Balzo in avanti del Bitcoin, che supera i 66.000 dollari per poi attestarsi alle ore 18:40 a 65.796 dollari, con un rialzo del 5%. È forse il segnale che anche questa volta ottobre sarà il mese migliore dell’anno per i bitcoiner, tanto da averlo soprannominato «uptober»?
Probabilmente l’impennata è dovuta alla notizia che questa sera in un comizio a Erie, Pennsylvania, Kamala Harris parlerà di criptovalute. La candidata democratica finora non ha mai affrontato l’argomento in campagna elettorale e, curiosamente, lo farà in un comizio che ha l’obiettivo di conquistare il voto dei neri.
Il comitato organizzativo della sua campagna elettorale ha anticipato che la vicepresidente degli Stati Uniti annuncerà il suo sostegno a un «quadro normativo per le criptovalute e altri asset digitali». Le osservazioni faranno parte di un discorso più ampio che illustrerà una «Opportunity Agenda» volta a guadagnare consensi tra l’elettorato maschio nero.
«La vicepresidente Harris sa che più del 20% dei neri americani possiede o ha posseduto asset in criptovalute, per questo i suoi programmi faranno in modo che i proprietari e gli investitori in attività digitali beneficino di un quadro normativo che dia protezione ai neri e agli altri partecipanti a questo mercato», recita un comunicato stampa della campagna di Harris. Messa così non sembra certo una dichiarazione di entusiasmo per il mondo cripto, all’opposto di quanto sta facendo Donald Trump.
In precedenza si era pensato che a spingere al rialzo il Bitcoin fosse stato l’effetto ritardato di una notizia uscita giovedì scorso: l'amministratore fiduciario che gestisce i beni di Mt. Gox ha posticipato di un anno la scadenza per la distribuzione degli asset rimanenti ai creditori, portandola al 31 ottobre 2025. Mt. Gox, che un tempo era la più grande borsa di criptovalute prima di implodere a causa di un hackeraggio nel 2014, ha iniziato a rimborsare ai creditori quasi 9 miliardi di dollari di beni recuperati lo scorso luglio dopo molti anni di ritardi. Tuttavia, i portafogli di criptovalute collegati a Mt. Gox contengono ancora 44.900 bitcoin per un valore di 2,8 miliardi di dollari, secondo i dati di Arkham Intelligence.
All'inizio dell'anno i prezzi del Bitcoin avevano reagito negativamente alla notizia dell'incombente distribuzione di Mt. Gox, in quanto gli osservatori si sono chiesti quanti di questi asset i creditori riusciranno a vendere sul mercato aperto dopo aver aspettato di reclamare le loro proprietà per dieci anni. Il rinvio di un altro anno del termine di rimborso potrebbe attenuare le preoccupazioni relative a un eccesso di offerta in grado di abbassare le quotazioni del Bitcoin.
«Questo potrebbe placare le preoccupazioni a breve termine relative all'eccesso di offerta, anche se potrebbe esserci spazio per una volatilità al ribasso una volta che i fondi cominceranno a muoversi di nuovo», hanno dichiarato gli analisti di Coinbase David Duong e David Han. (riproduzione riservata)