Il 2025 di Icop va in archivio con fatturato e utili più che raddoppiati che valgono ai soci un dividendo proposto di 0,14 euro per azione. La società, specializzata in fondazioni speciali per le infrastrutture, chiude così un anno di che ha visto il gruppo ingrandirsi con l’acquisizione di Palingeo e diventare la società con la capitalizzazione più elevata su Euronext Growth Milan (Egm), il mercato dedicato alle pmi italiane: quasi 730 milioni di euro contro i circa 605 di Next Geosolutions, seconda in questa classifica di elefanti in una cristalleria – l’Egm – dove la market cap media si ferma intorno a 40 milioni.
Nel dettaglio, Icop registra ricavi consolidati pari a 428,3 milioni di euro (+129%) con un backlog che sale sopra 1,46 miliardi (+52%), un ebitda di gruppo di 84,6 milioni (+108%) e un utile netto di 36,5 milioni (+103%) nel 2025. «Abbiamo molti cantieri in pieno svolgimento e stiamo avviando almeno due commesse importanti in Italia: il terminal del porto di La Spezia e la messa in sicurezza dell’area della nuova acciaieria Metinvest a Piombino. Poi c’è il prolungamento della metro di Milano, atteso in partenza nel primo semestre, e i lavori sulla A4», riepiloga l’amministratore delegato Piero Petrucco.
Uno snodo importante nel 2025 di Icop è stata l’acquisizione di Palingeo tramite un’opa a 6,61 euro per azione, conclusa lo scorso dicembre, con un esborso totale di quasi 22 milioni. «L’integrazione di Palingeo è entrata nel vivo dopo il delisting, a gennaio», spiega Petrucco.
«L’apporto è sostanziale con 230 unità operative e formate di tecnici specializzati e ci consentirà di essere maggiormente presenti nelle attività del consorzio Eteria (formato anche da Itinera e Vianini Lavori del gruppo Caltagirone, ndr), dove finora abbiamo dato un apporto selettivo, in presenza di fondazioni speciali».
Intanto Icop prosegue nel percorso di internazionalizzazione, con nuovi progetti attivati negli Stati Uniti e in diversi Paesi europei. «Stiamo sviluppando la nostra controllata americana e quest’anno vogliamo avviare le attività operative espandendo il campo dalle palancole alle fondazioni profonde e i microtunnel», aggiunge il ceo.
In Germania, invece, la società ha quasi completato una commessa da 30 milioni e ne iniziata un’altra da 20 milioni. «Sono i primi lavori da quando siamo tornati attivi nel Paese, nel luglio dello scorso anno», puntualizza Petrucco. «Aspettiamo di capire i dettagli del piano infrastrutturale da 500 miliardi annunciato dal governo tedesco. L’importante è farci trovare pronti. Abbiamo iniziato a lavorare anche in Belgio tramite la nostra controllata francese, mentre a Parigi siamo coinvolti nei lavori sulla linea 18 della metropolitana».
Numeri e piani di crescita del gruppo fin qui hanno convinto gli investitori e il titolo, che scambia intorno a 23 euro per azione, ha più che raddoppiato il suo valore in un anno (+146% circa al 2 marzo) sull’Egm. Nel luglio 2024, al momento dell’ipo, il prezzo di collocamento era stato di 5,92 euro. Viste dimensioni e performance, in Icop il dossier del passaggio dal listino delle pmi al mercato principale è sul tavolo.
«Valutiamo l’opportunità di un possibile passaggio al mercato principale secondo i tempi e le modalità più efficaci e coerenti con il percorso della società», conferma l’ad. «I risultati sono solidi e, in ogni caso, stiamo già progressivamente allineando il calendario finanziario e la governance alle migliori pratiche di riferimento». (riproduzione riservata)