Il 2020 ha consegnato a investitori e non un monito ben preciso: per sopravvivere è necessario adattarsi. Dopo un anno complesso e inaspettato, molto difficile ma allo stesso tempo carico di insegnamenti, questo mantra dovrà risuonare convinto tanto nella comune vita quotidiana quanto nell’ambito del business, e dovrà essere più che tenuto a mente da tutte quelle imprese che, altrimenti, rischierebbero di soccombere.
La pandemia ha accelerato i trend nascenti: i lockdown e le misure restrittive hanno imposto un nuovo grado di socialità, che si è realizzato attraverso lo sviluppo del digitale, componente entrata ancor di più nella quotidianità di ciascun individuo. La digitalizzazione ha travolto tutti gli ambiti, coinvolgendo anche le azioni più semplici e comuni, come recarsi a fare la spesa o richiedere un prestito in banca.
Per la “Tecno Finanza”, altresì nota con il nome di Fintech, è stato un anno di svolta. Il 2020 è stato l’anno in cui questo tipo di tecnologia, volta alla fornitura di prodotti e servizi finanziari attraverso le più avanzate pratiche dell'informazione e della comunicazione, è entrato in maniera definitiva nella fase 2, quella della maturità. La piattaforma online BorsadelCredito.it ha individuato i cinque trend chiave che hanno caratterizzato il settore nel 2020, e che si porranno di conseguenza come punti cardine da cui ripartire nell’anno che sta per iniziare.
Il primo aspetto riguarda la “Fintegration”, la pratica che darà il via alla piena collaborazione tra Fintech e banche. L’Italia è arrivata in ritardo rispetto agli altri Paesi, soprattutto se confrontata al mondo anglosassone, in cui vigono schemi di referral almeno dal 2017, ma la fine del 2019 aveva già portato la sensazione che fosse finalmente arrivato il momento giusto per aggiornarsi. Il lockdown ha dato la spinta definitiva per la cosiddetta “Fintegration”, con le banche che integreranno le tecnologie Fintech in private label, per migliorare l’esperienza di uso dei propri clienti in base alla domanda emergente. Anche senza inglobarle direttamente, gli istituti compreranno da esse la tecnologia necessaria per offrire servizi più avanzati.
Questa novità segna, nel contempo, la fine del classico sportello bancario. Le banche, dopo aver sperimentato la pandemia, non avranno altra scelta se non quella di virare al digitale per continuare a operare in qualsiasi condizione di emergenza. Anche in questo caso, si tratta di un trend che era già in atto prima del virus, ma il 2020 è stato l’anno in cui esso ha goduto di una sensibile accelerazione. A parte la diminuzione in valore assoluto di punti fisici di accoglienza dei clienti, la filiale non smetterà certo di esistere, ma dovrà riadattarsi ed essere in grado di garantire al cliente un’esperienza d’uso senza soluzione di continuità e interruzioni, simile a quella che sperimenta in digitale.
Terzo punto chiave, la pandemia ha fatto emergere il vero valore aggiunto del Fintech, che risiede nel suo suffisso, “tech”. La tecnologia è in grado di cambiare i business rendendoli più efficienti: dai big data, che consentono di trarre idee per creare prodotti e servizi personalizzati, fino al supporto dell’intelligenza artificiale, alla base dei chatbot sempre più sofisticati già in grado di interagire con i clienti in linguaggio naturale. Senza contare le tecnologie emergenti, quali la Robotic process automation e la Blockchain.
Inoltre, si farà sentire sempre di più l’effetto “e-commerce”. Anche in Italia, dove l’e-commerce non è certo una prassi, i primi sei mesi di pandemia e lockdown hanno reso gli acquisti in remoto un’abitudine. Secondo i dati dell'Osservatorio e-Commerce B2C del Politecnico di Milano, l’e-commerce crescerà del 26% quest’anno, raggiungendo un valore di 22,7 miliardi di euro. Ovviamente, questo è un vantaggio per chi offre soluzioni Fintech, perché rende necessari per chi vende online soluzioni sicure di pagamento elettronico e altri servizi, compresa la possibilità di offrire pagamenti rateali, per esempio, o di associare all’acquisto prodotti assicurativi e così via.
Infine, il 2021 sarà il vero e proprio anno della selezione, e si andrà verso un Fintech a maggior valore aggiunto. In un mercato che si consolida e diventa più efficiente, non ci sarà più spazio per i tentativi, e i prossimi dodici mesi inizieranno a vedere una certa selezione naturale delle idee e dei business. La pandemia ha reso ben noto il potenziale del Fintech, evidenziando anche eventuali criticità laddove fossero presenti. Il mercato si farà sempre più selettivo, e da questo momento in poi continueranno a competere solo le Fintech in grado di portare un’offerta di valore. (riproduzione riservata)