Una telefonata ai vertici fra Washington e Pechino, la prima dopo il ritiro americano dall'Afghanistan, la speranza che la frenata nella crescita economica in Cina porti a nuovi stimoli fiscali e la stretta del presidente Biden sui vaccini stanno sostenendo i mercati asiatici. Alle ore 7:20 italiane il Nikkei guadagna l'1,07%, l'Hang Seng l'1,65% e Shanghai lo 0,43%. L'oro viaggia debole a 1.799 dollari l'oncia, il petrolio Wti americano sale dello 0,5% a 68,48 dollari il barile dopo lo scivolone di ieri. Il dollaro si muove debole e l'euro passa di mano a 1,1833 e la sterlina a 1,3849, mentre lo yen cala dello 0,13% a 109,88. Vendite sul T bond Usa decennale, il cui rendimento passa dall'1,306% all'1,311%, con i futures di Wall Street ben psizionati (+0,3%).
Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha parlato al telefono con il presidente cinese Xi Jinping per la prima volta in sette mesi. Lo hanno reso noto la Casa Bianca e la tv cinese CCTV. Biden ha espresso l'auspicio che la "competizione" tra i due Paesi non si traduca in "conflitto" e ha manifestato la rassicurazione degli Stati Uniti che i rapporti restino in una "dinamica competitiva e che non si crei in futuro alcuna situazione di conflitto indesiderato". Lo ha riferito ai giornalisti un funzionario della Casa Bianca.
Oggi l'indice Shanghai Composite si è portato ai massimi di oltre sette mesi ed è sulla buona strada per salire di oltre il 4% questa settimana. Gli investitori hanno accolto bene la notizia secondo cui il numero di americani che hanno presentato nuove richieste per l'indennità di disoccupazione è sceso al livello più basso in quasi 18 mesi. Inoltre, le speranze che Pechino fornisca maggiori stimoli fiscali per sostenere la ripresa economica della Cina hanno continuato a incoraggiare i trader ad acquistare attività più rischiose.
Nel frattempo, il tasso di inflazione annuale della Cina si è portato inaspettatamente allo 0,8% ad agosto, il valore più basso negli ultimi cinque mesi, mentre i prezzi alla fabbrica ha raggiunto il punto massimo degli ultimi 13 anni. Pechino continua a stringere le norme, in particolare sul gioco online, mentre anche oggi il colosso immobiliare, Evergrande, continua a perdere a causa dell'enorme debito.
I futures sul greggio Wti sono tornati a salire dopo aver perso quasi il 2% ieri dopo la notizia secondo cui le scorte di greggio statunitensi sono diminuite di 1,529 milioni di barili la scorsa settimana a 423,9 milioni, il quinto periodo di calo al livello più basso da settembre 2019. Nel frattempo, il presidente Joe Biden ha delineato giovedì un ampio piano per aumentare i tassi di vaccinazione contro il Covid, facendo pressione sui datori di lavoro privati affinché immunizzino i dipendenti e ordinando le vaccinazioni per dipendenti federali, appaltatori e operatori sanitari.
Per la settimana, tuttavia, il petrolio Usa è sulla buona strada per cedere oltre il 2%, affossato dall'intervento senza precedenti della Cina nel mercato petrolifero globale, che ha liberato per la prima volta il greggio dalla sua riserva strategica con l'obiettivo esplicito di abbassare i prezzi. Nel frattempo, sono perdurate le preoccupazioni per il debole consumo di petrolio in Asia, poiché ieri il Giappone ha esteso il suo stato di emergenza in 19 prefetture, inclusa Tokyo, fino alla fine di questo mese avendo un sistema sanitario ancora sotto pressione.
Quanto al colloquio nelle scorse ore fra i due presidenti, come ha chiarito Biden, rientra nello sforzo in corso degli Stati Uniti per gestire in maniera responsabile la concorrenza tra gli Usa e la Repubblica Popolare Cinese. Il presidente Biden ha sottolineato il duraturo interesse degli Stati Uniti alla pace, stabilità e prosperità nell'area dell'Indo-Pacifico e nel mondo e i due leader hanno discusso circa la responsabilità di entrambe le nazioni nel garantire che la competizione non si tramuti in conflitto. E' stato un colloquio "franco e approfondito" quello tra il presidente cinese Xi Jinping e il presidente degli Stati Uniti Joe Biden. Lo riferisce la tv della Repubblica Popolare CCTV.
Dal canto suo, Xi ha ribattuto che la politica Usa sulla Cina ha portato a "gravi difficoltà nei legami bilaterali", con impatto sul mondo intero. E ha aggiunto che, "quando Cina e Stati Uniti lavoreranno insieme, entrambi i Paesi e il mondo intero ne trarranno beneficio". Al contrario, ha riferito l'agenzia Xinhua, "entrambi i Paesi e il mondo intero soffriranno se Cina e Stati Uniti si affrontano". Il colloquio trai due leader è il primo dopo il ritiro Usa dall'Afghanistan e il secondo in assoluto dopo quello di febbraio alla vigilia del Capodanno lunare. Xi ha avuto una discussione "candida e approfondita" con Biden durante la loro prima chiamata fatta in sette mesi: i leader "hanno condotto comunicazioni e scambi strategici schietti, approfonditi ed estesi sulle relazioni tra Cina e Usa e su questioni di reciproco interesse", ha aggiunto la Xinhua. (riproduzione riservata)