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Il fascino seducente dell’Art Déco in mostra a Milano

Fino al 29 giugno, Palazzo Reale 

di Silvana Rizzi
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La mostra Art Déco – Il trionfo della modernità, aperta fino al 29 giugno a Palazzo Reale, nasce in concomitanza con i cento anni dell’Exposition des arts décoratifs e industriels modernes di Parigi, da cui deriva la fortunata formula Art Déco. L’esposizione, curata da Valerio Terraroli, ci fa scoprire cos’è l’Art Déco, esaltando, nello stesso tempo, il successo creativo e tecnico delle arti decorative italiane di quei tempi, alla base del design e del Made in Italy di oggi.

Che cos’è l’Art Déco

Il fascino seducente dell’Art Déco in mostra a Milano

Di poco preceduto dal Liberty e dall’Art Nouveau, il fenomeno Déco, fruibile da tutti, inaugura un nuovo linguaggio artistico, dove il simbolismo romantico lascia il posto al razionalismo, alla modernità e alla spinta vitale legata alla rivoluzione industriale. In tutto dieci anni esplosivi, dal 1920 al 1930, vissuti all’insegna della gioia di vivere e di una sfrenata ricerca del glamour, animati da un’élite che cerca di affrancarsi dalla banalità quotidiana e dimenticare i disastri della Grande Guerra.

La mostra, di sala in sala

«Invochiamo il dono di un po’ di bellezza per addolcire, per arricchire, per nobilitare l’aspra vita quotidiana con il sorriso del divino, del solo indispensabile superfluo». Sono queste parole di Margherita Sarfatti, la musa dell’arte, ad accogliere i visitatori all’ingresso della mostra. Nulla di più vero, stiamo entrando nel regno della bellezza, dell’armonia, dell’eccentricità e della fantasia.

Il fascino seducente dell’Art Déco in mostra a Milano

Le XIV sezioni della mostra raccontano origini, sviluppi e trionfi del Déco italiano a confronto con esempi francesi e austro-tedeschi, fino al suo esaurirsi intorno al 1930. Di sala in sala sfilano 250 pezzi di altissimo valore, dall’affascinante ritratto di Wally Toscanini di Alberto Martini, simbolo imbattibile di quel periodo, alle ceramiche di Giò Ponti, tra cui La casa degli Efebi operosi e neghittosi e Le mie donne con ironici nudi femminili, al misterioso Idolo Danzante di Cesare Peruzzi, alle vetrate di Galileo Chini, all’alta orificeria. A suscitare stupore sono le scenografiche sezioni dedicate all’Esotismo, in grande voga a quell’epoca, con opere ispirate alla visione colonialista del mondo africano e al fascino conturbante dell’Oriente, presente nell’immaginario collettivo dopo la scoperta della tomba di Tutankhamon nel’22.

Il fascino seducente dell’Art Déco in mostra a Milano

A dominare la scena nella seconda sezione spicca un tal Guido Marangoni: chi è costui? Tra le tante scoperte che si fanno nella mostra, c’è quella dell’ignoto Marangoni (1863/1956), nome oggi presente in tante parti del mondo, grazie proprio all’Istituto Marangoni, specializzato in moda, design e arte, fondato da lui nel 1935 a Milano. Oltre a Milano e Firenze, gli Istituti Marangoni sono oggi un must del settore a Parigi e Londra, ma anche a Shanghai, Shenzhen, Mumbai, Miami e Dubai.

Il fascino seducente dell’Art Déco in mostra a Milano

All’onorevole Guido Marangoni, uno dei più importanti critici d’arte di quel tempo, direttore dei musei civici di Milano, si deve l’idea di aver organizzato nel 1923 la prima Biennale Internazionale di arti decorative moderne nella Villa Reale di Monza, anticipando Parigi. Ci parteciparono, tra gli altri, le ceramiche di Laveno, guidate da Andlovitz, e quelle della Richard-Ginori, rinnovate da Giò Ponti. A questa segue la seconda Biennale nel 1925 ( in contemporanea alla grandiosa esposizione di Parigi) a cui sono presenti la Francia e la Germania con ben nove sale. Nella terza, nel 1927, Giò Ponti e Buzzi presentano per Richard-Ginori una parte dello spettacolare Centrotavola delle Ambasciate, presente in mostra. Dopo la quarta e ultima nel 1930, la Biennale si trasferisce a Milano nella nuova sede della Triennale.

I frame cinematografici

Il fascino seducente dell’Art Déco in mostra a Milano

Ad arricchire la mostra, ci sono straordinari frame cinematografici in bianco e nero, da guardare fino in fondo, superando stoicamente la mancanza di qualche comoda sedia. Rievocano l’atmosfera folle di quegli anni, dai lussuosi transatlantici pronti ad alzare l’ancora, ambiti dall’alta società internazionale, all’allestimento glamour di una tavola da pranzo circondata dall’acqua, ai balli, all’ambizione sfrenata delle signore dai capelli a zazzera alla ricerca frenetica di abiti sempre più originali e sofisticati. (Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 06/04/2025 00:00
Ultimo aggiornamento: 06/04/2025 00:00
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