Lo scorso 25 aprile il Governo italiano ha finalmente approvato il Piano di ripresa e resilienza per sbloccare i fondi da 205 miliardi di euro in arrivo dal programma europeo Next Generation Eu. Verrà girato alla Commissione europea entro la fine della settimana, per rispettare la scadenza di fine aprile. L'Italia spera di ricevere il primo esborso (24 miliardi di euro, pari al 13% del totale del piano) entro la fine dell'estate.
Secondo alcune indiscrezioni, il piano avrebbe già ricevuto un via libera in forma preliminare da Bruxelles, il che fa ben sperare a proposito di quando saranno disponibili tali fondi. Il piano comprenderà tre dimensioni strategiche (digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica, inclusione sociale) distribuite in sei missioni e sedici componenti. I tre quinti dei fondi saranno destinati agli investimenti pubblici e un quinto verranno erogati tramite incentivi alle imprese. Circa un terzo dei fondi saranno poi dedicati ad opere edilizie.
Il piano delinea inoltre le riforme fondamentali che il governo vorrà attuare parallelamente ai progetti di investimento. “Le riforme non mirano a una profonda revisione del Paese, ma piuttosto a creare le condizioni giuste affinché i progetti di investimento abbiano successo, traendone i massimi benefici”, evidenziano gli analisti di Hsbc, secondo cui “le riforme di più ampia portata riguarderanno la pubblica amministrazione e il sistema giudiziario, la semplificazione dei regolamenti e la riforma dell'imposta sul reddito”.
"Il Governo prevede un aumento del pil di 0,5 punti percentuali quest'anno e di 3,6 punti percentuali entro la fine del periodo di attuazione dell'Next Generation Eu, vale a dire il 2026. Questo aumento risulta essere leggermente superiore alle nostre stime, anche se gli aspetti sui quali evidenziamo una maggiore differenza di vedute rispetto al governo italiano riguardano soprattutto le implicazioni per il tasso di crescita potenziale. Il Governo ritiene che la crescita potenziale potrebbe più che raddoppiare, dallo 0,6% attuale all'1,4%, ma noi pensiamo che un incremento di 0,2-0,3 punti percentuali potrebbe essere di gran lunga più realistico", evidenziano da Hsbc.
"Infatti", proseguono gli strategist, "ci potrebbero essere ancora dei ritardi prima che Bruxelles dia l'approvazione finale, e passerà del tempo prima che l'Italia inizi a ricevere i fondi che le spettano. Inoltre, diverse e importanti sfide attendono l'Italia: ogni sei mesi, la Commissione valuterà i progressi sugli obiettivi specifici del piano prima di erogare altri fondi, motivo per cui il governo non avrà alcun tempo da perdere", sottolineano da Hsbc, secondo cui, inoltre, la situazione politica potrebbe diventare sempre più turbolenta man mano che ci si avvicinerà alle elezioni previste, al massimo, entro la primavera del 2023. (riproduzione riservata)