Il bitcoin rialza la testa dopo settimane di difficoltà e torna sopra quota 70 mila dollari: alle ore 14 quotava 72.084 dollari con un balzo giornaliero dell’11,7% (dati Coinmarketcap). Merito soprattutto di Donald Trump, storico alfiere (e detentore) di criptovalute che ha chiesto al Congresso americano di accelerare nell’approvazione del Crypto Clarity Act, la legge federale che dovrebbe dare un importante impulso al settore.
La proposta mira a creare un quadro normativo chiaro per il mercato delle criptovalute e degli asset digitali. La legge dovrebbe definire in modo netto i confini di competenza tra la Sec (Securities and Exchange Commission) e la Cftc (Commodity Futures Trading Commission), stabilendo criteri precisi per classificare i token come titoli finanziari (security) o materie prime digitali (digital commodity).
Trump ha anche accennato alla possibilità di regolamentare Hyperliquid, l’exchange decentralizzato che sta guadagnando popolarità tra i trader come piattaforma principale per il trading di futures perpetui sulle cripto. Il token Hyperliquid è aumentato di circa il 23% nelle ultime 24 ore, sfiorando quota 72 dollari.
Inoltre, il calo dei rendimenti dei Treasury dopo l’annuncio del maxi-buyback obbligazionario da parte del Dipartimento del Tesoro di Washington, ha contribuito a incrementare gli scambi dell’Etf iShares Bitcoin Trust, che ha superato di oltre 4,5 volte la media a 30 giorni anche prima delle notizie relative a Hyperliquid. Mentre la volatilità del bitcoin, misurata dall’indice Bviv di Volmex Labs, è salita sopra quota 43,5 dopo aver toccato venerdì il minimo annuale di 35,5.
Max Stuedlein, responsabile delle partnership presso Sygnum Apac, ha detto a Cnbc l’andamento attuale del bitcoin riflette una convergenza di fattori macroeconomici e politici. «La decisione del Tesoro di raddoppiare i riacquisti di titoli di Stato a lunga scadenza mira a rispondere alle preoccupazioni sui rendimenti a lungo termine, dove i costi di finanziamento sono aumentati a causa delle preoccupazioni sui livelli del debito statunitense».
Quando i rendimenti dei T-bond scendono, storicamente gli investitori sono spinti a orientarsi verso asset più rischiosi, come per l’appunto la regina delle criptovalute (che, tra parentesi, così come l’oro non stacca cedole né dividendi e quindi è meno attraente in presenza di titoli di Stato generosi).
Ora tra gli analisti sta montando un certo ottimismo. Geoffrey Kendrick, responsabile globale della ricerca sugli asset digitali presso Standard Chartered, ha osservato che l’annuncio del Tesoro Usa di aumentare il riacquisto di Treasury «è esattamente il tipo di cosa che bitcoin apprezza: gli investitori dovrebbero ora prepararsi a vedere la regina delle cripto a 100 mila dollari entro la fine del 2026».
«I movimenti nel mercato delle criptovalute negli ultimi due giorni sono stati così ampi da innescare la seconda più grande liquidazione di posizioni short della storia», ha affermato Thomas Lee, co-fondatore e responsabile della ricerca presso Fundstrat, aggiungendo che questi movimenti considerevoli hanno spinto anche Ethereum al massimo degli ultimi tre mesi (+19% a 2.251 dollari). (riproduzione riservata)