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I rendimenti dei titoli CCC sono ai minimi storici
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I rendimenti dei titoli CCC sono ai minimi storici

di Marco Vignali
05 maggio 2021, 14:35

Secondo un'analisi di Jp Morgan, in un contesto favorevole agli attivi di rischio, negli Stati Uniti i rendimenti delle obbligazioni di rating CCC hanno raggiunto i minimi storici. Anche in Europa la flessione è stata considerevole. Anche se tali titoli potrebbero ancora sovraperformare, è arrivato il momento di essere selettivi

Con i dati economici che continuano a segnalare che le economie sviluppate sono già in carreggiata per superare gli effetti provocati dalla pandemia, gli utili del primo trimestre che hanno avuto un buon esordio e un mese (aprile) che si è già rivelato positivo per gli indici dei responsabili degli acquisti, l’interrogativo chiave che resta da capire è se i mercati abbiano già o meno scontato questo rilancio.

“Attualmente i crediti deteriorati presenti negli indici High Yield sono davvero pochi”, evidenziano gli specialisti di Jp Morgan Asset Management, “solo lo 0,75% del mercato statunitense e lo 0,24% del mercato europeo scambiano a quotazioni depresse, con un prezzo cash inferiore a 80”. Come percentuale del mercato High Yield statunitense, le obbligazioni con merito creditizio pari o inferiore a CCC erano il 15% a giugno 2020 ma sono scese oggi al 12,7%. In Europa, rappresentavano il 9% al picco contro il 7,2% di oggi. “Riteniamo che i tassi di insolvenza continueranno a ridursi rispetto al recente picco del 6,33% negli Stati Uniti e del 3,75% in Europa: gli spread dei titoli CCC sembrano supportare questa tesi. Intanto, nel mercato primario le emissioni di fascia CCC continuano a godere di un ampio sostegno, segno della disponibilità degli investitori a finanziare le aziende con merito creditizio più basso”, sottolineano gli esperti.

Le emissioni CCC, che vale la pena di ricordare sono quelle sull’ultimo gradino prima del default, hanno visto una dinamica promettente nel 2020, con una crescita del 41,7% negli Stati Uniti e del 49,9% in Europa dalla fine del primo trimestre dell’anno passato. A questo risultato, secondo Jp Morgan, hanno contribuito sia i tassi di riferimento che il restringimento degli spread, tanto che ad aprile i rendimenti dei titoli CCC statunitensi hanno sfiorato un nuovo minimo (6,81%). In Europa i rendimenti delle obbligazioni CCC sono al 6,51%, dopo essersi notevolmente avvicinate al minimo storico del 5,03% raggiunto a novembre 2017.

Tuttavia, “poiché le stime di consenso indicano che i tassi di riferimento dei titoli di Stato saliranno gradualmente, ci chiediamo se ci siano ancora margini per realizzare un carry interessante in questa classe di attivo”, sottolineano gli analisti, evidenziando come, attualmente, le valutazioni sono molto più elevate della media, anche se “crediamo che questa dinamica possa proseguire ancora per un po’ in quanto la volatilità è estremamente bassa, il che lascia ben sperare per il carry delle emissioni CCC. Poiché, ovviamente, vi saranno rischi idiosincratici, sarà estremamente importante effettuare una selezione attiva del credito”.

Da inizio anno, l’offerta lorda è stata alta nel mercato High Yield: gli Stati Uniti hanno registrato nuove emissioni appena inferiori a 200 miliardi di dollari contro i 100 miliardi registrati nello stesso periodo dello scorso anno. Lo stesso dato per l’Europa indica che al 26 aprile le emissioni High Yield erano di 56 miliardi di euro, più della metà delle emissioni totali dello scorso anno (103 miliardi). “L’offerta è stata facilmente assorbita. Da inizio anno, i fondi High Yield retail, sia statunitensi che europei, hanno registrato deflussi rispettivamente per 8 miliardi e 1 miliardo di dollari”, sottolineano da Jp Morgan, “valori che in entrambi i casi rappresentano circa il 2% del patrimonio gestito. Recentemente, tuttavia, i flussi esibiscono un andamento più positivo”. Anche la ricerca di rendimento attraverso questa classe di attivo, secondo gli esperti della banca d’affari, avrebbe giocato a favore. “Da inizio anno, i fondi flessibili e quelli di qualità Investment Grade hanno registrato afflussi consistenti (complessivamente 44 miliardi di dollari, ndr) e investito nei rispettivi segmenti High Yield. La Banca centrale europea continua a detenere obbligazioni societarie High Yield ammissibili, acquistate prima che perdessero il rating Investment Grade”, evidenziano.

Cosa significa per gli investitori obbligazionari? “Con le valutazioni dei titoli CCC in procinto di entrare in un terreno inesplorato, non sorprende che gli investitori abbiano cominciato a mettere in discussione la loro sostenibilità”, evidenziano gli analisti di Jp Morgan, che nel lungo termine si aspettano un aumento dei rendimenti dovuto prevalentemente ai tassi di riferimento sottostanti. “Riteniamo”, proseguono, “che la componente di spread dovrebbe tenere bene fino all’aumento della volatilità. Poiché ci attendiamo un più basso numero di insolvenze, ma minori margini per un ulteriore rally, la performance delle emissioni CCC potrebbe dipendere in misura maggiore da eventi idiosincratici, anziché da un restringimento generalizzato degli spread, creando potenzialmente buone opportunità per gli investitori attivi. I titoli di rating CCC potrebbero ancora sovraperformare, ma è arrivato il momento di essere selettivi”, concludono gli strategist. (riproduzione riservata)



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