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I sette musei più belli del mondo

Dall’Oman alla Cina, dalla Polonia all’Egitto, la classifica delle architetture, vere opere d’arte, e non solo contenitori, da visitare 

di Melania Guarda Ceccoli
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Per la prima volta nella sua storia, il Prix Versailles, che quest’anno celebra il suo decimo anniversario, ha svelato la lista dei musei più belli del mondo per il 2024: sette musei di nuova apertura o riaperti che servono contemporaneamente la creatività, la riflessione del patrimonio locale e l’efficienza ecologica e che lasciano impronte straordinarie nei loro ambienti.

A4 Art Museum, Chengdu, Cina

I sette musei più belli del mondo

Luxehills, nei sobborghi di Chengdu, è una piccola collina con un’architettura unica poiché, a cavallo del nuovo millennio, la sua urbanizzazione è stata pianificata con cura, modellata su una cittadina della Toscana, con un country club, una chiesa e un museo d’arte, l’A4, che domina la sua sommità. In una delle città più popolose della Cina, rinnovare e riorganizzare un museo costruito secondo i canoni italiani del XVIII secolo ha rappresentato una sfida immensa. L’A4 Art Museum ha una superficie espositiva di quasi 5mila metri quadrati. L'edificio è progettato per adattarsi alla scala di una piccola città e adotta un approccio stratificato: quattro piani fuori terra e un piano sotterraneo.

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Il Museo d’Arte A4 ha due sedi: il principale A4 Art Museum a Luxetown e l'A4X Art Center a Luxelakes Eco-city, progettato dall'architetto Antoine Predock. Nel 2023, sostenuto da nuovi investimenti, il museo si è evoluto in un gruppo con quattro brand principali: A4 Art Museum per la promozione dell'arte locale e internazionale, A4 Kids per l'educazione creativa rivolta ai bambini, A4 Residency Art Center come piattaforma multidisciplinare per residenze artistiche e collaborazioni, e A4X Art Center, un centro creativo per l'interazione tra arte, moda e design.

Grand Egyptian Museum, Giza, Egitto

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Nel vasto atrio del Grand Egyptian Museum, il faraone Ramses sembra accogliere i visitatori nei meandri del tempo. Poco importa che ci siano voluti 20 anni per costruire questo nuovo palazzo (lo studio Heneghan Peng Architects ha vinto il concorso nel 2003). Gli antichi egizi usavano la quarta dimensione nella loro progettazione per garantire che il sole fosse rivolto verso il re, e ora illuminano l'ingresso di comune accordo. Dopo aver ammirato incredibili ricchezze, aver salito la grande scalinata e essere arrivati all’ultimo piano, ai margini dell'altopiano di Giza, i visitatori scoprono l'imponente vista delle tre piramidi di Cheope, Chefren e Micerino.

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Il museo esporrà oltre 100mila oggetti, tra cui tesori della tomba del re Tutankhamon. L’inestimabile collezione del re bambino deve ancora essere esposta, ma i visitatori possono ora vedere oggetti che spaziano dalle statue faraoniche ai sarcofagi e ai corpi mummificati.

Smritivan Earthquake Museum, Buhj, India

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Le catastrofi naturali non fanno distinzioni in base all’età, al sesso o alla religione. E così è stato per le 12.932 vittime del terremoto di magnitudo 7,6 a Smritivan, nello stato del Gujarat. Nemmeno il memoriale e il museo, progettati dall’architetto Rajeev Kathpalia, fanno distinzioni del genere, con 12.932 alberi piantati su un sito di 800mila mq, irrigati grazie alla costruzione di 50 bacini di sbarramento su cui sono incisi 12.932 nomi.

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In questa terra devastata e arida, c'è ora una foresta lussureggiante che fa da sfondo a un museo ispirato all’architettura locale e alle rovine della fortezza che domina il sito. Un sentiero tortuoso collega le diverse gallerie che corrono su un pendio, sottolineando sia il dramma della terribile tragedia, sia la pace che deriva dalla rinaturalizzazione. Promosso dalla Gujarat State Disaster Management Authority (GSDMA), Smritivan è un omaggio alla resilienza, una meta di pellegrinaggio e un rifugio per chiunque cerchi conforto nella natura.

