Homo Faber, a Venezia l’eccellenza artigianale da tutto il mondo
Con i progetti di Panerai orologi, Cartier, Van Cleef&Arpels e altre straordinarie 800 creazioni

La luce come materia, oggetto e soggetto di espressione artistica. Il tempo come sfida. Il saper fare come filosofia di lavoro e racconto. Da qui sono partiti Yaazd Contractor & Eugenio Rossi di The Back Studio, giovane, talentuoso ed eclettico duo creativo che rappresenta la casa orologiera Panerai nella straordinaria mostra Homo Faber, dedicata alle eccellenze artigianali di tutto il mondo (da non perdere alla Fondazione Cini di Venezia, occasione da cogliere al volo, perché chiude il prossimo 30 settembre).

La commissione artistica aveva un preciso obiettivo: connettere la dedizione all’arte orologiera con la continua ricerca d’innovazione da parte di un marchio, Panerai, che ha fatto della luminescenza la sua cifra distintiva.

Il risultato è di grande impatto: un’installazione con 103 lampade da soffitto cilindriche e simmetriche, animate da luci fluorescenti di diversi colori e realizzate in materiali che vanno dal vetro di Murano soffiato alla plastica riciclata.

L’opera di The Back Studio, con il suo impatto dirompente, crea un soffitto emozionale e armonico nella grande stanza Love Union, l’Amore carnale, che fa parte del percorso di Homo Faber, un evento il cui valore va oltre e trascende le singole opere esposte.
La storia di Homo Faber
Homo Faber trasmette la forza di un grande progetto corale e inclusivo, che nasce dalla capacità di visione di due uomini straordinari, Johann Rupert, mecenate sudafricano, patron del gruppo Richemont (con brand che vanno da Cartier a Panerai orologi, da Buccellati a Van Cleef&Arpels, Vacheron Constantin, Jaeger-LeCoultre...), e Franco Cologni, ex ceo di Cartier, imprenditore italiano, uomo di grande cultura.
Insieme hanno dato vita alla Michelangelo Foundation for Creativity and Craftsmanship, che celebra ogni due anni l’eccellenza artigianale contemporaneo con questa mostra. Homo Faber è dunque una sorta di testimonianza, anzi il lascito culturale, di chi ha ben chiaro quanto sia fondamentale, per il mercato del lusso stesso, alimentare e far crescere talenti che siano in grado di forgiarlo e riprodurlo in modo sempre più umano, sostenibile e inclusivo.

Due i mecenati, due anche i direttori artistici, il regista Luca Guadagnino e l’architetto milanese Nicolò Rosmarini: The Journey of Life è il titolo dell’edizione 2024, che raccoglie più di 800 creazioni e in dieci stanze esplora il rapporto costante, in tutte le fasi, dalla nascita all’amore, fino alla morte, fra uomini e oggetti che nascono dalle loro stesse mani. Come dire: l’artigianato è vitale ed è vita.

Da non perdere, in questo percorso che si snoda negli ambienti evocativi della Fondazione Cini, ex monastero Benedettino sull’isola di San Giorgio, anche Dreams, la Stanza dei Sogni (sopra) con una teoria di donne senza volto sospese sulla piscina nera e circondate da maschere tribali e teatrali; oppure Love Courtship, Il Corteggiamento, in cui tutto è leggiadro e floreale; o, ancora, Celebration (sotto), nel refettorio palladiano, un’esplosione di meraviglie dell’arte della tavola.

Homo Faber chiude i battenti il 30 settembre, ma resta il suo patrimonio (non a caso, una delle stanze si chiama Inheritance): il contributo di centinaia di maestri artigiani, i progetti per le Next Gen, la catalogazione, la partecipazione, l’ispirazione creativa. Patrimonio che il gruppo Richemont ha anche raccolto nel portale digitale dedicato. (Riproduzione riservata)
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