Il bitcoin è risorto? È ancora presto per dirlo. Ma nel giro di sole 48 ore, da mercoledì 19 a venerdì 21 agosto, è balzato da 64.200 dollari fino a un massimo di 79.319. Da lì la criptovaluta ha cominciato a stornare per assestarsi in serata sui 77.290 dollari, comunque in rialzo del 7,8% rispetto a 24 ore prima.
A innescare il rally è stato il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent, che ha deciso di raddoppiare gli acquisti di Treasury a lunga scadenza allo scopo di farne scendere i rendimenti. In realtà l’effetto positivo della mossa è durato poco e i rendimenti hanno ricominciato pressoché subito a risalire. Ma questo non ha interrotto la corsa del bitcoin. Che evidentemente è proseguita per altri motivi.
Secondo Gabriel Debach, market analyst di eToro, ci ha messo del suo Donald Trump, che sempre mercoledì 19 «ha incontrato alla Casa Bianca i rappresentanti dell’industria cripto e ha sollecitato il Senato a procedere con il Clarity Act», che fornirà un quadro normativo organico e chiaro al mercato delle criptovalute e degli asset digitali. Ma per essere approvato, almeno sette senatori democratici dovranno votare con la maggioranza repubblicana. Cosa che non è affatto sicura.
Pertanto la Sec ha proposto la «Regulation Crypto Assets» volta a colmare il vuoto normativo e a fornire certezze immediate a imprese e investitori nel caso in cui il Senato non riuscisse ad approvare la legge. In particolare, la Sec prevede esenzioni dalla normativa sui titoli per alcune emissioni di token, rendendo così più semplice per le società cripto raccogliere capitali.
Debach ha poi osservato che «dal 19 agosto nel mercato dei perpetual future sono state chiuse posizioni ribassiste sul bitcoin per oltre 2 miliardi di dollari. Allargando lo sguardo all’intero mercato cripto, oltre 3 miliardi di dollari di posizioni a leva sono state spazzate via nell’arco di 24 ore». Questo significa che «una parte importante del recupero iniziale è arrivata perché chi era short è stato costretto a comprare per chiudere le proprie posizioni, più che per un’improvvisa invasione di nuovi rialzisti».
Per consolidare il rialzo, dopo i compratori obbligati adesso devono però arrivare quelli volontari. Debach ha ricordato che «dopo aver raccolto 35,2 miliardi di dollari nel 2024 e altri 21,4 miliardi nel 2025, nel 2026 il saldo degli Etf spot americani sul bitcoin rimane ancora negativo per circa 3,2 miliardi. Il punto più debole è arrivato nel secondo trimestre, quando dagli Etf sono usciti quasi 5 miliardi di dollari. Giugno, da solo, aveva registrato deflussi per circa 4,5 miliardi». Ma luglio e agosto hanno entrambi registrato afflussi e il trimestre è positivo per circa 2,25 miliardi di dollari. Se il trend continua, è possibile un futuro rosa per il bitcoin. (riproduzione riservata)