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Kazuo Ueda Governatore Banca del Giappone
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Il Giappone valuta una riduzione dei bond super lunghi. Gli effetti sui mercati globali

28 maggio 2025, 07:50 Ultimo aggiornamento: 07:56

Cina e Nikkei cauti, mercoledì 28 maggio, dopo il rally di Wall Street. La Banca centrale della Nuova Zelanda taglia ancora i tassi | Il Giappone perde il primato di maggiore creditore mondiale dopo 34 anni. Ecco chi lo ha superato

Asia cauta, mercoledì 28 maggio, dopo il rally di Wall Street per il rinvio a inizio luglio dei dazi Usa al 50% sull’Ue. Alle ore 7:40 italiane, il Nikkei sale dello 0,35%, Hong Kong cede lo 0,4%, Shanghai viaggia sopra la parità L’euro perde lo 0,3% a 1,1299, mentre il T bond Usa decennale rende il 4,47% al rialzo e i futures sul Nasdaq sono deboli.

Il Giappone valuta un taglio dei bond super lunghi

A sostenere il sentiment positivo degli investitori ha contribuito anche il calo dei rendimenti obbligazionari globali, dopo le indiscrezioni secondo cui il Giappone starebbe valutando un taglio alle emissioni di titoli di Stato a lunghissima scadenza. Secondo quanto riportato da Reuters, il governo giapponese starebbe valutando una riduzione nell’emissione di titoli di Stato a lunghissimo termine, a seguito del marcato aumento dei rendimenti su questa tipologia di obbligazioni. 

Dopo la pubblicazione della notizia, i rendimenti dei titoli super-long — in particolare quelli a 30 e 40 anni — sono scesi in maniera evidente, mentre lo yen si è indebolito e i rendimenti dei Treasury Usa hanno seguito la stessa tendenza al ribasso. Gli investitori hanno interpretato l’apertura di Tokyo come la chiara volontà di intervenire per limitare ulteriori rialzi nei tassi di interesse a lungo termine. E di conseguenza un calo dei prezzi delle emissioni, che si muovono in senso opposto.

Giappone: rendimento del bond a 10 anni in rialzo dopo le parole di Ueda

Il rendimento del titolo decennale giapponese, invece, è salito mercoledì di 5 punti base, toccando l’1,52% e interrompendo una serie di tre sedute in calo. Il movimento è avvenuto in seguito alle dichiarazioni del governatore della Bank of Japan, Kazuo Ueda, che nel corso di un'audizione parlamentare ha dichiarato che «i tassi di interesse a breve e medio termine hanno un impatto più diretto sull’attività economica». Tuttavia, Ueda ha anche sottolineato che «la volatilità sulla parte lunga della curva può trasmettersi ai segmenti a breve termine, influenzando le condizioni finanziarie generali».

Il Ministro delle Finanze, Katsunobu Kato, ha aggiunto che il governo continuerà a monitorare attentamente le dinamiche del mercato obbligazionario. Le dichiarazioni arrivano dopo che la scorsa settimana un’asta di titoli a 20 anni ha registrato la domanda più debole da oltre un decennio. Gli investitori guardano ora con attenzione alla prossima emissione di titoli a 40 anni.

Nuova Zelanda: la Banca centrale taglia ancora i tassi, export a rischio

La Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) ha tagliato i tassi di riferimento (Ocr) di 25 punti base, portandoli al 3,25% — il livello più basso da agosto 2022. La decisione, in linea con le attese del mercato, emersa durante la riunione di maggio, rappresenta il secondo taglio consecutivo dopo quello di aprile, e segue tre precedenti interventi più incisivi da 50 punti base tra fine 2024 e inizio 2025.

Nel comunicato che ha accompagnato la decisione, l’istituto centrale ha evidenziato che l’inflazione rimane nel target compreso tra l’1% e il 3%, ma ha espresso preoccupazione per le ricadute sull’economia interna derivanti da un rallentamento della domanda globale. «Le recenti tensioni internazionali, tra cui i dazi Usa e l’incertezza geopolitica potrebbero influenzare negativamente la domanda asiatica e il settore export neozelandese».

La banca centrale prevede ora una progressiva discesa del costo del denaro riferimento fino al 2,92% nel quarto trimestre del 2025 e al 2,85% nei primi mesi del 2026. (riproduzione riservata)



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