Hotel Mignon: il cinque stelle di Merano dove tutti si sentono a casa
Immerso in un grande parco mediterraneo con alberi secolari, pini e palme, e le montagne come sfondo naturale, l’albergo è l’indirizzo perfetto per un break in Alto Adige
Se c’è una cosa alla quale Sissi Amort-Glatt Ellmenreich tiene più di ogni altra è far sentire gli ospiti del suo hotel, il cinque stelle Mignon di Merano, a casa.

Non per modo di dire. Davvero. Ci mette il cuore, oltre alla competenza, e il sorriso, l’attenzione, persino l’intrattenimento con le storie di famiglia, tutte curiose da ascoltare, appassionanti, a volte divertenti. Lo fa dall’inizio alla fine del soggiorno, onnipresente e discreta (dalle sette del mattino è in hotel e ci resta fino alle dieci di sera) assieme al marito Florian Ellmenreich, alla madre Irmgard Glatt-Amort, al figlio Philipp Ellmenreich – ricevendo i visitatori all’arrivo e avendone cura per tutta la permanenza. E questo fa la differenza: perché invece di farci accomodare in un albergo qualsiasi, per quanto di lusso, ci induce serenità. Ci troviamo in un’oasi di eleganza e di bellezza dove nulla può andare storto, circondati come siamo di cure, cortesia e pace.
Nel giardino dell’Eden

Un assist formidabile alla genesi di queste sensazioni viene dal giardino nel quale l’Hotel Mignon è immerso: parliamo di oltre 10mila metri quadri di verde curatissimo, dove isole di prato inglese - sulle quali sono sparsi morbidi divani e lettini prendisole - si alternano a bordure di fiori, siepi di rampicanti odorosi, piccoli specchi d’acqua punteggiati di piante acquatiche. Svettano solitari giganti arborei, come la magnolia, il leggiadro acero giapponese, addirittura un cedro dell’Himalaya ed è tutto un cinguettio, lievi battiti d’ali, sommessi gorgoglii.

Nel cuore di questa meraviglia ci sono poi una piscina (che si prolunga anche in uno spazio coperto) e una vasca idromassaggio circolare (entrambe con acqua riscaldata) dove è bello immergersi, nuotare e lasciare lo sguardo libero di correre sui cieli alti e la corona di monti intorno.
Feste dei sensi nella Spa
In un edificio adiacente trova spazio un altro punto forte del Mignon, la Spa, 2mila metri quadri con cinque saune a diversa temperatura e umidità, un’altra vasca idromassaggio, sala fitness e sala yoga.

È in grado di offrire vere e proprie feste dei sensi con trattamenti, rituali e cerimoniali, molti dei quali provenienti dall’Estremo Oriente. Corpo e viso possono essere tranquillamente affidati alle mani esperte dello staff in grado di eseguire massaggi di tutti i generi (formidabile quello con timbro di profumate erbe sudtirolesi - di antica tradizione locale - ma anche l’hawaiano Lomi-Lomi-Nui), impacchi e bagni softpack, peeling, applicazione di pietre calde e fredde, oltre a un ventaglio di proposte ayurvediche mirate a purificare il corpo, ridurre lo stress, stimolare la circolazione e donare nuova energia.
I pioneri del wellness

Vale la pena di sottolineare che il wellness nell’Hotel Mignon di Merano non è una vocazione dell’ultima ora: pioniera, in questo e in molti altri sensi, fu la nonna di Sissi Amort-Glatt, la celeberrima Zenzi, soprannome di Crescenzia Weisskopf, nata a Castelrotto nel 1914, sposata a Engelbert Glatt, e scomparsa alla bella età di 105 anni, 103 dei quali passati in piedi. Prima albergatrice della famiglia, nel 1948 aprì in centro a Merano la Pensione Mignon, cui aggiunse – senza precedenti in Alto Adige – un centro benessere interno. In seguito, nel 1967 acquistò dei terreni oltre il fiume Passirio e qui fece costruire il primo nucleo dell’attuale cinque stelle, trasferendovi il nome della pensione e, naturalmente, dotandolo di una bellissima Spa. Stessa cosa fece nel 1982, quando comprò l’hotel Adria, bellissima villa Art Nouveau situata poco lontano dal Mignon. Tutte e tre le strutture sono ancora attive e gestite dai suoi discendenti.
Gourmet cuisine

La festa continua a tavola. Al Mignon ci sono due ristoranti e vengono serviti (da uno staff affabile e dai modi perfetti) ricche colazioni a buffet e à la carte, pranzi, snack e cene gourmet, tutti firmati dallo chef Hanspeter Humml, che guida la brigata di cucina da quasi vent’anni. Basandosi su prodotti locali di alta qualità e su rivisitazioni in chiave contemporanea di ricette tradizionali, Humml non disdegna tocchi orientali, suggestioni francesi, importazioni vegane e fa attenzione alla dieta. La signature è l’alleggerimento dei piatti insieme con gli accostamenti raffinati, una certa audacia cromatica e originali combinazioni di consistenze e sapori. Ricorrenti sono i fiori, le verdure a tocchetti o a julienne, le erbe aromatiche che creano tavolozze d’artista più che semplici portate e rallegrano gli occhi. Innegabilmente, la cucina del Mignon crea dipendenza! Provare per credere il delizioso risotto con gamberi, menta e limone, la sella di cervo con ribes, il pollo biologico con rabarbaro, lamponi, pralina di paté de fois gras, romice e salsa di mele. E tra i dessert va menzionato il sorprendente gelato al tabacco.
Comodi letti & carta dei cuscini

Le camere del Mignon sono belle, luminose e grandi (da un minimo di 35 metri quadri fino a 70). Tutte dispongono di più di una finestra e almeno un balcone. Le suite contano diversi ambienti, camino, jacuzzi, bagno di vapore e sauna oltre a roof garden privato con idromassaggio. Ciò che le accomuna tutte è la comodità dei letti, dotati di materassi alti che coniugano sostegno e morbidezza per un comfort davvero perfetto. Quanto ai cuscini, l’hotel mette a disposizione degli ospiti una lista di opzioni: si va dal cuscino basso di crine di cavallo al morbido guanciale in lana di Tosa, dal modello con supporto della nuca integrato a quello a forma di U per stabilizzare il collo. Chissà se anche questa è una coccola nata dalla fervida mente di Zenzi, che gli ospiti più affezionati del Mignon, quelli che da anni vi ritornano ogni anno, ricordano sempre attiva e con queste parole sulle labbra: «Noi non siamo stanche».

Usava il femminile plurale, Zenzi, non per sminuire il contributo degli uomini della famiglia che pure lavoravano e lavorano in hotel, ma perché il Mignon era soprattutto suo, di sua figlia Irmgard e di sua nipote Sissi. Business di donne, insomma. Non per niente nello spazio antistante l’ingresso dell’hotel c’è una bella scultura: è della meranese Irma Hölzl e s’intitola Dame della famiglia Glatt. Raggruppa tre figure femminili affusolate coi capelli al vento che guardano lontano. Il miglior biglietto da visita di ciò e di chi ci attende all’interno. (Riproduzione riservata)
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