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I mercati prezzano già la ripresa, ma lo spazio per un rialzo resta ampio
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I mercati prezzano già la ripresa, ma lo spazio per un rialzo resta ampio

di Marco Vignali
16 dicembre 2020, 10:35

Secondo Natixis, i mercati hanno già scontato le notizie positive, ma questo non vuol dire che non possano muoversi al rialzo. L'Europa ha spazio per correre grazie a Bce e Recovery Fund, e la Cina continuerà ad affermarsi come potenza di prim'ordine. Gli Usa sottoperformeranno, ma solo per un breve periodo

L'ormai conclamata tendenza secondo cui i mercati finanziari scontino in anticipo le notizie relative all’economia reale e, di conseguenza, si muovano proiettati in una dimensione futura, porta molto spesso gli investitori a chiedersi quanto della realtà contemporanea possa influenzare i movimenti dei listini. Un esempio pratico e concreto è giunto proprio durante la pandemia, quando i mercati azionari hanno virato al rialzo da metà marzo in poi, nonostante in quasi tutto il mondo le restrizioni fossero ancora in atto e il Covid-19 risultasse tutt’altro che arginato. E’ vero altresì, tuttavia, che molto spesso si sente dire che i mercati risentono dell’aumento dei contagi, o che, viceversa, le notizie sui vaccini ne sostengono il sentiment, mostrando dunque una certa correlazione con le notizie attuali, ancora in grado di influenzarne l’andamento a breve termine, almeno a livello psicologico.
 
Con le molteplici vicende di questi giorni, tra banche centrali, vaccini e la Brexit, gli investitori si interrogano su quanto di queste notizie possa essere già stato prezzato dai mercati e, di conseguenza, come potranno muoversi questi ultimi alla luce delle novità, si spera positive, che potrebbero arrivare a proposito di queste ed altre vicende. “L'opinione condivisa è che la crescita accelererà, l'inflazione rimarrà contenuta, le Banche centrali rimarranno estremamente accomodanti. Inoltre, il sostegno fiscale ci sarà, e i vaccini apriranno la strada al ritorno alla normalità”, evidenziano gli analisti di Natixis IM Solutions, “di conseguenza, le aspettative si orientano in direzione di una ripresa dei mercati azionari, di una diversificazione lontano dagli Stati Uniti e dai settori difensivi, con una rotazione in direzione dei mercati azionari internazionali e i settori ciclici, oltre che a favore delle small cap. Siamo d'accordo sul fatto che probabilmente tutto ciò andrà avanti l'anno prossimo, almeno parzialmente”.

A questo punto il vero interrogativo è capire quanto di tutto ciò sia stato già prezzato e, di conseguenza, quanto limitato possa essere il rimbalzo. “Dal nostro punto di vista”, proseguono gli strategist, “molte delle recenti buone notizie sono state già prezzate, ma ciò non significa che le potenzialità di rialzo siano ridotte. La maggior parte dei mercati, soprattutto al di fuori degli Stati Uniti, sono ancora ben al di sotto dei livelli di febbraio, aspetto che lascia pensare che ci sia ancora ampio margine di rialzo. I livelli di cassa si attestano ancora su livelli molto alti e molti investitori hanno perso l'opportunità di partecipare al recente rally”.
 
Negli Stati Uniti, dove gli indici di riferimento hanno un peso maggiore dei titoli growth, la performance dei titoli potrebbe nascondere la rotazione sottostante e la ripresa da parte dei ciclici. Tuttavia, gli Stati Uniti potrebbero registrare performance deboli come altri Paesi, ma gli analisti di Natixis non credono che questa sottoperformance possa durare a lungo. “In effetti”, evidenziano questi ultimi, “una crescita migliore insieme agli utili, così come il trend di lungo periodo determinato dalla rivoluzione digitale, dovrebbero conservare la crescita della domanda per i mercati statunitensi, anche se la performance dovesse subire un rallentamento nel breve termine con la ripresa dei settori più ciclici”.
 
Per ciò che riguarda l’Europa, il margine di recupero “dovrebbe essere uno dei maggiori beneficiari della riapertura degli scambi, dato che gli indici rimangono ben al di sotto tanto degli Stati Uniti quanto dei livelli pre-crisi. Il Recovery Fund dell'Unione europea e l'ulteriore sostegno assicurato dalla Bce dovrebbero sostenere il sentiment e, di conseguenza, anche la ripresa nei settori finanziari”.
 
Inoltre, con una solida ripresa della crescita guidata dalla Cina e una migliore gestione della situazione sanitaria, l'Asia emergente dovrebbe continuare a registrare un alto livello di domanda. “Ulteriori supporti potrebbero derivare dal miglioramento delle condizioni del commercio globale e da probabili riduzioni tariffarie da parte di Biden. Mentre la regione è stata vista come una scelta d'investimento di carattere più difensivo nel corso delle ultime settimane, vediamo ancora un potenziale per il prossimo anno. Ampliando l'orizzonte a tutto l'universo degli emergenti, il potenziale di recupero è grande, ma i rischi idiosincratici continuano ad esserci e conserviamo la nostra preferenza per l'Asia”, sottolineano da Natixis.
 
In generale, guardando al 2021, è bene sottolineare che rimangono ancora alcuni rischi decisamente concreti, che potrebbero influenzare negativamente i mercati. “Il virus in primo luogo, perché non è ancora alle nostre spalle, e potrebbe continuare a diffondersi specie se l'introduzione del vaccino risultasse essere meno rapida e meno efficace di quanto necessario. Inoltre, se la politica continuerà ad ostacolare il necessario sostegno fiscale, negli Stati Uniti, ma anche in Europa, potrebbe risentirne tanto la crescita quanto il sentiment. Guardando strettamente ai mercati, un aumento indisciplinato dei rendimenti danneggerebbe sia il mondo del reddito fisso che l'universo azionario, ed una scia di fallimenti metterebbe bruscamente fine alla propensione al rischio degli investitori. Infine, con un posizionamento ora più orientato verso un rialzo e un consenso d'intonazione più costruttiva, il rischio di un’amara delusione aumenta”, concludono gli analisti del gruppo. (riproduzione riservata)



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