Il futuro del real estate? Le Branded residences, progetti di lusso firmati dai più famosi nomi della moda. E non solo
Da Armani a Dolce&Gabbana, da Fendi a Elie Saab, sempre più maison investono nell’immobiliare: non solo in negozi, ma anche in branded residences e alberghi. Un modo esclusivo per comunicare il dna del marchio
Armani sta costruendo il suo nuovo Beach Residence a Dubai, nell’isola artificiale di Palm Jumeirah: un complesso che conterà abitazioni di varie metrature e attici, tutti con vista sul Golfo Persico e arredamento Armani Casa, in cui anche i servizi condominiali e le amenities saranno gestiti e firmati dal brand. Il prezzo è in linea con il prestigio del gruppo: quasi 6 milioni di euro per un appartamento con due camere da letto.

Quello di Armani non è il solo nome del fashion a dimostrare interesse per il real estate. Dolce&Gabbana sta lanciando Design Hills a Marbella (Spagna), località scelta anche da Versace, con le ville Nueva Andalucia, e da Karl Lagerfeld che qui, nel 2021, ha lanciato il suo primo progetto architettonico residenziale; mentre in Qatar, a Qetafian Island Nord, Elie Saab concluderà entro il 2026 Les Vagues, un residence articolato in più edifici per un totale di 59 abitazioni fronte mare, con interni sfarzosi, disegnati da lui. Fendi, invece, per le sue Private Residences ha puntato sulla montagna, precisamente in Svizzera, a Crans-Montana.

Branded residences in continua crescita
Potremmo continuare con gli esempi: a oggi, su scala globale, le branded residences (non solo delle società del fashion, ma anche del settore auto e dell’hôtellerie) sono circa 700 e diventeranno 1.200 entro il 2030. Secondo il Branded Residences Annual Report 2024-2025 di Savills, società di consulenza immobiliare basata a Londra, negli ultimi dieci anni il loro numero è aumentato del 160% e cresce con un ritmo del +12% all’anno. Gli sviluppi più rilevanti sono previsti in Asia (soprattutto a Hong Kong e Singapore, ma anche in Thailandia e Vietnam), nel Medio Oriente (a Dubai e in Arabia Saudita) e in Africa: la capitale dell’Egitto, Il Cairo, passerà da 2 a 22 progetti nel giro di una decina d’anni.

Le attività immobiliari dei luxury brand: dai retail alle ville
Per i luxury brand queste operazioni nel real estate sono investimenti finanziari diversificati che promettono (e mantengono) ottimi margini, garantendo stabilità ai capitali sociali in un periodo in cui la performance del core business è in calo o meno brillante del solito.

Si tratta, in realtà, di un allargamento dell’attività immobiliare già in essere in quanto i brand del lusso (su tutti il gruppo Lvmh e Kering, ma anche Prada e diversi altri), nell’ultimo decennio hanno investito somme gigantesche per assicurarsi spazi retail nelle strade commerciali più importanti del mondo (come Fifth Avenue a New York, via della Spiga a Milano, Champs Elysées a Parigi): tutti ricordiamo la cifra record (1,3 miliardi di euro) sborsata da Kering per acquistare il lussuoso edificio di via Montenapoleone 8 a Milano, lo scorso aprile. Le branded residences, invece, implicano un passo più lungo e orizzonti più ampi: offrono ai player del lusso la possibilità di esportare il Dna del loro brand da abiti, gioielli e accessori a spazi abitativi per offrire a clienti vecchi e nuovi esperienze immersive che ne favoriscano la fidelizzazione.

Ultra High Net Worth Individual
La buona notizia è che il numero dei clienti target del lusso è in crescita: secondo le stime di Knight Frank, la più grande società di consulenza immobiliare globale di proprietà privata, il numero degli UHNWI (Ultra High Net Worth Individual, ndr) è destinato a salire del 28% entro il 2027. Si tratta di una percentuale pari a 165.200 soggetti, che andranno ad aggiungersi ai quasi 23 milioni esistenti e si concentreranno principalmente negli USA e in Cina (rispettivamente con il 30 e il 27% del totale), ma anche in Canada, Australia, India, Germania, UK. Sono, e saranno, loro i più accreditati acquirenti delle branded residences, verso le quali dimostrano già grande interesse. Non è irrealistico stimare una crescita nella domanda di seconde case in urban e resort destination in diversi Paesi del mondo, compreso Italia, Portogallo, Turchia, Francia, Grecia.

Dove vive il lifestyle
Con le branded residences le società del lusso creano case perfette nelle quali condurre lifestyle di altissimo livello a rappresentanza di status particolarmente elevati. Le propongono a una clientela in cerca di esclusività e disposta a pagare un extra sostanzioso per averla. In media, infatti, hanno un costo al metro quadro superiore del 30% rispetto a proprietà analoghe nella stessa località, con punte che arrivano al 63% in più nel caso del progetto Armani a Palm Jumeirah.

È utile ricordare, però, che anche l’investimento degli acquirenti è al sicuro: il brand rende gli immobili particolarmente attraenti sul mercato. Le ricerche indicano, infatti, che l’indice ROI (Return On Investment, ndr) supera quello delle proprietà non brandizzate così come la velocità di rivalutazione. Senza contare l’opportunità di extra ricavi derivanti dall’affitto delle proprietà nei periodi in cui non vengono usate. (Riproduzione riservata)
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