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I mercati apprezzano la Bce. Lagarde fa scudo contro l'inflazione
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I mercati apprezzano la Bce. Lagarde fa scudo contro l'inflazione

di Marco Vignali
11 marzo 2021, 17:10

Secondo gli analisti, restano elementi di incertezza, ma l'accelerazione negli acquisti del Pepp li farà presto svanire. Il focus rimane sui tassi, compresi quelli Usa, e sull'implementazione delle risorse. Mentre si guarda già al meeting della Fed

Christine Lagarde, nella consueta conferenza stampa post-meeting della Banca centrale europea, ha rassicurato gli investitori e i mercati, ribadendo ancora una volta la totale disponibilità dell'Eurotower a mantenere condizioni favorevoli e accomodanti fino a quando non si assisterà ad una ripresa sostenuta, anche alla luce di quanto sta avvenendo sul fronte dei tassi.

Secondo Nicolas Forest, global head of fixed income e membro del comitato esecutivo di Candriam, proprio alla luce del rimbalzo dei rendimenti in Europa, "la Bce ha deciso di accelerare il suo programma di acquisti, senza tuttavia modificarne la dimensione. Gli acquisti nel prossimo trimestre saranno condotti a un ritmo significativamente più elevato rispetto ai primi mesi di quest'anno, dato che l’Eurotower vuole prevenire l'inasprimento delle condizioni di mercato", sottolinea l'esperto. "Possiamo ipotizzare che la Bce fisserà un tetto ai tassi d'interesse a lungo termine nella zona euro ed eviterà che il rendimento delle obbligazioni core a dieci anni rimanga in territorio positivo", prosegue Forest, con l’istituto di Francoforte che monitorerà anche i mercati obbligazionari del credito, con una visione olistica del mercato obbligazionario europeo.
 
A proposito del Pepp, Pasquale Diana, senior macro economist di AcomeA, sottolinea come sia “uno strumento molto flessibile, per cui la Bce potrebbe aumentare gli acquisti in maniera importante tra adesso e giugno, per poi diminuirli di nuovo da luglio in poi. Ad esempio, "al ritmo attuale, la Bce rimarrebbe 350-400 miliardi al di sotto del limite di 1,850 miliardi entro marzo 2022. Quindi, c’è spazio per un aumento degli acquisti di circa 30 miliardi al mese, rispetto ai 50 attuali. Questo rappresenta un supporto importante per il mercato obbligazionario, particolarmente alla luce del fatto che l'Eurotower può aumentare il Qe pandemico se lo giudica necessario”.

Per Fabio Castaldi, di Pictet Asset Management, la reazione dei mercati alla decisione della Bce di incrementare sostanzialmente gli acquisti del Pepp nelle settimane a venire è stata positiva, anche se la direzione ai mercati obbligazionari verrà comunque dettata dai Treasuries americani. "Il supporto della Bce dovrebbe essere ben presente su un’eventuale correzione obbligazionaria US driven, ma la riunione della Federal Reserve di settimana prossima sarà il vero banco di prova per i mercati obbligazionari”, evidenzia l'analista.

Per Paul Diggle, senior economist di Aberdeen Standard Investments, gli investitori hanno essenzialmente ottenuto ciò che desideravano. “Sia i mercati obbligazionari che quelli azionari speravano che la Bce mettesse un freno al recente aumento dei rendimenti europei, considerati una conseguenza indesiderata delle migliorate prospettive di crescita negli Stati Uniti. Con la promessa di aumentare il tasso settimanale di acquisti di asset nell'ambito del suo programma di Qe per il prossimo trimestre, Lagarde ha fatto esattamente questo, passando dalle parole ai fatti. La Bce accoglierà gli immediati movimenti di mercato come coerenti con la sua intenzione di mantenere condizioni di finanziamento favorevoli e sostenere la ripresa”, evidenzia l’economista.

