Tra tensioni geopolitiche, minacce di dazi incrociati e guerre che rischiano di interrompere le catene di approvvigionamento, il commercio globale vive una fase di forte fibrillazione. Tuttavia, il trend nel lungo periodo dovrebbe restare positivo. Una ricerca di Boston Consulting Group (Bcg) stima che entro il 2033 il valore degli scambi supererà i 29 mila miliardi di dollari con una crescita media annua del 2,9%.
Durante la campagna elettorale Donald Trump, che si insedierà come presidente degli Stati Uniti il 20 gennaio, ha promesso un inasprimento dei dazi verso un ventaglio di paesi che va dalla Cina al Messico e il Canada. Se dovessero concretizzarsi, le nuove tariffe potrebbero tradursi in costi aggiuntivi fino a 640 miliardi di dollari per i primi 10 partner commerciali degli Usa, secondo i calcoli di Bcg.
Di questi, 102 miliardi sarebbero a carico della sola Unione Europea. «L’impatto maggiore si osserverà su auto e ricambi, che influenzerebbero principalmente il commercio con Messico, Unione Europea e Giappone», sostiene il report. «Altri settori chiave come elettronica di consumo, macchinari elettrici e moda rientrano tra i più colpiti, con un aumento stimato di 61 miliardi di dollari solo per i prodotti elettronici cinesi, con un dazio del 60%».
In questo contesto si stanno ridefinendo i rapporti tra i paesi, anche tra partner storici. Guardando – ad esempio – all’Ue, entro il 2033 gli scambi con la Russia dovrebbero diminuire di circa 106 miliardi di dollari e anche il quelli con la Cina andrebbero a calare. Nel complesso, però, Bcg si aspetta un incremento del 2% annuo per il commercio europeo e un aumento di 303 miliardi degli scambi con gli Stati Uniti.
Per quel che riguarda, invece, la Cina, Pechino ridimensionerà il commercio con Stati Uniti ed Europa mentre sta consolidando la sua posizione di partner strategico per i paesi emergenti del Sud Globale. Nel 2033 gli scambi bilaterali con questo gruppo (133 paesi che rappresentano il 30% del commercio globale) potrebbero crescere di oltre 1.250 miliardi di dollari con un incremento del 5,9% ogni anno. In generale, il commercio cinese dovrebbe espandersi a un ritmo medio del 2,7% all’anno.
Oltre alla Cina, anche l’India sta emergendo come un attore chiave nel commercio internazionale. Per il paese più popoloso al mondo Bcg prevede una crescita degli scambi con il resto del mondo del 6,4% all’anno, ovvero di 1.800 miliardi di dollari. Con questi numeri l’India diventerebbe una valida alternativa alla Cina per le catene di approvvigionamento globali. (riproduzione riservata)