Età media 46 anni, istruzione di ambito economico ma spesso nessuna iscrizione all’albo dei consulenti. È il profilo dei «fininfluencer» italiani, ovvero gli influencer che producono contenuti di taglio finanziario. L’identikit arriva da una ricerca presentata dall’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano. Ma il fenomeno non è sfuggito nemmeno alle autorità di regolamentazione, con Consob ed Esma che nelle scorse settimane hanno messo nero su bianco alcune linee guida da seguire quando si fa informazione finanziaria sui social network.
Innanzitutto, chi sono i fininfluencer? Il Politecnico di Milano ha identificato 48 profili, tutti di creator italiani che pubblicano contenuti finanziari su Instagram, TikTok, YouTube e altre piattaforme social. Le tematiche che affrontano più di frequente sono quelle legate agli investimenti (66%), al trading (34%), alla finanza personale (26%) e all’educazione finanziaria (24%). Limitandosi ai 15 profili con il maggior numero di follower su YouTube in Italia, questi hanno prodotto quasi 34 mila video per 2,2 miliardi di visualizzazioni. Il 70% dei fininfluencer ha un’istruzione di area economica, ma sette su dieci non sono iscritti all’albo dei consulenti finanziari.
Dire alle persone in che cosa investire «può essere considerata una forma di consulenza che richiede un’autorizzazione rilasciata dall’autorità nazionale competente», ha ricordato l’authority guidata da Paolo Savona richiamando un documento dell’Esma. E non basta far precedere il contenuto da un disclaimer generico per schivare le conseguenze legali che derivano dalle promozioni non autorizzate.
Inoltre i fininfluencer sono tenuti al rispetto di una serie di accortezze come dichiarare in modo esplicito eventuali compensi o regali ricevuti, sottolineare i rischi dei prodotti finanziari di cui i contenuti parlano ed evitare di veicolare messaggi del tipo «diventa ricco velocemente» che possono creare false aspettative o pressioni agli utenti. (riproduzione riservata)