I principali titoli della difesa sono crollati. I timori di una recessione globale e di una guerra commerciale hanno portato a una forte svendita azionaria che ha colpito anche il settore della difesa. Rheinmetall ha chiuso in ribasso del 3,4% a 1.235,50 euro mentre Leonardo ha accusato un calo del 3,3% a 39,04 euro.
Per gli analisti di Morgan Stanley, però, non c’è da preoccuparsi nel lungo termine.
«Vediamo che c’è un impatto limitato delle tariffe statunitensi sul settore della difesa – spiegano Ross Law e Marie-Ange Riggio, equity analists di Morgan Stanley - Il motivo è in parte dovuto alla produzione locale delle società dell’aerospazio e alla configurazione della catena di fornitura più corta negli Stati Uniti».
«Per fare un esempio, la società inglese della difesa Bae come tante altre aziende europee del settore esporta solo il 5% dei ricavi negli Stati Uniti. Solo Dassault Aviation e Thales sembrano avere un’esposizione più significativa, data la loro esposizione negli Stati Uniti tramite jet aziendali (Dassault) e aerospaziale e digitale (Thales), che pensiamo si tradurrebbe in un impatto del 27% e del 16% sull’Ebit, rispettivamente». (riproduzione riservata)