Iniziano a definirsi con più precisione i contorni della quotazione di Icop, la società di Basiliano (Udine) attiva nell'ingegneria del sottosuolo e tra i principali operatori europei in ambito microtunneling e fondazioni speciali. Come riportato ieri, il gruppo punta a quotarsi sull'Euronext Growth Milan (Egm), con ammissione prevista il 23 luglio e debutto nei giorni successivi, tramite un'operazione in aumento di capitale fino a 30 milioni di euro. In base a quanto raccolto da MF-Milano Finanza, dopo l'apertura del book martedì 9, la società ha fissato la forchetta di prezzo a cui saranno quotate le azioni in un intervallo compreso tra 5,92 e 6,08 euro, che farebbe quindi attestare la valutazione pre-money del gruppo tra 148 e 152 milioni di euro.
Raggiunto da questo questo giornale, l'ad e vicepresidente Piero Petrucco, senza abbandonarsi a un'affrettata enfasi si è definito «moderatamente soddisfatto», sottolineando però «il buon riscontro e il discreto interesse raccolto dagli investitori italiani e internazionali (prevalentemente francesi, inglesi e svizzeri) che hanno apprezzato un'azienda attiva in un settore dell'economia reale e che ha deciso di quotarsi non tramite la cessione di azioni ma conducendo un aumento di capitale». A tal proposito, le risorse raccolte serviranno per l'espansione sul mercato nordamericano, «area in cui abbiamo già individuato una società target e la cui acquisizione, secondo il programma definito, potrebbe essere finalizzata entro fine l'anno». Per Petrucco, però, lo sbarco in borsa non combacia con le operazioni di m&a: «Mi attendo un'importante crescita organica grazie a progetti che si scaricano a terra nel giro di due o cinque anni, perché il salto dimensionale deriverà proprio dalla capacità di concretizzare il backlog, che al primo trimestre era di 885,5 milioni di euro». Ciò detto, dovendo ipotizzare attività di m&a, «sicuramente è il mercato Usa quello a cui guardare, specialmente nel microtunneling», dice Petrucco, aggiungendo che «si potrebbe poi pensare a operazioni di taglia più piccola per inserirsi nel filone delle rinnovabili e delle reti».
Anche in termini di espansione geografica, Icop vuole ponderare ogni passo con precisione: «Nel nostro settore è semplice fare operazioni apparentemente impressionanti, ma la mia volontà non è quella di entrare in Paesi che non sono sicuri solo perché portano un'esplosione del fatturato», chiosa Petrucco. In tal senso, quindi, la priorità è lavorare per continuare a riempire spazi nel microtunnel in Germania e in Francia. Un percorso fondato sullo «step by step», ma che rivela una grande ambizione: «Approdare, nel giro di un biennio, sul listino principale, perché aziende come la nostra operano in un comparto che può essere ancor più apprezzato sul mercato principale», conclude Petrucco. (riproduzione riservata)