Il maxi-piano tedesco su difesa e infrastrutture ha scatenato un rialzo dei tassi dei Bund che non si osservava dai tempi della riunificazione nel 1990 secondo i calcoli di Bloomberg. I rendimenti dei titoli di Stato tedeschi a dieci anni sono saliti di 30 punti base al 2,79%. È il segno di quello che molti analisti hanno definito «un cambio di paradigma» della Germania in seguito all’ok di Cdu e Spd alle maggiori spese per la difesa e al fondo da 500 miliardi sulle infrastrutture.
Il rialzo dei tassi dei Bund non è dovuto secondo gli operatori a un aumento del rischio sui conti pubblici della Germania che restano quelli più solidi in Europa. Berlino ha un debito pubblico basso, pari al 62% del pil.
I mercati scontano invece migliori prospettive di crescita in Germania ed Europa. I tassi ieri sono saliti anche sui Btp decennali (+28 punti base al 3,9%) e sui bond francesi (+26 punti base) e spagnoli (+27). Gli Stati rischiano però in questo scenario un aumento dei costi di finanziamento. Le novità dalla Germania hanno causato anche un forte apprezzamento dell’euro, tornato a 1,072 dollari.
Il futuro cancelliere tedesco Friedrich Merz potrebbe realizzare la Zeitenwende (svolta epocale) annunciata dal predecessore Olaf Scholz nel 2022 dopo l’invasione russa dell’Ucraina. L’inizio della guerra è stato un forte campanello d’allarme per la Germania, ma la vera svolta è arrivata con il disimpegno degli Stati Uniti sull’Ucraina.
Ora Berlino è pronta ad abbandonare il dogma dell’austerità nei conti pubblici e, nello stesso tempo, ad aumentare in modo rilevante la spesa militare per la prima volta dopo la Seconda Guerra Mondiale. La Germania sta spingendo addirittura per un allentamento delle norme fiscali nell’Ue, andando così nella direzione opposta a quella abituale.
Merz punta anche a ristrutturare un’economia in difficoltà, penalizzata da infrastrutture insufficienti e da un modello sbilanciato sulle esportazioni in tempi di dazi e frammentazione geopolitica.
Così il leader Cdu, assieme a quelli della Spd, ha annunciato un piano in tre mosse che ammorbidirà le regole nazionali note come «freno del debito» che impediscono un deficit superiore allo 0,35% del pil. Innanzitutto, le spese per la difesa superiori all’1% del pil saranno esentate dall’attuale limite. Inoltre, gli Stati tedeschi saranno autorizzati ad avere deficit fino allo 0,35% del pil, mentre finora non avevano margini di manovra. Infine la Germania creerà un nuovo fondo speciale per gli investimenti infrastrutturali di 500 miliardi di euro da spendere in 10 anni.
Queste modifiche costituzionali richiederanno una maggioranza di due terzi che potrebbe essere raggiunta nell’attuale parlamento tedesco (con l’apporto dei Verdi), ma non nel nuovo (soprattutto a causa del successo di Afd). Perciò Merz, che ha parlato di «whatever it takes» in stile Mario Draghi, potrebbe accelerare. Il futuro cancelliere punta a realizzare in seguito (entro quest’anno) una modifica strutturale del freno del debito come quella suggerita dalla Bundesbank.
Il piano Cdu-Spd è stato definito da molti economisti «una svolta» e «un game changer». Deutsche Bank ha parlato dell’accordo come «uno dei maggiori cambiamenti di paradigma nella storia tedesca del dopoguerra», aggiungendo che «la velocità con cui sta avvenendo e l’entità dell’espansione fiscale ricordano la riunificazione tedesca».
Secondo Goldman Sachs il pacchetto potrebbe stimolare la crescita tedesca fino al 2% l’anno prossimo, rispetto all’attuale previsione dello 0,8%. BofA ha invece lasciato invariate le attese di crescita per il 2025 e 2026, mentre ha alzato all’1,5-2% quelle per il 2027, con tasso terminale Bce confermato all’1,5% (dall’attuale 2,75%).
Il fondo infrastrutturale da 500 miliardi di euro e le esenzioni per la difesa «aumenteranno in modo significativo le emissioni di Bund», ha sottolineato T. Rowe Price. «Questo cambiamento radicale altererà in modo permanente il modo in cui vengono scambiati i titoli tedeschi. Ora gran parte dello stock è detenuto da banche centrali, mentre il settore privato possiede meno del 50% dell’ammontare».
Intanto il piano tedesco potrebbe essere tra gli argomenti affrontati dalla presidente Bce Christine Lagarde al termine del consiglio direttivo del 6 marzo che con ogni probabilità ridurrà i tassi di un altro 0,25%. (riproduzione riservata)