Dello stesso avviso anche Wolfgang Bauer, gestore del fixed income team di M&G Investments, secondo cui con il messaggio su un’accelerazione “a tavoletta” passato in conferenza stampa, "ha reso perfettamente chiaro che la Bce resta fortemente impegnata a preservare le condizioni di finanziamento favorevoli nell’area euro".

Per Silvia Dall’Angelo, senior economist per la divisione internazionale di Federated Hermes, nel meeting di oggi "la banca centrale ha conservato un tono dovish, offrendo però poche novità. Di sicuro, le condizioni di finanziamento, confermate nella riunione di oggi come un obiettivo intermedio cruciale per la Bce, sembrano essere ancora interessanti su base storica. Anche dopo il recente sell-off sul mercato obbligazionario, i rendimenti reali sono ancora estremamente bassi per quanto riguarda I governativi, addirittura in territorio negativo per alcuni Paesi. Inoltre, non c'è alcun segno di frammentazione, dato che gli spread sia dei periferici che sul fronte corporate sono rimasti abbastanza contenuti".

Leggermente diversa la visione di Edoardo Fusco Femiano, analista di eToro, secondo cui in seguito al recente indebolimento dell'euro rispetto alle principali valute e al rialzo molto modesto dei rendimenti dei titoli di stato dell’Eurozona, "c’era poca pressione sulle spalle di Christine Lagarde. Data l'effettiva debolezza dei dati sulla forza lavoro", prosegue Femiano, "è ragionevole considerare qualsiasi pressione inflazionistica come un fenomeno transitorio. Come previsto, le proiezioni macroeconomiche della Bce hanno mostrato quanto sia limitata la visibilità sul percorso della ripresa economica nella regione".

Sul fronte macro, infine, lo scenario delineato contempla un possibile calo del pil nel primo trimestre a fronte di un temporaneo rialzo dell'inflazione, che ha portato lo staff Bce a rivedere sensibilmente al rialzo le stime di inflazione 2021, confermando sostanzialmente il rimanente quadro macro prospettico che, come precisato dalla Lagarde, non tiene ancora in considerazione l'impatto del piano fiscale Usa appena varato ieri alla Camera ed in attesa della firma di Biden domani.

Secondo Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte, sul tema incremento eventuale delle misure "Lagarde ha ancora una volta enfatizzato il ruolo delle "financing conditions", soffermandosi a dettagliarle come sintesi di un approccio olistico che comprende tanto la dinamica delle variabili a monte tanto quelle a valle, ossia l'impatto su imprese e consumatori, tenendo in considerazione gli impatti in senso generale". Ha inoltre ribadito che la Bce non sta perseguendo una politica di yield curve control e che l'incremento degli acquisti saranno distribuiti su tutta la curva.

In sintesi, "la decisione di oggi di incrementare gli acquisti si inquadra in un atteggiamento Bce volto sia a difendersi dall'effetto contagio del marcato rialzo dei tassi Usa e sia ad assicurare un controllo dei tassi in un trimestre come quello che sta per iniziare, che sarà caratterizzato da un marcato incremento dei prezzi al consumo. L'effetto immediato sui mercati si è riflesso in modo particolare sul calo dei tassi Btp e relativo spread verso Germania e Spagna. I Btp pertanto risultano essere supportati sia dall'imminente rialzo degli acquisti della Bce sia dal possibile arrivo di ulteriore domanda dal lato bancario dopo la prossima asta Tltro di metà marzo", evidenzia Cesarano.

Sulla base di queste considerazioni, Cesarano sottolinea che è possibile ipotizzare l'azzeramento dello spread Italia/Spagna (attualmente intorno ai 30 punti base) con approdo del tasso decennale Btp in area 0,30% con spread intorno ai 70pb entro maggio /giugno, pari cioè al periodo di copertura dell'incremento degli acquisti Bce, che comprende anche il periodo in cui sarà stata presentata la nuova versione del Recovery plan.(riproduzione riservata)



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