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Il Fmi migliora le stime per l'Italia per il 2020, ma taglia quelle per il 2021
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Il Fmi migliora le stime per l'Italia per il 2020, ma taglia quelle per il 2021

di Marco Vignali
13 ottobre 2020, 17:15 Ultimo aggiornamento: 17:18

Prevista una contrazione del Pil per il 2020 del 10,6%, +2,2 punti rispetto al -12,8% di giugno. Calano al 5,2% le previsioni di crescita per il 2021. Si stima un debito in aumento al 161,8% del Pil per il 2020. Sul mercato del lavoro, la disoccupazione sarà pari all'11,0% nel 2020 e salirà ulteriormente (11,8%) il prossimo anno

Il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto al rialzo le stime per il Pil dell’Italia nel 2020, tagliando però le prospettive per l’anno venturo. Stando agli ultimi dati riportati, la contrazione attesa per quest’anno è passata da un valore negativo del 12,8% ad uno altrettanto negativo del 10,6%, in miglioramento di 2,2 punti percentuali rispetto a quanto previsto in giugno. Tuttavia, le previsioni relative al 2021 hanno subito una diminuzione di 1,1 punti percentuali, passando da una stima di crescita del 6,3% al 5,2%.

La stima per l’anno in corso risulta assai lontana dalla contrazione del 9% indicata più volte dal ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, così come dal valore del -9,5% suggerito da Bankitalia in commissioni Bilancio di Camera e Senato. Inoltre, questa valutazione è solo l’ultima di una lunga e negativa serie per il Bel Paese: a settembre, infatti, Fitch aveva abbassato la previsione per il Pil italiano nel 2020 al -10%, anche se allora la previsione era stata accompagnata da una revisione al rialzo relativa al 2021 (dalla precedente stima del 4,4% al 5,4%). Standard & Poor's si era dimostrata decisamente più fiduciosa, migliorando la stima per il 2020 a -8,9% dal precedente -9,5%, con un rimbalzo atteso al 6,4% per il prossimo anno.

Per ciò che riguarda il debito pubblico italiano, il Fmi prevede nel 2020 un valore in crescita dal 134,8% del Pil del 2019 al 161,8%, per poi calare al 158,3% nel 2021 e al 152,6% nel 2025. Il Fondo ha previsto inoltre un deficit al 13% quest'anno e al 6,2% il prossimo, e stima un valore di 2,5% nel 2025.

Per quanto riguarda il mercato del lavoro, le stime del Fondo prevedono per l’Italia un tasso di disoccupazione pari all'11,0% nel 2020, in aumento rispetto al 9,9% del 2019. La notizia peggiore riguarda le prospettive per il prossimo anno, con il tasso di disoccupazione che è atteso a salire ulteriormente all'11,8%. Questo valore risulta ben oltre la media europea dell'8,9% per quest'anno e del 9,1% per il prossimo. Nell'area Euro, solo la Spagna, con il 16,8% sia nel 2020 sia nel 2021, e la Grecia, con il 19,9% quest'anno e il 18,3% il prossimo, hanno fatto registrare una stima peggiore.

Sempre stando a quanto stimato dal Fondo, “le perdite complessive per la produzione mondiale a causa del Coronavirus, rispetto alle previsioni pre-pandemia, saliranno da 11 mila miliardi di dollari nel 2020-2021 a 28 mila miliardi nel periodo 2020-2025”,  ha evidenziato Gita Gopinath, capo economista del Fondo Monetario Internazionale, sottolineando che "questa è la crisi peggiore dalla Grande Depressione" e che lascerà "profonde cicatrici" nel medio termine, specie perché, a oggi, gli investimenti risultano ancora caratterizzati da una buona dose di incertezza e il mercato del lavoro è ancora molto fragile. “Gli stimoli di bilancio per 12 mila miliardi di dollari decisi a livello globale e le azioni delle banche centrali hanno salvato vite e prevenuto una catastrofe finanziaria", ha concluso Gopinath.

Il Fmi ha rivisto al rialzo il calo per il Pil mondiale, stimato al -4,4% per il 2020 rispetto al -5,2% previsto in giugno. Anche in questo caso, le stime per il 2021 hanno evidenziato una ripresa più lenta delle attese: il dato è stato rivisto al ribasso di 0,2 punti percentuali, per un valore finale previsto a +5,2%. (riproduzione riservata)



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