Il dettaglio che rende unica questa villa? Non è la piscina e nemmeno la vista mare
Ma la continuità tra architettura, interni e paesaggio. Così una casa degli anni Trenta, a Cagliari, rinasce grazie al progetto firmato dallo Studio Marco Piva
Nel quartiere Poetto di Cagliari, a pochi minuti dalla spiaggia simbolo della città, una villa costruita alla fine degli anni Trenta ha ritrovato una nuova identità grazie al progetto firmato da Studio Marco Piva, sotto la direzione di Armando Bruno. Non una semplice ristrutturazione, né un restauro nostalgico, ma un esercizio di equilibrio tra memoria e contemporaneità, in cui l’architettura torna a essere il filo conduttore dell’abitare.

L’edificio conserva la propria anima mediterranea, ma cambia linguaggio. Le proporzioni vengono ripensate, i volumi alleggeriti, gli elementi storici reinterpretati con una sensibilità contemporanea che guarda al razionalismo senza mai trasformarlo in citazione. Il volume cilindrico d’angolo e il portico centrale, segni distintivi della villa originaria, diventano così il punto di partenza di un racconto nuovo.

La sensazione, entrando, è quella di una casa che non impone percorsi ma li accompagna. Gli spazi scorrono naturalmente uno nell’altro, le curve ammorbidiscono gli angoli, la luce attraversa gli ambienti senza incontrare ostacoli. La casa non è concepita come una sequenza di episodi autonomi, ma come una struttura spaziale continua nella quale ogni elemento concorre alla definizione dell'insieme.

Ma è il dialogo con l’esterno a diventare il vero protagonista del progetto. Qui il giardino non rappresenta un semplice complemento della casa, bensì una naturale estensione dell’architettura. Le superfici verdi, i percorsi e gli specchi d’acqua costruiscono una continuità visiva che accompagna lo sguardo fino alla piscina, concepita non come elemento scenografico ma come parte integrante della composizione. L’acqua riflette i volumi, amplifica la luce e restituisce all’insieme una leggerezza quasi sospesa.

Lo stesso approccio guida il progetto degli interni, dove ogni elemento sembra nascere insieme all’architettura. Gran parte degli arredi è stata disegnata su misura: dalla cucina alla cabina armadio, dalle boiserie fino ai mobili dei bagni.

Protagonista della zona giorno è il marmo Levanto, utilizzato per scandire gli spazi con eleganza quasi scultorea. Le sue venature profonde accompagnano il passaggio tra gli ambienti, mentre nella cucina un’importante isola in marmo rosso diventa il fulcro della composizione, perfettamente integrata nell’architettura anziché semplice oggetto di design.

Attorno, una selezione calibrata di icone del design firmate, tra gli altri, da Cassina, Poltrona Frau, Flos ed ErnestoMeda arricchisce gli ambienti con discrezione, lasciando che sia l'insieme a raccontare il progetto. La palette cromatica nasce direttamente dal paesaggio sardo.

I rosa delicati richiamano i fenicotteri degli stagni di Molentargius, i verdi polverosi evocano la macchia mediterranea, mentre pietre, legni e superfici materiche restituiscono le sfumature minerali della costa. Il risultato è un’atmosfera profondamente legata al territorio, ma lontana da qualsiasi interpretazione folkloristica. (Riproduzione riservata)
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