Porsche rivede al ribasso le sue previsioni per il 2025, in scia a un primo semestre molto negativo. Il marchio di lusso tedesco ha annunciato che nel primo semestre l’utile netto si è ridotto a 780 milioni di euro, segnando un crollo del 71% rispetto allo stesso periodo del 2024. In termini operativi, il risultato è sceso del 67%, a 1,01 miliardi, contro i 3,06 miliardi dell’anno precedente. Il secondo trimestre, durante il quale hanno iniziato a incidere i dazi Usa, è stato particolarmente duro, con un utile operativo in picchiata del 91% (154 milioni di euro). A gravare sui conti del produttore tedesco c’è un impatto da circa 400 milioni di euro, dovuto ai nuovi dazi sulle esportazioni verso gli Stati Uniti. Ora entrerà in vigore una tariffa del 15% sulle auto importate negli Usa, un extra-costo quindi resta e Porsche cercherà di compensarlo con adeguamenti di prezzo.
«Continuiamo ad affrontare sfide significative in tutto il mondo. Questa non è una tempesta passeggera», ha dichiarato il ceo Oliver Blume, sottolineando che un ritorno alla crescita potrebbe arrivare solo a partire dal 2026. Tra l’altro Blume, che guida anche Volkswagen, è sempre più al centro di interrogativi sulla sostenibilità del suo doppio incarico. A fronte della situazione, Porsche ha tagliato la propria previsione di margine operativo per l’intero anno, ora attesa tra il 5% e il 7%, rispetto al range precedente del 6,5%-8,5%. Le stime di fatturato restano invece invariate tra 37 e 38 miliardi di euro. Nel primo semestre, le consegne ai clienti sono calate del 6,1%, scendendo da 155.945 a 146.391 unità. A pesare è anche il rallentamento della transizione elettrica, in particolare nei mercati asiatici.
L’azienda ha inoltre contabilizzato 700 milioni di euro in spese straordinarie: 200 milioni per la ristrutturazione in corso e altri 500 milioni legati alle attività nel settore delle batterie. Dopo l’annuncio, a febbraio, di un piano di tagli per 1.900 posti di lavoro nei prossimi quattro anni (escludendo licenziamenti forzati grazie a un accordo valido fino al 2030), Porsche ha reso noto che le trattative con i rappresentanti dei lavoratori riprenderanno nella seconda metà dell’anno. (riproduzione riservata)