skin track
Shigeru Ishiba, premier Giappone
Shigeru Ishiba, premier Giappone
Mercati Azionari Leggi dopo

Il Giappone perde il primato di maggiore creditore mondiale dopo 34 anni. Ecco chi lo ha superato

27 maggio 2025, 08:30 Ultimo aggiornamento: 08:36

Per quanto gli investimenti all’estero siano cresciuti del 12,9% nel 2024, il Giappone ha perso un primato storico, spiega il ministero delle Finanze  | Il Giappone avverte gli Usa: abbiamo 1 trilione di T bond in mano. Quali effetti sui mercati?

La Germania ha superato il Giappone diventando il principale creditore al mondo, ponendo fine a un primato durato 34 anni. Secondo i dati pubblicati martedì 27 maggio dal Ministero delle Finanze giapponese, gli asset netti esteri del Giappone (net external assets) hanno raggiunto i 533,05 trilioni di yen (3.730 miliardi di dollari) nel 2024, in aumento del 12,9% rispetto all’anno precedente (+60,9 trilioni).

Che cosa sono le attività nette estere di un Paese

Le attività nette estere – definite anche come Posizione finanziaria netta sull’estero – misurano la differenza tra gli asset posseduti all’estero da un paese e le passività nei confronti del resto del mondo.

Germania e Cina

Tuttavia, la crescita degli attivi netti giapponesi è risultata inferiore rispetto a quella della Germania, che ha chiuso il 2024 con 3.500 miliardi di euro (3.780 miliardi di dollari). La Cina si è classificata terza con 3.300 miliardi di dollari in attività finanziarie nette.

Il rialzo dei tassi d’interesse in Giappone e il ritorno a una politica monetaria più convenzionale hanno reso più interessanti gli asset domestici, riducendo l’incentivo a investire all’estero e indebolendo così la posizione netta di creditore del paese.

Nel 2024, le aziende giapponesi hanno comunque mantenuto un’elevata propensione a investire all’estero, in particolare negli Stati Uniti e nel Regno Unito, con settori come finanza, assicurazioni e retail tra i principali destinatari dei capitali. 

Effetto dazi

L’evoluzione ora degli investimenti esteri del Giappone potrebbe dipendere dal comportamento delle imprese, in particolare in merito alla propensione a aumentare la spesa all’estero, soprattutto negli Usa. Con l’entrata in vigore delle politiche tariffarie del presidente Donald Trump, alcune società potrebbero essere incentivate/costrette a rilocalizzare la produzione o trasferire asset negli Stati Uniti per attenuare l’impatto delle tensioni commerciali. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza