È ormai un’evidenza che chi cerca casa, così come chi vuole comprare una nuova automobile o tanti altri beni necessari, si rivolge a un portale online. Anzi, più che «ormai» bisogna dire «anzitutto», perché con decine di milioni di utenti unici al mese e decine di migliaia di agenzie immobiliari collegate, si può dire che le piattaforme digitali di ricerca immobiliare sul web siano diventate oggi il primo mercato immobiliare. E secondo molti ci guadagna in
termini di efficienza, non solo la potenziale clientela che cerca casa, ma anche l’eterogeneo esercito di agenti e agenzie di compravendita. Il motivo è
semplice: dal lato consumer si può arrivare a un livello di affinamento della ricerca che ne riduce drasticamente i tempi, dall’altro perché se è vero che l’attività di agente sta cambiando pelle, è anche vero che sapendo sfruttare il potenziale del digitale le occasioni di business si moltiplicano. Ne è un esempio il lancio delle innovazioni tecnologiche più recenti introdotte da Casa.it, secondo operatore del mercato immobiliare online: con Lifestyle Centric Search, la ricerca della casa basata sugli stili di vita personali (lanciata come innovazione assoluta da Casa.it a settembre 2019) è possibile cercare casa vicino ai servizi di interesse come metropolitana, scuole, colonnine di ricarica delle auto elettriche, supermercati, università e altro oppure cercarla a indirizzi precisi. Mentre con il servizio PrimaVisita, si possono visitare le case a distanza con un sopralluogo virtuale online guidato da un agente immobiliare, grazie a una tecnologia di realtà aumentata unica nel panorama italiano. PrimaVisita è stato lanciato prima del Covid e durante il lockdown ha naturalmente riscontrato un grande successo potendo sopperire in tutto e per tutto al sopralluogo reale. «Il cosiddetto proptech, cioè tutto
quanto è applicazione di strumenti tecnologici digitali al settore del real estate, permette di espandere le occasioni business», afferma Mario Franci, Direttore commerciale di Casa.it, «ma allo stesso tempo il lavoro dell’agente cambia di pari passo e si adegua alle nuove tecnologie. Il nostro lavoro nel mondo b2b è quello di aiutare i nostri partner a usare le tecnologie digitali e a investire correttamente le risorse di marketing».
Casa.it è stata la prima piattaforma online italiana a mettere in contatto chi vende e affitta con chi cerca casa, nel 1996. Un’idea tutta italiana nata a Treviso, che oggi conta oltre 30 milioni di visite al mese e oltre 14.300 agenzie immobiliari affiliate, costruttori edili e inserzionisti privati con tre milioni
di annunci pubblicati all’anno, posizionandosi come una delle aziende leader del real estate digitale in Italia. Da dicembre 2016 la società è guidata da un gruppo di manager che, sotto il coordinamento di Luca Rossetto, ha acquisito l’azienda con un’operazione di management buyout con il sostegno
del fondo inglese Oakley Capital Private Equity, il quale lo scorso 17 settembre ha ceduto la propria quota al fondo EQT IX.
Nel luglio scorso, Casa.it ha lanciato una nuova funzionalità, Alert Real Time, che consente agli utenti di ricevere le notifiche in tempo reale per i nuovi annunci pubblicati sul portale e che corrispondono ai criteri delle loro ricerche. Gli Alert Real Time sono inviati sia tramite e-mail sia via push notification sull’App di Casa.it. Tutto ciò in quanto con una proptech è (relativamente) molto più semplice lanciare un’innovazione sul mercato in grado di incidere sul modo di cercare e proporre casa. «Secondo noi esistono tre direttrici di business di una proptech», spiega Franci, «come fonte di informazioni e come fattore di abilitazione e integrazione. Ognuna di queste è un aspetto dell’attività: come fonte di informazioni per l’enorme mole di dati che elaboriamo ogni giorno, in grado di fornire statistiche significative, come fattore di abilitazione in quanto ci rivolgiamo a due segmenti di mercato distinti, b2b e b2c, con un’offerta di servizi differenziati, ognuno «abile» a diversi obiettivi. Infine come fattore di integrazione perché le tecnologie digitali parlano lo stesso linguaggio e permettono di spalmare lo stesso servizio su differenti canali digitali, moltiplicando l’efficienza della comunicazione. Per questo diciamo che la professione dell’agente immobiliare deve cambiare: un portale online non è solo un luogo dove pubblicare
annunci di vendita ma un sistema integrato per fare business». (riproduzione riservata)