal 4,8% degli intervistati, seguita solo dall'esposizione dell'immobile (4,5%). La crisi energetica tuttavia potrebbe aumentare l'importanza attribuita dai potenziali acquirenti alla componente green, anche se in forma forse inaspettata: un terzo degli agenti intervistati ritiene che la possibilità di usufruire del Superbonus abbia aumentato la domanda di immobili di scarse prestazioni energetiche, da ristrutturare grazie ai bonus così da ridurne i consumi di energia. (riproduzione riservata)