«Human Hall For AI si impegna a garantire che lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale proceda di pari passo con il rispetto dei diritti fondamentali e dei valori umani, trasformando i principi in prassi concrete attraverso una metodologia innovativa». Così Marilisa D’Amico, ordinaria di Diritto Costituzionale e spoke leader del progetto, ha esordito nella sua presentazione del progetto presso la Sala Napoleonica dell'Università Statale di Milano, promosso appunto dal gruppo di ricerca Human Hall For AI, che fa parte dell’ecosistema MUSA (Multilayered Urban Sustainability Action) e Deloitte. Human Hall For AI è un'iniziativa che unisce esperti di diverse discipline e professionisti di Deloitte con l'obiettivo di fornire soluzioni e strategie per integrare l'etica con la tecnica informatica.
Il gruppo di lavoro è composto da informatici, giuristi e linguisti che si sono uniti per fornire strumenti e linee guida concrete agli sviluppatori e agli utilizzatori di sistemi di AI. Il team ha sviluppato una metodologia innovativa per l'assessment dell'impatto dei sistemi di intelligenza artificiale sui diritti fondamentali, in risposta alle richieste dell'AI Act. Questo metodo combina aspetti etici, informatici e giuridici per valutare specifici modelli AI.
In due anni di lavoro è stata strutturata una metodologia che consente di valutare gli effetti che un sistema di intelligenza artificiale può avere sulle persone e sulla società. Questo approccio strutturato e multidimensionale è articolato in tre fasi - AI System Overview, Human Rights Checklist e Impact Assessment – e offre uno strumento adattabile per affrontare in modo responsabile e trasparente la complessità dell'AI.
Gabriele Secol, partner di Officine Innovazione- Deloitte, ha sottolineato come «oggi più che mai innovare non sia più solo una questione tecnologica, ma rappresenti un nuovo modo di portare valore alla società. Infatti, solo se l'innovazione nella sua corsa considera la regolamentazione come elemento equilibratore della sua attività e ricerca, allora l'AI potrà esser sfruttata nella sua interezza come un importante vantaggio competitivo».
«Due facce della stessa medaglia», ha aggiunto Bianca de Teffé Erb, Director di Deloitte Data & AI Ethics, «che saranno la chiave di successo per chi per primo coglierà questa opportunità in modo innovativo e responsabile».
Il primo risultato di questa collaborazione è un paper scientifico pubblicato in open access, che presenta i dettagli dello sviluppo del metodo di valutazione dell'impatto dei sistemi AI sui diritti fondamentali, allineato al Regolamento AI Act dell'Ue. Questo approccio ottimizza l'analisi dei rischi e le risorse aziendali, integrando metriche quantitative per una valutazione più obiettiva.
L'evento ha offerto l'opportunità di aprire un dialogo tra mondo accademico, imprese, istituzioni e associazioni di categoria per approfondire gli impatti dei sistemi di AI. E anche sulla base dei feedback raccolti prossimamente sarà un programma di AI Literacy per l'alfabetizzazione in materia di AI rivolto alle imprese.
Nel suo saluto introduttivo, la prorettrice alla Transizione digitale e Intelligenza Artificiale della Statale di Milano, Silvana Castano, ha sottolineato: «La sfida della formazione su AI Literacy riguarda tutti: università, pubblica amministrazione, imprese e società civile. L’evento di oggi che vede la partecipazione di tutti gli stakeholder, contribuirà a dare risposte per la definizione di nuovi modelli di alfabetizzazione digitale e umanistica e nuove politiche di innovazione capaci di integrare conoscenza tecnologica, etica e pensiero critico, per promuovere un utilizzo responsabile, consapevole e inclusivo degli strumenti di intelligenza artificiale mettendo davvero la persona e i suoi diritti al centro del processo di innovazione».
Sono quindi intervenuti la presidente del consiglio comunale di Milano, Elena Buscemi, il presidente dell’Ordine degli Avvocati, Antonino La Lumia, che hanno posto l’accento sull’importanza di collaborazione tra enti ed istituzioni con il mondo accademico e le imprese su questo tema. È seguito poi un dibattito tra l’eurodeputato e relatore dell’AI ACT, Brando Benifei e il presidente di A2a, Roberto Tasca, che hanno approfondito rispettivamente le prospettive del lavoro in corso sulla regolamentazione europea e come deve procedere e con quali cautele un processo di innovazione responsabile e sostenibile in una grande multiutility.
Attraverso una sessione interattiva, coordinata da Deloitte, aziende come A2a, Sisal e Fastweb-Vodafone hanno esaminato la relazione tra innovazione e compliance nell'era dell'AI, sottolineando la necessità di una collaborazione più integrata tra i due settori. L'innovazione responsabile, che tiene conto della regolamentazione come parte integrante del processo, è stata evidenziata come un vantaggio competitivo importante.
Si è discusso dell'evoluzione normativa in materia, del confronto tra sistemi europeo e statunitense, e dell'importanza di valutare l’impatto etico e sociale dei sistemi AI. Il tema dell’importanza anche di un’educazione all’AI e della necessità di creare anche una cultura del digitale con due tavole di approfondimento guidate da Alessandro Renna (founder di 4cAI). Il primo tavolo ha visto un confronto tra Gianna Martinengo, founder di DKTS e di Women&Tech, e l’avvocato Giuseppe Vaciago, coordinatore del tavolo intelligenza artificiale e giustizia dell'Ordine degli avvocati di Milano, è stato analizzato il rapporto tra le nuove intelligenze artificiali e il mondo delle professioni. Infine, la tavola rotonda in cui si è discusso della nuova cultura digitale con Vittorio Biondi, direttore generale di Musa Scarl, Paolo Ceravolo, membro di Human Hall For AI e docente di Informatica della Statale, Edoardo Raffiotta, docente di Diritto costituzionale dell’Università Milano-Bicocca, e con Nannerel Fiano, ricercatrice di Diritto costituzionale.
(Foto di Università degli Studi di Milano 2025).