skin track
Piaceri

Il fascino segreto di Trieste passa da uno degli hotel più iconici affacciati sul mare

I tramonti della Costiera triestina, i versi di Umberto Saba e il fascino dell’Adriatico ispirano la nuova Spa Damare del Grand Hotel Duchi d’Aosta: un viaggio tra design, benessere e storia nel cuore di Trieste

di Micaela Zucconi
Leggi dopo
tempo di lettura

«Giungemmo dove si ritrova il mare, con spiagge solitarie, onde turchine. Dai due arsenali, da tante officine, da Trieste che amiamo attraversare...». I versi di Umberto Saba (1883-1957), tratti dalla poesia Più soli (nella raccolta Trieste e una donna, 1910-1912), raccontano di una passeggiata al mare con la moglie Lina. La cosa più normale per i triestini: i quali, appena possono, vanno a camminare sul lungomare, spingendosi verso gli angoli più suggestivi, meno battuti dai turisti, quelli più poetici di Saba.

Il fascino segreto di Trieste passa da uno degli hotel più iconici affacciati sul mare

E dai belvederi della Costiera ci si incanta per lo spettacolo dei tramonti, che qui si tingono di sfumature pirotecniche: arancio, rosso, oro. Il cielo e il suo riflesso nell’acqua e sulle falesie bianche: una celebrazione di quell’ora sospesa tra il giorno e la notte. Atmosfere che l’architetto Egidio Panzera, dell’omonimo studio di architettura di Seregno, incaricato del restyling del Grand Hotel Duchi d’Aosta, ha voluto ricreare nella nuova Spa Damare dell’albergo. Per ricreare quell’attimo, l’architetto si è ispirato proprio alla poesia del poeta triestino.

Il fascino segreto di Trieste passa da uno degli hotel più iconici affacciati sul mare

Le rocce della costa, la citazione dell’orizzonte marino, i giochi di riflessi dell’Adriatico: «Indagati dall’artista Egon Schiele durante i suoi soggiorni triestini», sottolinea Panzera. I colori della macchia mediterranea riaffiorano nelle vetrate caramello, nei mosaici oro e verde cupo di Sicis, nei rivestimenti in legno (dei soffitti e della sauna), nelle diverse possibilità di scenario previste dal progetto di illuminazione.

Il fascino segreto di Trieste passa da uno degli hotel più iconici affacciati sul mare

Nella piscina, una zattera sfiora l’acqua a ricreare una riva, i versi di Saba sono riprodotti con una scritta luminosa, mentre una cascata di quattro metri restituisce il suono delle onde. Nei materiali non mancano riferimenti all’ambiente naturale della regione. La matericità e il colore della pietra di Aurisina riecheggiano nella lavorazione del grès, mentre nel bagno turco compare il marmo Fiori di pesco carnico.

Il fascino segreto di Trieste passa da uno degli hotel più iconici affacciati sul mare

I trattamenti sono tutti firmati Bakel Skin Mondo Spa, la divisione dedicata al benessere dell’azienda udinese Bakel (fondata e diretta dalla imprenditrice e chimica cosmetica Raffaella Gregoris) specialista della cura della pelle. Ricerca, efficacia, trasparenza e sostenibilità sono i quattro valori fondanti alla base dei prodotti, con ingredienti attivi di alta qualità. Oltre alla nuova Spa, l’hotel sta rivisitando anche le sue suite, sempre a firma dell’architetto Panzera, aggiornando in chiave più contemporanea la sua immagine.

Il fascino segreto di Trieste passa da uno degli hotel più iconici affacciati sul mare

Particolarmente affascinante è anche la storia del sito su cui sorge questo albergo, vocato all’ospitalità sin dal Trecento quando, nell’area, si trovava l’Hospitium Magnum, adiacente all’Osteria del Dazio. Nel 1727 compare la Locanda Grande, affacciata sull’allora piazza Grande, solamente successivamente trasformata in quella che è oggi piazza Unità d’Italia, il celebre salotto di Trieste.

Il fascino segreto di Trieste passa da uno degli hotel più iconici affacciati sul mare

Nelle sue stanze soggiornarono personaggi illustri: l’ammiraglio Orazio Nelson e Lady Hamilton, Giacomo Casanova e Carlo Goldoni, Maria Carolina d’Asburgo Lorena, l’archeologo Johann Joachim Winckelmann qui fu assassinato in circostanze misteriose, e molti altri. Abbattuto nel 1847 e rinato nel 1873 come Hotel Garni, poi Hotel Vanoli nel 1908, diventa Grand Hotel Duchi d’Aosta nel 1973.

Il fascino segreto di Trieste passa da uno degli hotel più iconici affacciati sul mare

Al pianterreno, salottini eleganti, il bistrot e il famoso Harry’s Bar, con il bancone copia perfetta dell’Harry’s di Venezia. D’estate, sorseggiare un cocktail seduti ai tavolini all’aperto nella cornice della più grande piazza d’Europa aperta sul mare, ha un sapore decisamente mitteleuropeo e vacanziero. Il secondo ristorante Duchi Maris, affacciato sulla baia di Porto Piccolo, a Sistiana, aggiunge l’esperienza di una raffinata cucina di mare. Magari da assaporare, come Saba: «Sopra uno scoglio nella rossa sera seduti accanto...». (Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 12/06/2026 10:45
Ultimo aggiornamento: 12/06/2026 10:45
Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news





Iscriviti alla newsletter

Per essere sempre aggiornato sul lifestyle del Gentleman contemporaneo