Simose Art Museum, Otake, Giappone

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Ideato da Shigeru Ban, vincitore del Pritzker Prize nel 2014, l’edificio d'ingresso, quello espositivo speciale e quello amministrativo del Simose Art Museum si trovano parallelamente alla costa. Tutte le pareti esterne di questi tre edifici, compresa la passerella, sono integrate con uno schermo in vetro a specchio lungo 190 metri e alto 8,5 metri. Sul lato mare dell’edificio è installato un bacino d’acqua e sopra di esso sono poste otto sale espositive mobili ricoperte di vetri multicolori. Accanto ad esso, Emile Gallé ha creato anche un giardino dove si possono ammirare i fiori di stagione.

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Lo schermo di vetro a specchio riflette questi paesaggi, amplificando lo scenario del Mare Interno di Seto e cancellando la presenza di grandi edifici. Questo scenario simbolico amplifica lo scenario fisico del Mare interno di Seto con un cenno alla bellezza delle isole Setouchi. La struttura si fonde con il giardino di piante e fiori stagionali che servirono da motivi per l’artista e designer francese Emile Gallé (1846-1904), la cui opera costituisce una parte significativa delle collezioni del museo. L’interno della struttura è stato progettato dal grafico Kenya Hara.

Paleis Het Loo, Apeldoorn, Paesi Bassi

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L’ampliamento del Paleis Het Loo, uno dei musei più rinomati e più popolari del paese, ha tratto ispirazione dalle proporzioni del palazzo barocco e dal suo ambiente storico. Costruito nel 1686 come palazzo di caccia reale, divenne in seguito la residenza dello Stadholder-Re Guglielmo III e di sua moglie Maria Stuart. Per stabilire un equilibrio tra vecchio e nuovo, un ampliamento monumentale immerso nella luce naturale fu costruito sotto il piazzale.

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È qui che è entrata in gioco l'abilità artistica di KAAN Architecten, che ha avuto l’intuizione di rendere omaggio ai sistemi idraulici impiegati dai giardini storici del palazzo creando nuovi stagni poco profondi che, oltre a riflettere il palazzo monumentale, avrebbero permesso alla luce del giorno di entrare, creando un effetto radioso in basso. Questo progetto ha trasformato il grande atrio nel cuore pulsante di un edificio elegante e sobrio, in linea con l’immagine sontuosa associata a un palazzo.

Oman Across Ages Museum, Manah, Oman

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Traendo spunto da 800 milioni di anni di storia geologica, il Sultanato dell’Oman ha compiuto un nuovo passo grandioso che è un’esperienza da provare assolutamente. Situata alle porte del deserto, a 160 chilometri da Muscat, la città di Manah è ricca di cittadelle monumentali risalenti al XVIII secolo. Queste fortezze testimoniano l’interesse di lunga data del paese per l’architettura e la tecnologia.

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Con lo straordinario scenario dei Monti Hajar che incombe all'orizzonte, l’imponente picco del nuovo museo, Oman Across Ages, progettato da Cox Architecture, riflette la bellezza e la potenza di quelle "montagne segrete" le cui vette si innalzano per 2mila metri nell’aria. Questa struttura fondamentale fa sapere ai viaggiatori che una nuova destinazione li attende lì, nell’arido paesaggio, e che un’oasi accogliente e contemporanea, che offre protezione dagli elementi, ora mette in mostra una cultura secolare in un’ode all’ingegneria omanita.

Polish History Museum, Varsavia, Polonia

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La missione di questo museo storico è sottilmente incisa nelle pareti esterne di questo monolite di pietra. Situato nella Cittadella di Varsavia, accanto al Museo dell'esercito polacco e al Museo di Katyn, il sito è ancora più strettamente legato alla storia del Paese, dato che fa parte di uno dei complessi museali più grandi e moderni di tutta Europa.

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L’idea dello studio di architettura WXCA era di ricoprire le facciate con lastre di marmo disposte in strisce orizzontali per sottolineare la struttura stratificata della pietra, rendendo possibile aggiungere diversità alle diverse sezioni attraverso variazioni di tono e consistenza. Il rilievo di questa disposizione audace è un riferimento alla storia della Polonia attraverso una selezione di simboli della sua architettura, dal Medioevo all'era moderna del XX secolo.(Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 19/11/2024 08:20
Ultimo aggiornamento: 19/11/2024 11:46
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