Le azioni del colosso immobiliare Evergrande (305 miliardi di dollari debiti complessivi) sono crollate oggi fino al 19% al minimo in oltre 11 anni, con l'avvicinarsi delle scandenze sugli obblighi di pagamento che previsti questa settimana, a partire da giovedì 23. A mezzogiorno locale il titolo ha toccato 2,06 dollari di Hong Kong, il livello più debole dal maggio 2010.
Alle ore 7:20 italiane l'Hang Seng cede il 3,7% zavorrata da Evergrande e dal settore immobiliare, l'Asx 200 australiano il 2,10%, l'Asia Dow l'1,22%, mentre Tokyo e Shanghai sono chiuse per festività. L'oro scambia laterale a 1.750 dollati l'oncia, il petrolio Wti americano perde lo 0,8% a 71,35 dollari il barile. In leggera debolezza le valute, con l'euro che passa di mano a 1,1716, lo yen a 109,91, mentre la sterlina perde lo 0,21% a 1,3709. Il T bond Usa decennale rende l'1,371% con i futures di Wall Street in ampio rosso nella settimana della Fed e del tema tapering: S&P 500 -1%, S&P -0,8%, Nasdaq -0,5%. L'Hang Seng si è portato oggi ai minimi di quasi 11 mesi, con Evergrande a rischio di default, mentre l'Asx/200 perde per ragioni di contagi in Australia.
Sonno pressione anche le materie prime per uso industriale dopo che il premier cinese Li Keqiang ha detto ieri che utilizzerà "strumenti di mercato" per stabilizzare i prezzi delle commodities. Jeffrey Halley, analista sull'Asia di Oanda, presume "che ciò significhi vendere più materie prime sui mercati dalle riserve strategiche della Cina". Oggi il platino cede il 2% a 924 dollari l'oncia e il rame l'1,8% a 4,16 dollari per libbra.
Intanto Bloomberg scrive che i principali regolatori cinesi hanno difeso la loro turbolenta repressione del mercato in vari settori durante un incontro con i top manager di Wall Street, rassicurandoli che le regole più severe non mirano a soffocare le società tecnologiche o il settore privato. Il vicepresidente della China Securities Regulatory Commission, Fang Xinghai, ha spiegato che le azioni recenti mirano a rafforzare le normative per le società con piattaforme rivolte ai consumatori e a migliorare la privacy dei dati e la sicurezza nazionale. La scorsa settimana una nuova serie di misure rivolte ai casinò ha colpito ancora una volta le azioni cinesi mandando sotto pressione sempre il listino di Hong Kong, più che Shanghai.
Quanto alla settimana delle banche centrali, Halley ritiene che la Norvegia diventerà probabilmente la prima istituzione ad aumentare i tassi questa settimana, battendo nel tempo la Nuova Zelanda. L'analista si aspetta che "però che Giappone, Indonesia, Filippine e Taiwan rimarranno ferme. Svezia e Svizzera non si muoveranno parimenti, così come la Turchia, ma il Brasile potrebbe sorprendere ancora una volta", scrive Halley. Che conclude spiegando che "tutte le strade portano però al Fomc e la tema del tapering". (riproduzione riservata)