Il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) ritocca al rialzo le stime sulla crescita dell’Italia. Grazie alla spinta di servizi e turismo il pil italiano dovrebbe salire nel 2023 dell’1,1% dal +0,7% indicato ad aprile. Il Fondo migliora anche la previsione per il 2024, portandola al +0,9% dal precedente +0,8%.
Per il Fmi la crescita sarà più forte anche nel Vecchio Continente. Il pil dell’Eurozona del 2023 è stato rivisto al +0,9% dal +0,8% di aprile, e al +1,5% nel 2024 (dal precedente +1,4%). Ma la locomotiva d’Europa sembra essersi fermata: il Fmi ha tagliato le stime della Germania per il 2023 a -0,3% dal -0,1% di aprile, ma nel 2024 Berlino dovrebbe tornare a crescere dell’1,3% e non dell’1,1% indicato ad aprile. Il pil della Francia dovrebbe invece salire dello 0,8% nel 2023 (dal +0,7% di aprile), mentre nel 2024 è previsto stabile al +1,3%. Bene anche la Spagna, che nel 2023 crescerà del 2,5% (dall’1,5% stimato ad aprile) e del 2% nel 2024 (invariato).
Il Fmi ha rivisto al rialzo anche il pil mondiale del 2023, stimato al +3% dal +2,8% indicato ad aprile, mentre la previsione per il 2024 resta invariata al +3%. Tra i vari Paesi va sottolineata la crescita degli Stati Uniti, che nel 2023 dovrebbe salire al +1,8%, dal +1,6% di aprile. Ma nel 2024 il pil americano è rivisto al ribasso al +1%, dal +1,1% precedente.
Sorprende la crescita della Gran Bretagna, che passa da -0,3% di aprile all’attuale +0,4%, mentre salirà dell’1% nel 2024. L’India si conferma la locomotiva delle economie emergenti con il +6,1% previsto per il 2023 (dal +5,9% di aprile) e il +6,3% nel 2024 (invariato). Mentre la crescita del pil cinese è vista stabile al +5,2% nel 2023 e al +4,5% nel 2024. Migliora invece il pil russo: +1,5% nel 2023 (dal +0,7% di aprile) e +1,3% nel 2024 (uguale).
Se il pil mondiale cresce, l’inflazione globale scende grazie alle politiche monetarie delle banche centrali. Per il Fmi i prezzi passeranno da una media annua dell’8,7% nel 2022 al 6,8% nel 2023 e al 5,2% nel 2024, in linea con le stime di aprile. Il dato è sempre sopra al periodo pre-pandemico (2017-19), quando era circa al 3,5%.
Nello specifico, nel 2023 la flessione dovrebbe essere dello 0,2%, mentre nel 2024 i prezzi dovrebbero risalire mediamente dello 0,3%, a causa della ripresa dell’inflazione core. Quest’ultima scenderà più gradualmente dal 6,5% del 2022 al 6% del 2023 fino al 4,7% del 2024.
I prezzi depurati da energia e alimenti si stanno dimostrando più tenaci delle attese, per lo più nelle economie avanzate, dove le previsioni sono state riviste in aumento dello 0,3% nel 2023 e dello 0,4% nel 2024. Nel 2023 l’inflazione core globale è stata modificata al ribasso solo dello 0,2%, per via della diminuzione inferiore alle attese in Cina, mentre è stimata in aumento dello 0,4% nel 2024. (riproduzione riservata)